Kazakistan
birdwatching lungo la via della seta
13 - 29 maggio 2016

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Intro

Il processo di disgregazione dell’Unione Sovietica, iniziato nel 1989, ha portato alla formazione di un buon numero di nuove entità geopolitiche, con relativo cospicuo mal di testa per chi doveva stilare i calendari del campionato europeo di pallone e, soprattutto, per le case editrici di atlanti geografici che, da un giorno all’altro, si trovavano con qualche nuovo "..stan” da allocare sulle loro cartine. Sorvolando sui pro e contro socio-politico-economici della caduta del comunismo, i birdwatcher possono sicuramente affermare che il crollo del muro ha enormemente facilitato le loro avventure ornitologiche dagli Urali alla Kamchatka. La meta di questo viaggio è il Kazakistan, una delle ex-repubbliche sovietiche dell'Asia Centrale. Il Kazakistan è una nazione conosciuta da decenni per la sua ricchezza avifaunistica, anche se le poche volte che è assurta agli onori della cronaca al di fuori del mondo ornitologico è stato per gli esperimenti nucleari che vi si conducevano o per la partenza dell’ennesima Soyuz dal cosmodromo di Baikonur. I pochi turisti che si recavano in Asia Centrale lo facevano solo per visitare le, peraltro magnifiche, città di Bukhara e Samarcanda. La scomparsa delle pastoie burocratiche, la creazione di strutture ricettive decenti e, soprattutto, il fascino magnetico dell’Asia Centrale ci hanno convinti a tentare l’avventura. Il Kazakistan è un paese sterminato, che va dal Mar Caspio alla Mongolia e, da nord a Sud, dagli Urali al Turkmenistan. Gran parte del territorio è ricoperto da steppe e deserti, ma nella parte meridionale corrono le montagne dello Tien Shan, la propaggine occidentale dell'Himalaya, che in Kazakistan è conosciuta come Ala Tau. Così il nostro viaggio ci vedrà fare birdwatching in decine di habitat diversi, su palcoscenici naturali di una bellezza mozzafiato. E chiudendo gli occhi potremo andare indietro nel tempo, e pensare alla via della seta, alle carovane di cammelli e cavalli che portavano la spezia dall’oriente, e pensare al feroce signore di queste plaghe, Tamerlano, il cui impero correva dall’Eufrate all’Indo. Il nostro viaggio si svilupperà in quattro regioni, caratterizzate ciascuna da un proprio habitat. Dopo una mezza giornata spesa nei sobborghi di Almaty (ma comunque già entro i confini dell'Ili Alatau National Park), partiremo alla volta della steppa desertica di Charyn, dove avremo ottime opportunità di vedere rarità assolute, come la Colombella occhigialli e il Picchio alibianche, i cui areali riproduttivi sono confinati all'Asia Centrale. Raggiungeremo poi il deserto del Taukum, casa di magnificenze quali il Corriere del Caspio e l'Ubara di Macqueen. Proseguiremo poi per le montagne dell’Ala Tau, dove incontreremo specie tipicamente himalayane, come il Grifone dell’Himalaya, lo straordinario Becco d’ibis, il Tetraogallo dell’Himalaya e una pletora di meravigliosi e coloratissimi uccellini, come la Calliope dell’Himalaya, il Codirosso di Güldenstadt, il Beccogrosso alibianche e il Verzellino fronterossa. Termineremo il viaggio nelle praterie e laghi della regione di Astana, un paradiso di uccelli, tra i quali basta ricordare l'ormai rarissima Pavoncella gregaria e la Damigella di Numidia per farsi un'idea. L’avifauna del Kazakistan è uno straordinario miscuglio di specie centro-asiatiche, con influssi himalayani e mediorientali; l'Ornitour in Kazakistan è quindi dedicato ai birdwatcher che preferiscono compilare le proprie liste all'interno del Paleartico Occidentale, o tuttalpiù del Paleartico tout court, ai birdwatcher un pò restii a posare i propri binocoli su buceri, pappagalli e colibrì, ai birdwatcher che sognano di completare il beneamato Collins. Quali che siano le proprie preferenze in fatto di uccelli, il Kazakistan soddisferà gli amanti dei rapaci (Aquila delle steppe, Aquila reale, Poiana codabianca, Poiana degli altipiani, Gipeto, Grifone dell'Himalaya, Albanella pallida, Falco sacro, Smeriglio "delle steppe"), gli amanti dei limicoli (Corriere del Caspio, Corriere di Leschenault, Piro piro del Terek, Pavoncella gregaria), delle anatre (Casarca eurasiatica, Gobbo rugginoso), dei gabbiani (Gabbiano di Pallas, Gabbiano delle steppe), dei passerotti, soprattutto dei passerotti (Calandra siberiana, Calandra nera, Calandra asiatica, Calandrina asiatica, Monachella del deserto, Monachella dorsonero, Culbianco isabellino, Silvia del deserto, Luì verdastro, Luì di Hume, Luì forestiero, Canapino di Sykes, Canapino asiatico, Canapino di Upcher, Averla delle steppe, Averla codarossa, Averla isabellina, Cannaiola di Jerdon, Cannaiola di Blyth, Passera del saxaul, Fringuello del deserto, Fringuello mongolo, Verzellino fronterossa, Zigolo testarossa, Zigolo collogrigio). Chi lo desiderasse può agganciare questo tour al tour in Uzbekistan per una fantastica avventura in Turkestan.


