Gran Tour dell'Uganda
Albertine Rift, Murchison Falls NP, Queen Elizabeth NP,
Budongo & Kibale Forests, Lake Mburo NP, Semliki NP, Mabira Forest
8 - 30 agosto 2016

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Itinerario in breve

1° giorno) volo Milano - Entebbe via Amsterdam
2° giorno) escursione in piroga Mabamba Swamps. Trasferimento a Masindi
3° e 4° giorno) Budongo Forest. Royal Mile
5° giorno) trasferimento al Murchison Falls NP. Butiaba Escarpment
6° e 7° giorno) Murchison Falls National Park
8° giorno) trasferimento a Fort Portal
9°/11° giorno) Kibale Forest (pitta tracking) & Semliki Wildlife Reserve
12° giorno) trasferimento al Queen Elizabeth National Park
13° giorno) Queen Elizabeth National Park
14° giorno) gita in battello sul Kazinga Channel. Trasferimento a Bwindi
15°/19° giorno) Bwindi Impenetrable Forest National Park (Buhoma, Ruhija, opzionale Gorilla Trekking, escursione opzionale al Mgahinga National Park)

20° giorno) trasferimento al Lake Buro NP. Escursione nel parco
21° giorno) escursione nel parco. Gita in battello sul Lake Mburo. Trasferimento a Entebbe
22° giorno) Mabira Forest. Trasferimento all'aeroporto di Entebbe e volo ad Amsterdam
23° giorno) arrivo ad Amsterdam e coincidenza per Milano


Mappa interattiva




Scheda tecnica

Sistemazioni alberghiere
: lodge e alberghi di buona levatura, con servizi privati. A Ruhija utilizzeremo le stanze molto rustiche della locale stazione di ricerca o un campo tendato appositamente installato per noi dall'organizzazione

Difficoltà: sul Rift Albertino è richiesto adattamento per alcune sistemazioni alberghiere. L’osservazione a pochi metri dei Gorilla di montagna è uno spettacolo che da solo vale il viaggio, ma occorre tener presente che il trekking richiesto potrebbe essere estremamente impegnativo (così come impegnativa è l'escursione alla Mubwindi Swamp). Potrebbe essere sufficiente un’ora per arrivare ad una famiglia di gorilla, ma più spesso è necessaria una giornata intera, dieci/dodici ore tra andata e ritorno di trekking impegnativo. Il clima, inoltre, può essere estremamente umido; in conclusione, l’escursione alla ricerca dei Gorilla di montagna richiede una forma fisica eccellente. Tutte le altre tappe del tour non presentano alcuna difficoltà.

Bibliografia: Field Guide to the Birds of East Africa, di Stevenson & Fanshaw, A & C Black;
The Bird Atlas of Uganda, di Carswell, Pomeroy, Reynolds & Tushabe, British Ornithologists' Club

Costo del tour: Euro 6.000

Costo del gorilla trekking (facoltativo): USD 500
Costo dell'escursione a Mgahinga (facoltativo): USD 100

Numero massimo di partecipanti
: dieci



Il Kobo dell'Uganda è una sottospecie (ma per alcuni autori una specie buona) di antilope distribuita in Africa Centrale. Ne vedremo piccoli branchi al Queen Elizabeth National Park (© Frank Dickert, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)


Il Becco a scarpa, uno degli uccelli più importanti d'Africa per i birdwatcher (ma anche per i conservazionisti che ne hanno a cuore le sorti, data la vulnerabilità della specie) è una delle priorità del nostro tour; fortunatamente, per quanto raro e localizzato, è abbastanza facile da vedere a Mabamba Swamps. Bisogna vedere solo se lo si vedrà meravigliosamente come nell'occasione di questa fotografia o lontano e infrattato come in altri tour (© Dick Forsman)

