La Checklist ufficiale di Ornitour


     
Clements Checklist v. dicembre 2015
In questa pagina trovate gli aggiornamenti 2015 della Check List degli Uccelli del Mondo del Cornell Lab of Ornitology (CLO), quella per intenderci che fu ideata e seguita, fino alla sua scomparsa, dall'illustre ornitologo James Franklin Clements (1927 – 2005). Questa checklist è quella ufficiale di Ornitour: non c'è un motivo preciso nella scelta di questa lista, se non quella che essa è facilmente reperibile su internet, e su internet è annualmente aggiornata. La lista, un file excel scaricabile cliccando sul download a lato, è utilizzabile per controllare di quale specie si sta parlando in ogni viaggio e nelle altre varie pagine del sito, ma è anche un buon riferimento per chi volesse approfondire l'avifauna di ogni singolo viaggio e può essere utilizzata per compilare e stampare le proprie checklist di viaggio. La presente versione della lista contiene anche, e qui sta la novità, le informazioni sullo stato di conservazione di tutte le specie di uccelli del mondo, quelle contenute nella Lista Rossa della I.U.C.N (International Union for the Conservation of Nature and Natural Resource). La lista in oggetto è il risultato della valutazione, da parte del comitato del Cornell Lab of Ornithology, dei numerosi studi tassonomici (ormai eseguiti solo con l'ausilio della genetica) che hanno luogo in ogni parte del mondo; le fonti degli annuali aggiornamenti della lista sono, oltre al profluvio di articoli accademici pubblicati sulle riviste scientifiche di settore, due dei più importanti istituti mondiali di ornitologia, l'A.O.U. (American Ornithologists' Union, che pubblica i risultati delle proprie valutazioni e ricerche attraverso le sue due emanazioni: S.A.C.C. South American Classification Committee e N.A.C.C. North American Classification Committee) e il B.O.U. (British Ornithologists' Union)

 

  In alto il logo del Cornell Lab of Ornithology, dove potete trovare la storia della lista di Clements, tutti gli aggiornamenti dalla prima versione a quella attuale 6.9 e tante altre informazioni, notizie e aggiornamenti sul mondo dell'ornitologia e del birdwatching.

A sinistra la copertina dell'unico, per ora, cartaceo della lista di Clements, che risale al 2007 ed è ormai obsoleto, ma che rappresenta un importante documento storico.
Le novità più significative del 2015
I numeri totali di questa nuova lista non sono significativamente cambiati rispetto a quelli dello scorso anno (i taxa erano 32.180, sono 32.232; le specie erano 10.404, sono 10.473). Le differenze non computano automaticamente il numero di specie in più, poichè un discreto numero di esse è stato cancellato (di solito attraverso il cosiddetto "lumping" e cioé la fusione di due specie in una sola): le specie nuove, tra splittate (lo "split" è il procedimento inverso del "lump") e nuove specie, scoperte di solito in qualche fazzoletto di foresta del mondo, sono 105. Sono stati anche revisionati 279 nomi scientifici, cambiati 215 nomi inglesi, corretti 14 errori tipografici (ma mi sono accorto che ce ne sono molti altri), cambiate 104 sequenze di specie (di specie all'interno di una stessa famiglia o di famiglie all'interno di uno stesso ordine). Sono stati creati due nuovi ordini, e proprio da questi partiamo per questo breve riassunto delle novità più significative, concetto che è strettamente personale: mi piace soprattutto l'avifauna africana e, oltre alle novità del Paleartico Occidentale, citerò solo quelle di quella regione zoogeografica, invitando chi volesse approfondire tutti gli aggiornamenti a visitare la pagina Updates & Corrections sul sito del Cornell Lab of Ornithology.