 

La Calandra nera è una delle fantastiche specie di Alaudidae che incontreremo in questo tour; avremo le migliori chances di vederla nelle steppe di Astana (© Dick Forsman)


Mappa interattiva



Itinerario in breve

1° giorno) volo Milano - Almaty via Istanbul
2° giorno) arrivo ad Almaty. Ile Alatau National Park
3° giorno) trasferimento al Charyn River
4° e 5° giorno) Charyn River
6° giorno) trasferimento al Taukum Desert via Almaty
7° e 8° giorno) Taukum Desert
9° giorno) trasferimento all'Ala Tau via Almaty
10° e 11° giorno) Ile Alatau National Park
12° giorno) trasferimento a Almaty
13° giorno) volo ad Astana. Trasferimento a Korgalzhyn
14° e 15° giorno) steppe e laghi di Astana
16° giorno) volo ad Almaty
17° giorno) volo a Milano via Istanbul. Arrivo a Milano

Scheda tecnica

Sistemazioni alberghiere: di buona levatura ad Almaty. Il lodge al fiume Charyn, l'Osservatorio Astronomico di Almaty, il campo tendato nel Taukum, la guest house nelle steppe di Astana sono tutte sistemazioni molto rustiche, con servizi in comune

Difficoltà: richiesto spirito di adattamento per le sistemazioni molto semplici. Il trekking nell'Alatau, a 3500 metri, richiede buone condizioni di salute e un poco di allenamento

Bibliografia: Birds of Central Asia, di Ayé, Schhweizer e Roth, Christopher Helm
Collins Bird Guide, di Mullarney, Zetterstrom, Svensson & Grant, Harper Collins;
The Birds of Kazakhstan, di Wassink & Oreel, Arend Wassink Ed.

Costo del tour: Euro 3.100

Numero massimo di partecipanti: quattordici


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Itinerario dettagliato    
1° giorno) volo Milano–Almaty, via Istanbul.