Intro

L'Uganda, una nazione relativamente piccola dell'Africa Orientale, è una destinazione di interesse ornitologico di prima grandezza. La varietà dei suoi habitat, dalle grandi paludi sulle rive dei laghi Vittoria, Edoardo e Alberto, alle foreste che ricoprono le montagne delll'Albertine Rift Valley, attraverso savane e praterie, spiega l'incredibile numero di 992 specie di uccelli registrate nel paese. Ma oltre alla quantità, va sottolineata la qualità dell'avifauna: l'Uganda conta una sola specie endemica, il Tessitore di Fox, ma ben 29 delle 43 specie endemiche del Rift Albertino vivono nel paese e 69 delle 77 specie montane della stessa regione possono essere osservate in una singolo parco, la foresta di Bwindi! Lungo il Nilo Bianco, poi, è possibile vedere, con relativa facilità, il mitico Becco a scarpa e ognuno dei parchi che esploreremo possiede almeno una decina di specie che per rarità e/o bellezza varrebbero da sole il viaggio. La nostra guida locale sarà Emmy Gongo, che nei tre Ornitour precedenti ci ha fatto vedere cose (uccelli) incredibili; la sua conoscenza delle aree che visiteremo, insieme alla capacità di localizzare, richiamare (a voce, e non con il registratore!), e identificare gli uccelli della sua terra, è difficile a credersi, anche sperimentandola da vicino. Questo Ornitour è il tour "definitivo" per l'Uganda: comprende tutti i parchi nazionali e le riserve più affascinanti del paese, quelle più ricche di avifauna, quelle più significative dal punto di vista biogeografico. Non abbiamo trascurato niente e abbiamo anche incluso una vera e propria chicca, un'area spesso trascurata in altri birding-tour: la Semliki Wildlife Reserve; questo parco è l'estensione più orientale dell'immenso e misterioso bacino del Coingo, l'unica foresta pluviale del continente africano. Non ci aspettiamo di vedere, naturalmente, le fantastiche specialità di questo habitat, come la mitica Okapia e l'altrettanto semi-mitologico Pavone del Congo, ma almeno una trentina di specie confinate, in Uganda, a questa foresta Emmy ce le farà vedere senz'altro. Il tour prenderà le mosse da Entebbe, dove effettueremo una gita in piroga alle paludi di Mabamba, dove abbiamo "prenotato" l'incontro con il Becco a scarpa, che sarà corredato da altre specialità acquatiche come la Jacana minore e il Pollo sultano di Allen. Proseguiremo poi per il nord-ovest del paese, dove visiteremo il celeberrimo Royal Mile della foresta di Budongo. La tappa successiva sarà il Murchison Falls National Park, dove faremo un'altra gita in barca, molto suggestiva dal punto di vista paesaggistico, ma estremamente produttiva in termini di uccelli: potremo, ad esempio, fare splendide fotografia a pochi metri dalle Pernici di mare di roccia che riposano sui massi del fiume, vedere decine di specie lungo le rive del Nilo Vittoria e avere persino una chance di incrociare il Gufo pescatore di Pel appollaiato su qualche albero. Scenderemo poi verso sud, fermandoci a Fort Portal, la base di partenza per l'esplorazione della foresta di Kibale e della riserva di Semliki. Kibale ospita uno dei target principali del nostro tour, la fantasmagorica Pitta pettoverde, che sarà localizzata e inseguita (con il debito rispetto) da Emmy e da un bravissimo ranger del parco; a Kibale, chi lo desiderasse, potrà anche fare un Scimpanzè trekking. Di Semliki abbiamo già parlato, ma non si può credere a quello che la foresta ci riserverà senza averlo visto di persona. Raggiungeremo poi l'angolo sud-occidentale dell'Uganda, dove passeremo dei giorni in una delle aree più belle, selvagge e ricche di uccelli dell'Africa intera, la Foresta Impenetrabile di Bwindi, che, oltre ad ospitare un'avifauna straordinaria, è la casa di una delle ultime popolazioni di Gorilla orientale di montagna, come è più corretto chiamare questo meraviglioso bestione: le popolazioni orientali di gorilla infatti, sono divise in due sottospecie, quella di pianura, che vive solo in Congo, e quella che ci apprestamo ad ammirare qui in Uganda (ma ne esiste una'altra piccola popolazione lungo il triplice confine tra Uganda, Rwanda e Congo). A Bwindi Impenetrable Forest potremmo vedere ben 29 delle 43 specie endemiche del Rift Albertino, tra cui uccelli meravigliosi come il Beccolargo verde africano, la fantasmagorica Nettarinia pettoviola, la Nettarinia regale, l'Alacremisi di Shelley. Chi volesse partecipare all'escursione facoltativa a Mgahinga National Park potrebbe incrementare la propria endemic bird list con due uccelli fantastici come il Turaco del Ruwenzori e la Nettarinia duecollari del Ruwenzori. Staccatici a malincuore dalle meraviglie di Bwindi concluderemo il viaggio con la visita al Lake Mburo National Park, un'area di savana dove potremo vedere due specie molto ambite, rare e localizzate in Uganda, il Barbetto facciarossa e la Pavoncella pettobruno; l'ultima gita in battello del tour ci permetterà, con quasi assoluta certezza, di vedere un altro animale molto ricercato dai birdwatcher, lo Svassorallo africano, uno strano incrocio tra uno svasso e una folaga. Poichè il volo per l'Europa partirà in tarda serata, abbiamo pensato di infilare nell'itinerario la riserva di Mabira, che protegge la più vasta area di foresta umida semi-decidua dell'Uganda centrale; la sua posizione geografica, l'altitudine e il tipo di habitat rende conto della grande diversità dell'avifauna rispetto alle foreste di altura del Rift Albertino e di quella pluviale di Semliki; quindi, con fortuna, potremmo terminare il tour aggiungendo alla nostra checklist diverse decine di specie. Riusciremo a toccare le seicento specie di uccelli?