   
Ordini
Sono stati inseriti due nuovi ordini.
1) il Curol Cuckoo-Roller Leptosomus discolor, endemico del Madagascar e delle Isole Comore non è affine alle ghiandaie marine (Coraciidae) e alle coracie terragnole (Brachypteraciidae). Il Curol è quindi stato rimosso dai Coraciiformes e posizionato nel nuovo ordine, monotipico, dei Leptosomiformes
2) upupe (Upupidae), upupe boscherecce (Phoeniculidae) e buceri (Bucorvidae e Bucerotidae) non sono membri dell'ordine Coraciiformes. Queste famiglie sono rimosse da quel taxon e posizionate nel nuovo ordine dei Bucerotiformes

Famiglie
Non ci sono nuove famiglie; nei due nuovi ordini vengono mantenute le stesse famiglie

   
Specie
Struzzo comune & Struzzo di Somalia
Anche il CLO ha recepito i suggerimenti proposti dal BOU Records Committee e ha splittato lo Struzzo in due specie, che diventano Struzzo comune Common Ostrich Struthio camelus e Struzzo di Somalia Somali Ostrich Struthio molybdophanes.

Ibis di Sao Tome
Il gruppo monotipico Bostrychia olivacea bocagei dell'Ibis olivaceo Bostrychia olivacea bocagei è riconosciuto quale specie buona con il nome toponimo di Ibis di Sao Tome Sao Tome Ibis Bostrychia bocagei.

Poiana comune

La Poiana comune è stata oggetto di due split: le popolazioni himalayane e cinesi (il precedente gruppo monotipico Buteo buteo burmanicus) e quelle dell'Asia Centrale (il precedente gruppo politipico Buteo buteo japonicus) sono diventate rispettivamente Poiana dell'Himalaya Buteo refectus Himalayan Buzzard e Poiana orientale Buteo japonicus Eastern Buzzard. Due considerazioni di birdwatching: coloro i quali hanno fatto una passeggiata in Nepal o lì vicino potrebbero trovarsi due specie in più sulla life-list e, consiglio dedicato soprattutto agli avidi lister del Paleartico Occidentale, occhio alla possibile prima Poiana orientale della regione (ammesso che sia identificabile!). Ho deciso di cambiare il nome italiano da Poiana comune a Poiana eurasiatica, poiché l'areale africano della specie è solamente di svernamento e la distribuzione riproduttiva è confinata ad Europa e Asia Occidentale.

Poiana di foresta
Il gruppo monotipico Mountain Buzzard (Forest) Buteo oreophilus trizonatus è elevato al rango di specie con il nome di Poiana di foresta Buteo trizonatus. IL gradito risultato è che Ornitour ha una specie in più in saccoccia (la poiana che abbiamo visto nella foresta di Xumeni, in Sudafrica).

 

Finalmente anche per Clements lo struzzo è stato splittato in due specie: lo Struzzo comune e lo Struzzo di Somalia, illustrato nella foto (© Donna Brown, CC BY 2.0)

Nuovo genere per alcune specie di berte
In accordo con la SACC, il genere Puffinus è diviso in due generi. Le specie più piccole, caratterizzate da colorazione bianca e nera, rimangono nel genere Puffinus. Le specie più grosse sono trasferite al genere Ardenna; tra queste ce ne sono due che ci interessano da vicino: la Berta fuligginosa e la Berta dell'Atlantico.

Due sottospecie di gabbiani paleartici cambiano domicilio
IL CLO trasferisce, concordando con gli studi di Collinson et al. (Collinson, J. M., Parkin, D.T., Knox, A. G., Sangster, G., & Svensson, L. 2008. Species boundaries in the Herring and Lesser Black-backed Gull complex. Brit. Birds 101: 340–363) il gruppo monotipico Caspian Gull (Mongolian) Larus cachinnans mongolicus ad un'altra specie e precisamente il Gabbiano nordico Herring Gull; il taxon in oggetto diventa Larus argentatus mongolicus.
In accordo con lo stesso studio citato sopra, il CLO trasferisce il gruppo monotipico Caspian Gull (Steppe) Larus cachinnans barabensis allo Zafferano, Lesser Black-backed Gull Larus fuscus. Il taxon in oggetto diventa Larus fuscus barabensis.
A causa di questi spostamenti il Gabbiano del Caspio Capian Gull Larus cachinnans diventa monotipico.
E a causa di ciò i birdwatcher avranno qualche mal di testa in più davanti agli immondezzai europei!