2° giorno) arrivo di primo mattino e trasferimento all'hotel, dove pernotteremo. Ci riposeremo un paio d'ore e poi partiremo per un iniziale birdwatching alla periferia della città. Almaty, in precedenza conosciuta come Alma Ata, è la capitale economica del Kazakistan (la capitale amministrativa è dal 1998 Astana). Il nome Almaty significa “il posto con le mele”: la regione circostante ospita infatti numerose varietà di mele (alma) selvatiche, tanto che si pensa che la mela domestica sia originaria del Kazakistan sud-orientale. Almaty è situata ai piedi della catena dell’Alatau, l'estensione kazaka della catena del Tien Shan, che raggiunge, con il suo picco più alto, il monte Talgar, i 4950 metri. Spenderemo il nostro primo giorno in Kazakistan esplorando l'Ile Alatau National Park, a pochi chilometri dalla città. Incontreremo le nostre prime specie kazake e, tra quelle più comuni, come la Tortora delle palme, la Tortora orientale, il Rondone comune, la Ghiandaia marina eurasiatica, il Gruccione comune, l'Upupa eurasiatica, l'Allodola eurasiatica, l'Averla cenerina, la locale forma del Cardellino europeo (ssp caniceps, prossimo split?), il Corvo eurasiatico e il Fanello eurasiatico, potremmo vedere i primi gioiellini dell’Asia Centrale, come il Pendolino capobianco, lo Zigolo collogrigio e lo Zigolo campestre.

3° giorno) lasceremo la città e ci dirigeremo verso est, verso il confine con la Cina, lungo l’antica via della seta. Attraverseremo dapprima vaste aree coltivate, ma presto il paesaggio si trasformerà e i campi lasceranno spazio a suggestive steppe e aree semidesertiche. Saliremo sul passo di Kokpek, dove il nostro principale obiettivo sarà lo splendido Zigolo pettocastano; un occhio attento al cielo potrebbe farci scoprire Nibbi bruni (sssp lineatus, Nibbio guancenere, a distribuzione asiatica e caratterizzato da una più chiara e larga macchia carpale, che lo rende vagamente reminiscente di un Nibbio reale), Aquile delle steppe, Aquile reali, Aquile imperiali, Grifoni eurasiatici e Poiane codabianca. Scenderemo lungo la Sogety Valley, fermandoci ad una pozza dove si abbevera una congrega di favolosi Passeriformi tra cui Passere lagie, Fringuelli mongoli e Fringuelli alicremisi. Tra le altre specie che vedremo durante il lungo trasferimento molte sono comuni anche nel Paleartico Occidentale, come la l'Averla piccola, la Rondine comune, la Rondine rossiccia, il Balestruccio eurasiatico, la Cappellaccia comune, la Calandrella comune, la Calandrina; ma non mancheranno specie più rare, come il Chukar, l’Allodola golagialla, la Cutrettola comune (ssp lutea, candidata, come molte altre sottospecie di questo uccelletto a distribuzione eurasiatica, a specie buona), il Culbianco isabellino, la Monachella dorsonero, la Silvia del deserto (recentemente splittata dalla Silvia nana dei deserti nordafricani e libici), l'Usignolo d'Africa, la Maina comune, lo Zigolo testarossa. Con fortuna potremmo incontrare una Gazzella di Persia o persino un Lupo! La nostra meta è un remoto lodge in prossimità del fiume Charyn, dove pernotteremo tre notti: sugli alberi intorno al lodge le cassette nido installate dai biologi kazaki sono piene di Cince azzurre!