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Itinerario dettagliato    
1° giorno) volo KLM Milano - Entebbe via Amsterdam con arrivo in serata. Trasferimento al vicino Lake Victoria Hotel, dove pernotteremo.

2° giorno) Entebbe è situata sulle rive dell'immenso lago Vittoria e qualche ora di birdwatching lungo le rive del lago e nei giardini botanici sarà una splendida introduzione agli uccelli di questo splendido paese. Visiteremo le Mamamba Swamps, dove il nostro target principale sarà lo stranissimo Becco a scarpa, una cicogna (o forse un pellicano?) che si è meritato una famiglia a sè stante, i Balaenicipitidae, tanto poco si è capito delle sue affinità tassonomiche; il Becco a scarpa è, per i birdwatcher, uno degli uccelli più importanti di tutta l'Africa e osservarlo da vicino sarà uno dei primi privilegi di questo tour. Le paludi di Mabamba sono ovviamente ricche di specie acquatiche, tra cui ricordiamo: Cormorano pettobianco, Cormorano africano, Garzetta comune, Sgarza ciuffetto, Airone golia, Airone testanera, Spatola africana, Anastomo africano, Germano beccogiallo, Oca pigmea africana, Pavoncella ditalunghe, Jacana minore (Mabamba è uno dei uno dei pochi posti in Africa dove le probabilità di vedere questo minuscolo e rarissimo limicolo sono discrete), Sterna zampenere, Gabbiano testagrigia, Martin pescatore gigante, Martin pescatore malachite, Pigliamosche di palude. Tra le specie più suggestive che potremo vedere nei Giardini Botanici di Entebbe ci sono l'Avvoltoio delle palme, la splendida Gru coronata grigia, il Pappagallo cenerino, il Martin pescatore pigmeo africano, il Gruccione pettoblu, il Gruccione golabianca, un'accoppiata di splendidi turachi: il Turaco blu maggiore e il Turaco di Ross, il preistorico Bucero cascobianconero, lo Storno lucente splendido, la Nettarinia panciaoliva, la Nettarina pettorosso, lo Storno lucente splendido, il Tessitore beccosottile, il Tessitore di Vieillot e il Tessitore di Weyns. Dopo pranzo inizieremo il trasferimento a Masindi; il paesaggio è caratterizzato da un mosaico di praterie e boscaglia. Ci fermeremo ogni volta che vedremo uccelli interessanti, e avremo buone probabilità di incontrare specie come il Bucero bianconero africano, il Turaco crestabianca, la Tchagra di palude, il Gonolek testanera, lo Storno lucente codabronzo, la Vedova di palude, la Prinia mentobianco, l'Estrilda caponero, il Tessitore golabruna settentrionale. Pernotteremo tre notti un hotel di Masindi.