Pollo sultano

Finalmente anche il CLO ha accettato i suggerimenti dei numerosi tassonomisti che ipotizzavano una multispecificità del Pollo sultano comune. Il risultato è che ciascuno dei sei gruppi riconosciuti da Clements sono elevati al rango di specie; e questo è una manna per i listaioli del Paleartico Occidentale che, qualora avessero visitato l'Egitto e la Turchia, si ritroverebbero con una ligfe-list e una WP-list più ricca di due specie (sempre ammesso che abbiano incrociato il "vecchio" Pollo sultano in Spagna, Sardegna o nel Maghreb. Le tre specie di pollo sultano del Paleartico Occidentale sono oggi: Pollo sultano testagrigia Porphyrio poliocephalus Gray-headed Swamphen, Pollo sultano africano Porphyrio madagascariensis African Swamphen e il "nostro" comune Pollo sultano Porphyrio porphyrio Western Swamphen. Concordo con Clements sulla definizione di questa specie con il toponimo "occidentale" e lo cambio a sfavore di "comune": nel contesto di una lista mondiale, il termine comune riferito ad un relativamente piccolo areale è fuori luogo.

Allocco del deserto / Allocco di Hume / Allocco dell'Oman
Trattiamo in altra parte di questo sito il complesso Allocco di Hume/Allocco del deserto/Allocco dell'Oman. Qui citiamo solo le conclusioni, e cioé che le specie in oggetto sono solo due, Allocco del deserto Strix hadorami e Allocco dell'Oman Strix butleri e che, in considerazione della pre-esistenza del nome italiano Allocco di Hume per la seconda specie, ho preferito mantenere questo nome, contrariamente alla scelta del CLO, che usa il toponimo Omani Owl.

Gheppio africano
Il gruppo monotipico Eurasian Kestrel (Rock) Falco tinnunculus rupicolus è elevato al rango di specie con il nome di Gheppio africano Rock Kestrel  Falco rupicolus.

Merlo della Cina
Abbiamo un merlo in più! Le mandarinus e sowerbyi del Merlo comune Eurasian Blackbird Turdus merula sono state splittate in una nuova specie, Merlo della Cina Chinese Blackbird Turdus mandarinus.

Silvia di Moltoni
Le popolazioni insulari del Mediterraneo occidentale (Baleari, Corsica, Sardegna e Arcipelago Toscano) e quelle dell'Italia centro-occidentale, precedentemente appartenenti al gruppo monotipico Sylvia subalpina moltonii, sono elevate al rango di specie. Purtroppo il nome scientifico risultante non è Sylvia moltonii, ma l'eponimo è rimasto nel nome scientifico inglese, e così, naturalmente, in quello italiano. Nonostante le ovvie rassomiglianze tra le due specie, ho preferito utilizzare per la Silvia di Moltoni il nome del gruppo poichè la dizione Sterpazzolina di Moltoni avrebbe reso necessario un'ulteriore specifica della "vecchia" sterpazzolina; è questo del resto lo stesso criterio utilizzato in un'altra coppia di silvie pressoché identiche (Occhiocotto e Silvia di Menetries).