4° e 5°giorno)
 il paesaggio di questo remoto angolo del Kazakistan è dominato dai boschi di turanga, una specie di pioppo che ha colonizzato gran parte della regione; esploreremo i boschi che bordano le dune lungo i fiumi locali. Le specialità locali sono la Colombella occhigialli, che nidifica esclusivamente in Asia Centrale, il Picchio alibianche e la bellissima Passera del saxaul, che cercheremo nella vegetazione che le dà il nome: saxaul è il termine con cui vengono designate due specie di arbusti o piccoli alberi appartenenti alla famiglia delle Amaranthacee, presenti solo in Asia sudoccidentale e centrale. A Charyn anche i Fagiani comuni sono davvero selvatici, non c’è pericolo che siano introdotti per scopi venatori, e la “crocetta” sarà pura, e anche la negletta Passera domestica è un pò più interessante del solito, poiché in questa regione è della sottospecie bactrianus, più piccola e molto più bianca della nostra. Il paesaggio desertico è molto suggestivo, e in alcuni punti diventa di una bellezza magica, come nel Red Canyon, il cui nome ricorda appropriatamente le celebri gole rocciose del Nordamerica. Qui cercheremo la più grande rarità di questa regione, il Sirratte di Pallas, una specie di grandule che effettuò alcune invasioni in Europa alla fine del XIX° secolo e all'inizio del XX°; da allora, per vedere questo splendido uccello, bisogna venire in Asia Centrale, la sua unica area di nidificazione. Nei due giorni che spenderemo ad esplorare ogni angolo di questa regione potremmo vedere dozzine di specie, molte comuni, ma molte altre interessanti ed emozionanti; ricordiamo: Cicogna nera, Casarca, Occhione eurasiatico, Assiolo eurasiatico, Calandra eurasiatica, Bigiarella (ssp halimodendri, più piccola e più pallida delle nostre bigiarelle), Averla isabellina (di cui forse vedremo entrambe le specie in cui è stata splittata, l'Averla codarossa e l'Averla isabellina propriamente detta), Calandro maggiore, Cutrettola testagialla orientale, Topino pallido, Pettazzurro, Monachella del deserto, Canapino di Sykes. Vedremo anche numerose specie di rapaci, ancora sulla via della migrazione, o forse già intenti alla nidificazione: Gipeto, Capovaccaio, Poiana degli altipiani, Sparviere eurasiatico, Shikra (un piccolo Accipiter comune sia in Africa che in Asia), Falco sacro, Grillaio.

6° giorno) torneremo oggi ad Almaty, fermandoci in un’area nei pressi di un torrente dove vedremo numerosi Tordi fischiatori blu, una bellissima specie asiatica che raggiunge qui l'estremo occidentale del suo areale, e qualche Merlo acquaiolo comune (comune sì, ma diverso dai nostri perché la sottospecie locale leucogaster è immacolata in tutte le sue parte inferiori). Da  Almaty ci trasferiremo direttamente nel deserto del Taukum, dove vivremo l'esperienza di pernottare tre notti nelle yurte, le tende dei pastori nomadi dell'Asia Centrale. La (relativa) scomodità della nostra sistemazione passerà in secondo piano di fronte allo straordinario birdwatching che potremo fare in quest'area. Già durante il trasferimento potremo lustrarci gli occhi con i grandi stormi di Storni rosei.

7° e 8° giorno) il birdwatcher entusiasta può giudicare da solo cosa sarà il birdwatching nel deserto, soprattutto in questo periodo dell’anno, in cui ha luogo la migrazione di migliaia di rapaci, limicoli e Passeriformi. Ci fermeremo anche al lago di Sorbulack, dove potremo vedere, fra trampolieri più comuni come Gambecchi nani, Cavalieri d’Italia e Corrieri piccoli, numerosi Piro piro del Terek. Ma ci sono anche straordinari uccelli nidificanti in queste aride plaghe: sono pochi i limicoli che preferiscono le aree steppose e il Corriere del Caspio e il Corriere di Leschenault sono tra questi; le ubare che vivono in Asia sono state splittate da quelle nordafricane, per cui quella che vedremo si chiama ora Ubara di Macqueen (lo spettacolo del display nuziale di questa otarda saràuno dei momenti memorabili del viaggio); le granduli che scendono a bere alle pozze vicino al nostro campo sono in gran parte Ganghe e Granduli comuni, ma in mezzo ad esse c'è spesso qualche individuo di Sirratte di Pallas. La steppa intorno al villaggio di Konshengel è ricca di piccoli Passeriformi in migrazione e potremo testare le nostre capacità di identificazione: Luì verdastro, Luì di Hume, Luì forestiero, Cannaiola di Jerdon, Bigia padovana, sono tutti presenti, sulla loro strada per la Siberia. Potremo vedere, o rivedere, anche Culbianchi isabellini, Monachelle del deserto, Monachelle dorsonero, Fringuelli del deserto, Calandrine, Calandre asiatiche, Calandrine asiatiche (per Clements solo ssp cheelensis della Calandrina), Tordi golascura, Cannaiole di Blyth, Pendolini testanera, Zigoli testarossa. Esploreremo le aree umide intorno a Topar dove vedremo, qualora le avessimo perse nei primi giorni, Colombella occhigialli, Picchio alibianche, Passera del saxaul, ma potremo incontrare specie nuove come l'Assiolo pallido e la Cincia del Turkestan. Visiteremo un’area di rocce dove nidifica il Picchio muratore persiano. Scenderemo qualche chilometro a sud di Konshengel, dove potremmo incontrare il Falco pecchiaiolo orientale, il Piviere dorato asiatico e, negli stormi chioccianti di Gruccioni comuni, potremmo individuare qualche Gruccione guanceazzurre.