L'aspetto più caratteristico del Becco a scarpa è naturalmente il becco. Dalla fotografia si vede chiaramente come la branca inferiore del becco somigli straordinariamente ad un mocassino (col tacco, da donna). I bordi affilati delle mandibole favoriscono la decapitazione delle prede; così come nei pellicani (e in effetti si sospetta una vicinanza filogenetica ad essi) la mandibola superiore è fortemente carenata (© Pelican, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)




Il Martin pescatore pigmeo africano è uno dei più piccoli martini del continente, e uno dei più graziosi. Non così indissolubilmente legato all'acqua come il simile Martin pescatore malachite, sarà un gradevole incontro nella savana intorno alle paludi di Mabamba (© Steve Garvie, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)
3° e 4° giorno) esploreremo in questi due giorni la spettacolare foresta di Budongo, concentrandoci sul "Golden Mile", il sentiero che parte dall'entrata lungo la Sawmills Road e che, come dice il nome, è prezioso per il birdwatcher perché è uno spettacolo di voli. La foresta è percorsa da una fitta rete di sentieri e strade e avremo molte opportunità di vedere le specie più caratteristiche di quest'area, anche se, come sempre in foresta, saranno necessarie pazienza e determinazione. Le specie tipiche di Budongo sono il Francolino di Nahan, l'elusivissimo Codapiuma macchiecamoscio, il Batis dell'Ituri, il graziosissimo Occhiocarniccio di Jameson, il Luì dell'Uganda e la Nettarinia testaverde. Ma potremo vedere anche altre decine di specie, di cui ricordiamo le più significative: Aquilastore di Cassin, Codapiuma macchiebianche (sarà, naturalmente, molto più facile ascoltarne il flautato richiamo che vedere questo microscopico rallo uscire allo scoperto dalle aree paludose che frequenta), Piccione afep, Trogone narina, Turaco becconero, Bucero zampebianche, Barbetto macchiegialle, una triade di coloratissimi martini, il Martin pescatore dorsocioccolato, il Martin pescatore nano africano e il Martin pescatore pettoblu, Indicatore di Cassin, Bulverde indicatore, Bulverde gioioso, Averla cuculo di Petit, Drongo vellutato, la bellissima Cossifa spalleblu, l'altrettanto grazioso Apalis capinero, Storno alicastane, Nettarinia superba, Nettarinia golaverde, Ilia verde, Malimbe crestato, Tessitore di foresta. La sera effettueremo un escursione alla ricerca di gufi e succiacapre e, con fortuna, potremo vedere l'Allocco africano, il Gufo reale grigiastro, il Succiacapre spallenere. La foresta ospita anche alcune interessanti specie di scimmie, tra cui lo Scimpanzè, che però sarà molto difficile incontrare; avremo migliori possibilità di vedere il Colobo bianconero, il Cercopiteco codarossa e il Babbuino oliva.

Per quanto grossi e meravigliosamente colorati, i turachi sgattaiolano tra le fronde alla velocità della luce ed è sempre difficile ottenere una buona visione, tanto meno una bella fotografia. Questo Turaco becconero, una delle star di Budongo, si è fermato quel tanto che basta perchè il fotografo lo immortalasse in un bello scatto (© Mickey Samuni-Blank, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Tra martin pescatore di foresta e di savana, tra rarità e specie comuni, tra martini piccoli e grossi, potremmo aver la fortuna di vederne ben tredici specie! Questo Martin pescatore pettazzurro è abbastanza comune; frequenta gli ambienti boschivi e sarà una delle specie che potremo vedere a Budongo (© Greg Hume, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
5° giorno) raggiungeremo oggi il favoloso Murchison Falls National Park. Lungo il percorso saliremo sul Butiaba Escarpment che domina il Rift Albertino, una striscia di montagne che si snoda nell'estremo est dello Zaire e comprende anche le regioni più occidentali di Rwanda, Burundi, Uganda e Tanzania. Il Rift Albertino è una regione estremamente importante dal punto di vista ornitologico, perché in essa vivono 43 specie endemiche (di queste specie 29 sono osservabili entro i confini dell'Uganda). Pernotteremo tre notti al Sambiya River Lodge.