Silvie del continente africano
A tre specie africane appartenenti alla famiglia Sylviidae ho cambiato il nome; in effetti la revisione tassonomica delle tre specie in oggetto era già presente nella versione della lista del 2014 e il cambio del nome italiano è stato semplicemente dimenticato. Si tratta della Sylvia nigricapilla (precedentemente Lioptilus nigricapillus) Black Bushcap, che aveva mantenuto il suo nome originario, e cioé Garrulo montano capinero, nome francamente errato dal punto di vista tassonomico; il nome prescelto è Silvia del Sudafrica. La seconda specie, precedentemente Pseudoalcippe abyssinica, ora Sylvia abyssinica, era, ed è ancora conosciuta in inglese come African Hill Babbler; la mia traduzione letterale era Garrulo di collina africano, ma è questo uno dei pochi casi in cui non concordo con Clements: come nella specie precedente infatti, il nome inglese è errato dal punto di vista tassonomico; in considerazione dell'amplissima distribuzione della specie all'interno del continente, dal Camerun alla Tanzania e a sud fino al Mozambico, e nonostatnte vi siano altre silvie endemiche dell'Africa (come ad esempio la Silvia di Layard, la Silvia culorossiccio e la Silvia bruna), il toponimo "africana" mi è sembrato appropriato. Stesse considerazioni valgono per la Silvia di Dohrn Sylvia dohrni, specie endemica dell'isola di Principe, nel Golfo di Guinea, che Clements continua a citare come Dohrn's Thrush-Babbler, che ritengo tassonomicamente fuorviante.

Madanga
Una delle più grosse sorprese nei numerosi studi di genetica ornitologica riguarda un uccelletto endemico delll'isola di Buru, nelle Molucche Meridionali. Considerata da sempre un occhialino, famiglia Zosteropidae, la specie in oggetto, Madanga ruficollis, è in realtà una pispola. Probabilmente appartiene al genere Anthus, ma il CLO provvisoriamente gli attribuisce il genere Madanga e lo posizione tra i generi Motacilla e Anthus. Per il nome italiano, in attesa di ulteriori conferme (Pispola golarossiccia??) opterei per un facile e pronunciabilissimo Madanga.
 

Quattro specie di Puffinus sono state riposizionate nel nuovo genere Ardenna. Di queste, due ci interessano da vicino: la Berta fuligginosa e la Berta dell'Atlantico (© JJ Harrison, CC BY-SA 3.0)



La sottospecie Larus cachinnans mongolicus (o meglio, il gruppo monotipico Caspian Gull, Mongolian) è stato strasferito ad un'altra specie e precisamente al Gabbiano nordico Herring Gull; il taxon in oggetto diventa Larus argentatus mongolicus (© Aркадий Зарубин, CC BY-SA 3.0)



Il "vecchio" Pollo sultano, a distribuzione pressochè cosmopolita (era assente solo dall'America), è stato splittato in sei specie e così avremo a disposizione, per la nostra Western Plaearctic List, due specie nuove: il Pollo sultano africano in Egitto e il Pollo sultano testagrigia, illustrato nella foto (© Ennio Bezzone), in Turchia e Vicino Oriente. Il nostro Pollo sultano comune (Sardegna, Penisola Iberica e Maghreb) diventa il Pollo sultano occidentale



Dei cinque "gruppi" di Gheppio comune suscettibili di eleggibilità a specie buona, il CLO ne ha accettato solo uno, il precedente Falco tinnunculus rupicolus, che oggi è Falco rupicolus Rock Kestrel, in italiano Gheppio africano (almeno fino a quando la ssp rufescens, anch'essa con un ampio areale nel continente africano sarà elevata a rango si specie, nel qual caso ci penseremo)(© Dawidl, CC BY-SA 3.0)



Il professor Edgardo Moltoni (© Pierandrea Brichetti), con lobbia e binocolo. Moltoni può essere considerato un ponte ideale tra l'ornitologo raccoglitore di specimen e il moderno etologo. A destra la Sterpazzolina Sylvia cantillans moltonii (oggi Sylvia subalpina) che gli fu dedicata dal suo collega ornitologo Carlo Orlando (© Dick Forsman)



Il precedente Lioptilus nigricapillus, in italiano Garrulo montano capinero, è diventato Sylvia nigricapilla e si è guadagnata il ben più simpatico nome di Silvia africana (© Alan Manson, CC BY 2.0)
     




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