9° giorno)
 ritorneremo oggi ad Almaty dove cambieremo il nostro mezzo di locomozione: per salire i contrafforti dello Tien Shan occorrono robusti fuoristrada! Da Almaty ci inerpicheremo infatti sull’Alatau, catena che fa parte dell'estensione più settentrionale del Tien Shan e di tutta l'Himalaya. Prima di raggiungere l’Osservatorio Astronomico di Almaty, dove pernotteremo tre notti, esploreremo le rive di un lago dove cercheremo il Becco d'ibis, uno straordinario limicolo (i tassonomisti non sanno bene a che cosa assomigli e gli hanno confezionato una famiglia tutta sua, gli Ibidorhynchidae) che, nonostante lo splendido piumaggio, è estremamente difficile individuare contro il greto sassoso del lago, dove se ne sta quasi perennemente accovacciato.

10° e 11° giorno) la catena dell’Alatau offre scenari spettacolari; ci parrà di essere nelle Alpi di casa nostra, immersi nelle foreste di abeti e sovrastati da vette innevate. Saranno gli uccelli che vedremo a ricordarci che, invece, dalle Alpi siamo molto distanti; come nelle Alpi, però, le comunità di uccelli cambiano con i differenti habitat, e l'esplorazione della foresta, dei fiumi e torrenti, delle praterie e delle pareti rocciose ci farà scoprire tutte le meraviglie alate di queste montagne. Qualche specie è a distribuzione paleartica e quindi potremo vedere uccelli a noi consueti come il Fagiano di monte eurasiatico, il Picchio tridattilo eurasiatico, la Civetta capogrosso, il Picchio muraiolo, lo Scricciolo comune, il Prispolone eurasiatico, la Tordela, la Nocciolaiala eurasiatica, la Cincia mora e, tra i rapaci, il Grifone eurasiatico e l'Avvoltoio monaco. Ma la maggior parte delle specie sono tipiche delle montagne dell'Asia Centrale e quindi indagheremo con attenzione i grifoni perchè qui è presente anche il Grifone dell'Himalaya e cercheremo con attenzione i Passeriformi locali, tra i quali vedremo le specie più ambite del tour di cui ecco qualche esempio: una triade di spettacolari codirossi, Codirosso capoazzurro, Codirosso di Eversmann e Codirosso di Güldenstadt; un altro terzetto, questa volta di passere scopaiole, e cioé Passera scopaiola dell'Altai, golanera e bruna (oltre al ben conosciuto Sordone); la meravigliosa Calliope dell'Himalaya, il Beccogrosso alibianche, la minuscola e magnifica Silvicincia di Severtzov, la Cincia di Songar, il Luì panciazolfo, il Merlo acquaiolo bruno, il Verzellino fronterossa, il Ciuffolotto roseo mantorosso, il Fringuello montano disadorno. Una delle specie più suggestive di questa regione è il Tetraogallo dell'Himalaya, una specie di tacchinone endemico delle alture dell'Asia Centrale (sono cinque i tetraogalli asiatici, ciascuna specie localizzata ad una catena montuosa, dalla Turchia al Tibet); speriamo di essere aiutati nella ricerca dal suo flautato richiamo, che l'animale emette spesso da una roccia esposta. Forse incontreremo qualche branchetto di Stambecchi siberiani e forse la Marmotta grigia e il Pika alpino; pur ospitando l'Ala Tau l'Orso bruno, il Lupo e la Lince, abbiamo pochissime speranze di vedere questi fantastici mammiferi.