6° e 7° giorno)
le cascate di Murchison (o Kabalega) rappresentano uno spettacolo naturale magnifico: sono formate da uno spettacolare salto del Nilo Bianco, che scorre fino a restringersi, poco prima delle cascate, in un corridoio largo pochi metri. Avremo un'ulteriore possibilità di vedere il Becco a scarpa, che vive nelle estese paludi che tappezzano la valle al di sotto delle cascate. Effettueremo una gita in battello e potremo vederlo insieme a molte altre specie, come l'Aninga africana, l'Airone rosso, l'Airone cenerino, l'Ibis hadada, il Tarabusino, l'Airone bianco maggiore, la Garzetta intermedia, la Dendrocigna facciabianca, l'Anatra dal pettine, l'Oca dallo sperone, la Cicogna sellata, lo Svassorallo africano, l'Albanella africana, il Rallo nero, l'Occhione del Senegal, la Pavoncella armata, la deliziosa Pernice di mare di roccia, il Becco a forbice africano. Il birdwatching nella savana che circonda le cascate sarà altrettanto interessante: le specie tipiche di quest'area, quelle nella ricerca delle quali concentreremo i nostri sforzi, sono il Francolino di Heuglin, l'Averla di Emin, il Batis testanera, l'Uccello d'argento (un graziosissimo pigliamosche) e la Cisticola di Carruthers. Ma avremo l'opportunità di osservare altre decine di specie, meno localizzate, ma ugualmente suggestive, l'Otarda di Stanley, l'Occhione macchiato, il Corrione alibronzo, il Corrione di Temminck, la Pavoncella ditalunghe, il Piccione verde di Bruce, il Gruccione coda di rondine, il Bucorvo settentrionale, la Ghiandaia marina d'Abissinia, la Ghiandaia beccolargo, il Gruccione golarossa, il Becco a scimitarra comune, il Barbetto becconero, il Picchio cardinale, l'Averla di macchia pettozolfo, il Piapiac (un corvide dalla lunga coda e dalle abitudini gregarie), il Sassicolo fuligginoso, il raro Macchiettino bruno, la Bufaga beccogiallo. Un altro splendido ambiente che visiteremo è la foresta a galleria, ricca di uccelli, come il Martin pescatore pigmeo africano, l'Uccello topo nucablu, il Barbetto dentato, il Picchio di Nubia, la Cossifa caponiveo, l’Apalis pettogiallo, il Crombec facciarossa, il Batis testanera, il Pigliamosche del paradiso africano. Se avremo fortuna potremo vedere, la sera, i due più bei succiacapre africani: il Succiacapre vessillario e il Succiacapre dai pennacchi (gli unici succiacapre identificabili facilmente, in virtù delle loro ali addobbate di lunghe penne). La sera effettueremo una visita ad un'area che domina le cascate, nella quale vedremo migliaia di pipistrelli che abbandonano il loro posatoio diurno per andare alla ricerca di cibo: se avremo fortuna vedremo il Nibbio dei pipistrelli all'inseguimento dei chirotteri di cui si nutre. Vedremo anche qualche specie di mammiferi, come l'Antilope d'acqua, l'Elefante, la Giraffa, l'Ippopotamo e il Bufalo cafro.


Le cascate Murchison (o Kabalega) sono uno dei pezzi forti paesaggistici dell'Ornitour in Uganda. Oltre a ciò, sappiate che su quelle pietre riposano spesso graziose Pernici di mare di roccia e sulle foreste che bordano il fiume è stata avvistato qualche volta il Gufo pescatore di Pel (© Oliver Sedlacek, Public Domain)




Gli occhioni possiedono un piumaggio mimetico, e non è facile vederli negli ambienti di savana che frequentano; quando poi sono accovacciati a terra con gli occhi chiusi, l'impresa di localizzarli è davvero ardua. Ma l'Occhione macchiato, abbastanza comune nelle aree aride intorno a Murchison Falls, non dovrebbe sfuggirci (© Derek Ramsey, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5 Generic)




L'elegante Uccello topo nucablu si riconosce immediatamente dai congeneri per la brillante macchia turchese sulla nuca. Spesso in piccoli stormi, l'incontro con questo bell'animale è pressochè sicuro nelle aree aperte di tutta l'Uganda (© Doug Janson, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
8° giorno) raggiungeremo oggi Fort Portal, punto di partenza per le nostre escursioni alla meravigliosa foresta di Kibale e alla Semliki Wildlife Reserve, due aree popolate da una ricchissima avifauna e dalla bellezza di nove specie di scimmie, tra colobi, cercopitechi e scimpanzé; Kibale, in particolare, è la migliore area in Uganda per vedere lo Scimpanzè. Pernotteremo quattro notti in un hotel dal suggestivo nome: Mountains of the Moon. Lungo il percorso ci fermeremo in un'area paludosa in cui cercheremo due specie molto rare e localizzate: il Frattarolo alibianche e il Canarino dei papiri. Nella savana intorno alla palude potremo vedere altre specie interessanti, come il Picchio di Reichenow, il Barbetto dentato e lo Spaccaseme pancianera.

9°/11° giorno)
spenderemo due dei tre giorni di Fort Portal nell'esplorazione della foresta di Kibale e uno in quella della Semliki Wildlife Reserve. A Kibale, protetta a parco nazionale, sono state registrate 300 specie di uccelli. Alcune di esse sono molto localizzate e questo parco è l'area africana dove ci sono le migliori possibilità di incontrarle. Le specialità del parco sono la Ghiandaia marina golazzurra, il Luì dell'Uganda e il Beccaformica di Woodhouse. Tra le altre decine di specie che potremo vedere nella foresta ricordiamo le più belle e le più rare: Astore nero, Aquilastore coronato, Cuculo codalunga oliva, Upupa boschereccia testabianca, lo spettacolare Gruccione nero, Barbettino marezzato, Picchio di Elliot, Picchio guancebrune, Indicatore di Cassin, Occhiocarniccio castano, Cossifa spalleblu, Bulverde gioioso, Rondine serrata testabianca, Tordo pigliamosche rossiccio, Apalis golanera, Apalis mascherata, Pigliamosche bianconero, Pigliamosche di Cassin, Crombec verde, Illadopsis pettosquamato (gli illadopsis sono simili ai garruli), Akalat equatoriale, Puffino zamperosa, Storno alicastane, Nigrita pettobianco, Nigrita pettocastano, Tessitore beccogrosso, Tessitore collonero, Nettarinia duecollari settentrionale. Due rarissime specie di Kibale sono il Piccione nucabianca e la mitica Pitta pettoverde, mitica perché, insieme all'altra pitta del continente, la Pitta africana, è estremamente elusiva e nidifica in aree sempre diverse, seguendo le piogge continentali; nei due precedenti Ornitour non l'abbiamo mai mancata, grazie alla costanza della nostra guida Emmy e dei ranger del parco, che hanno una straordinaria abilità nel seguirne le tracce nell'apparentemente inestricabile vegetazione della foresta. Visiteremo poi una palude nelle vicinanze della foresta dove avremo qualche chance di vedere il bellissimo Dorsoliva dal collare, un passeriforme simile ad un estrilda. La foresta di Kibale è, come si è accennato, la migliore area in Uganda dove vedere lo Scimpanzè; oltre a questa specie, Kibale ospita numerose altre specie di scimmie e avremo l'opportunità di vedere, oltre alle specie più comuni incontrate a Budongo, il Mangabey guancegrigie e il Colobo del Centrafrica. Semliki è un tratto di foresta che è stata protetta a parco nazionale nel 1993, diventando il più recente parco nazionale ugandese. La regione di Semliki (conosciuta anche come Bwamba Forest) è una delle mete ineludibili in un tour di birdwatching in Uganda poichè solo qui, in Uganda, ma anche nel resto dell'Africa, è possibile esplorare un piccolo esempio di quell'immenso mare di verde che è il bacino della foresta pluviale congolese, a due passi dalla patria di animali mitici come il Pavone del Congo e l'Okapia. Semliki è appunto l'estensione orientale del bioma Guineo-Congolese e molte specie dell'Africa Occidentale raggiungono qui il loro limite orientale. Qualche ora a Semliki (la riserva ospita più di 400 specie di uccelli!) potrebbe portarci almeno trentina di specie di uccelli che in Uganda vivono solo in quest'area! La foresta pluviale è ancor più difficile da "lavorare" rispetto alla foresta afromontana, ma saremo soccorsi dalla bravura di Emmy che, aiutato da un ranger locale, potrebbe mostrarci uccelli straordinari come il Serpentario del Congo, l'Astore codalunga, il Rallo di Nkulengu, il Gufo pescatore di Pel e l'Indicatore codalira. Probabilmente le specie menzionate rimarranno pie illusioni perchè sono così rare da essere state osservate da pochissimi birdwatcher fino ad oggi, ma sarà possibile invece osservare, con relativa facilità, molte altre specie, tra le quali: Succiacapre di Bates, Succiacapre di palude, Rondone codaspinosa di Sabine, Martin pescatore panciabianca, Gruccione golarossa, Rondine serrata nera, Rondine blu golabianca, Bulbul di palude, Bulverde macchiato, Bulverde grigio, Bulbul montano, Nicator golagialla, Nicator occidentale, Pettirosso stellato, Akalat di pianura, Alete golarossa, Puffino occhirossi, Tordo terragnolo d'Abissinia, Tordo terragnolo grigio, Averla cuculo golaporpora, Averla cuculo di Petit, Beccazzurro di Grant. La foresta di Semliki ospita poi 53 specie di mammiferi, quasi tutte crepuscolari e notturne e quindi pressochè impossibili a vedersi; ma potremmo incontrare qualcuna tra le specie diurne più appariscenti, come il Babbuino oliva, il Cercopiteco codarossa, la Guereza, e forse qualche specie di scoiattolo.