12° giorno) dopo un ulteriore sessione mattutina di birdwatching, torneremo ad Almaty, dove pernotteremo.

13° giorno) trasferimento all’aeroporto dove ci imbarcheremo sul volo per Astana, la nuova capitale del paese, già conosciuta come Tselinograd e Ak Mola. Astana è situata ai confini delle sterminate steppe che coprono gran parte del Kazakistan; oggidì la maggior parte di esse è stata trasformata in coltivi, ma vasti appezzamenti sono ancora ricoperti di vegetazione naturale. Pernotteremo tre notti in una guest house nel villaggio di Korgalzhyn, circa duecento chilometri a sud-ovest di Astana.

14 e 15° giorno) il mosaico di ambienti che visiteremo in questi due giorni è davvero eccezionale: paludi salmastre, fiumi, laghi, praterie e steppe ospitano una magnifica selezione di uccelli. Il paesaggio, pur nella sua piattezza, è magnifico e il numero e la qualità degli uccelli che lo fanno vivo è stupefacente. Vedremo volare basse sulla steppa, alla ricerca di piccoli mammiferi, molte Albanelle minori e, soprattutto, Albanelle pallide; la steppa è frequentata anche da Falchi cuculo e Grillai e potremmo anche vedere qualche possente Falco sacro e lo Smeriglio "delle steppe" (la ssp pallidus dell’Asia centrale). Più in alto volano rapaci altrettanto interessanti, come l'Aquila delle steppe e la Poiana codabianca. Una delle specie più ricercate sarà l'aggraziata Damigella di Numidia, che frequenta le zone più aride. Più difficili da localizzare, i piccoli Passeriformi della steppa saranno ricercati con attenzione, Calandra siberiana e Calandra nera su tutti, ma anche Averla delle steppe, Averla isabellina, Culbianco comune, Allodola eurasiatica, Cutrettola comune (di cui ci divertiremo ad identificare le diverse sottospecie, che forse saranno presto, o sono già, specie buone). Una delle specie più importanti di quest’area è la Pavoncella gregaria, che nidifica solo in Kazakistan e in alcune aree della Russia centrale; è una specie minacciata di estinzione (catalogata Critically Endangared, il massimo grado di pericolo, da BirdLife International); nonostante le ultime incoraggianti osservazioni (uno stormo di 3200 individui è stato osservato in Turchia nel 2007), il degrado dell’ambiente naturale in cui nidifica, insieme ad altri motivi ancora poco conosciuti, impone agli organismi conservazionistici di mantenere sempre alta la guardia. Le numerose zone umide della regione ospitano migliaia di uccelli di decine di specie diverse: il Fenicottero maggiore, il Pellicano riccio, il Tarabuso eurasiatico, lo Svasso collorosso, lo Svasso cornuto, lo Svasso piccolo, il Codone comune, il Fischione eurasiatico, la Canapiglia, il Gobbo rugginoso, il Fistione turco, il Moriglione eurasiatico, la Moretta comune, il Cigno reale (qui nel suo areale originario), il Cigno selvatico, l'Oca selvatica, il Piro piro del Terek, il Falaropo beccosottile, la Pernice di mare orientale, il Totano moro, l'Avocetta comune, il Gambecchio nano, il Combattente (già in piumaggio riproduttivo, forse potremo vedere il suo spettacolare display nuziale), il Piovanello comune, il Gabbiano di Pallas, il Gabbiano del Caspio (la sottospecie locale barabensis è per qualche autore specie buona, Gabbiano delle steppe), la Sterna zampenere, la Sterna maggiore, il Mignattino comune, il Mignattino alibianche, la Schiribilla comune, la Schiribilla grigiata, la Gallinella d'acqua. Nei cespugli che bordano laghi e fiumi, molti piccoli Passeriformi iniziano la nidificazione o si apprestano a ripartire per le terre del nord: Pettazzurri, Basettini, Cannaiole di Blyth, Cannaiole di Jerdon, Cannaiole eurasiatiche (la sottospecie locale fuscus è considerata da qualche autore specie buona, Cannaiola del Caspio), Cannareccioni eurasiatici, Canapini asiatici, Forapaglie macchiettati, e molte altre specie più comuni. Gli occhi sempre a sorvegliare il cielo, dove potrebbero apparire Poiane delle steppe, Poiane codabianca, Bianconi eurasiatici, Aquile minori e Aquile imperiali.

16° giorno)
 dopo qualche ora di birdwatching, torneremo oggi ad Astana dove ci imbarcheremo per Almaty, dove pernotteremo.

17° giorno) ci imbarcheremo sul volo che ci riporterà a Milano, ancora via Istanbul. Arrivo a Malpensa di primo pomeriggio.

 

La Colombella occhigialli, che vedremo all Charyn River, è un endemismo dell'Asia Centrale: solo qui è possibile vederla durante la stagione riproduttiva; sverna in India e Pakistan (© Shreeram M V, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Lo spettacolare Charyn River Canyon ricorda da vicino le profonde gole del Nordamerica, e di quelle aree procura le stesse emozioni (© Jonas Satkauskas, Public Domain)




Delle tre specie di granduli che potremo vedere durante il tour, il Sirratte di Pallas è di gran lunga la più rara e ambita; questa specie è fortunatamente abbastanza comune nella regione del Charyn (© Dick Forsman)




Uno dei target di primaria importanza del tour, il Becco d'ibis, uno strano uccello imparentato con ibis e limicoli, ma di incerte affinità filogenetiche tanto che si è meritato una famiglia tutta sua, gli Ibidorhynchidae (© Vishal Sabharwal, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Gli uccelletti che incontreremo sulle montagne dell'Ala Tau sono uno più bello dell'altro, e alla fine della scala ci sta la magnifica Calliope dell'Himalaya (© Dick Forsman)




Un pò più sobria, ma molto ricercata, la Passera scopaiola golanera, che potremmo vedere insieme ad altre due chicche di Prunellidae, la Passera scopaiola dell'Altai e la Passera scopaiola bruna (© Dick Forsman)




Con un pò di fortuna, sul Tien Shan potremo crocettare tre meravigliosi codirossi: il Codirosso di Güldenstadt (il più bello), il Codirosso capoazzurro e il Codirosso di Eversmann, quest'ultimo ritratto nella foto qui sopra (© Dick Forsman)




Uno dei due limicoli più importanti del viaggio, lo splendido Corriere asiatico, che vedremo con certezza nel deserto del Taukum (© Francesco VeronesiCC BY 2.0)




Un'altra allodola di pregio, la Calandra siberiana, che frequenta, così come la sua affine Calandra nera, le steppe di Astana (© Dick Forsman)




In Kazakistan potremo vedere le silvie, i luì, le cannaiole e i canapini più ambiti del Collins, quelli relegati nelle pagine delle rarità. Quello illustrato nella foto è un Canapino asiatico (© Dick Forsman)




Uno dei rapaci che aspetteremo con ansia, la sottospecie pallidus dello Smeriglio, il cosiddetto Smeriglio delle steppe (© Dick Forsman)




L'altro limicolo del tour, la rara e sempre più minacciata Pavoncella gregaria. La steppa di Astana è uno dei pochi posti nel mondo dove la probabilità di vederla è molto, molto alta (© Cks3976, CC BY-SA 3.0)


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