La foresta di Kibale è il miglior posto in Uganda per vedere il simpatico Scimpanzè. Nonostante il suo areale si estenda dall'Africa Occidentale alla Tanzania, questa specie è minacciata di estinzione (© Dick Forsman)
12° e 13° giorno) ci trasferiremo al Queen Elizabeth National Park, conosciuto anche come Ruwenzori National Park. Il parco protegge gli ambienti delle montagne Ruwenzori, un mosaico di foresta a galleria, savana e paludi nel quale è stato registrato un impressionante numero di specie di uccelli: con le sue 535 specie, il parco rappresenta l'area africana con la più ricca avifauna. Pernotteremo due notti al Mweya Lodge. Arriveremo già in mattinata, in tempo per esplorare i sentieri e le strade del parco; già in giornata avremo la possibilità di incontrare, oltre a numerose specie di uccelli, due mammiferi suggestivi come l'Ilochero gigante (una specie di enorme cinghiale che vive nelle foreste dell'Africa equatoriale) e il Kobo dell'Uganda, una graziosa antilope. Naturalmente gli uccelli rappresenteranno il nostro target principale e non sarà difficile ottenere una lista di cento e più specie durante i due giorni spesi nella foresta. Il parco è tagliato in due dal canale Kazinga, che scorre tra i laghi George e Edward: il canale rappresenta un ottimo habitat per migliaia di uccelli acquatici; vedremo Pellicani bianchi e Pellicani dorsorosa, Cicogne beccogiallo, Ibis sacri africani, Mignattai, Occhioni acquaioli, Pavoncelle caruncolate africane. Nella savana del parco vedremo: Avvoltoio testabianca, Falco giocoliere, Aquila marziale, Aquila crestalunga, Francolino collorosso, Quaglia tridattila ottentotta, Rallo africano, Pavoncella del Senegal, Gufo reale di Verreaux, Cucal nero, Succiacapre di palude, Gruccione minore, Tortora del Capo, Upupa africana, Garrulo sagittato, Garrulo dalle redini, Allodola nucarossiccia, Topino fasciato, Cisticola robusta, Cisticola gracidante, Unghialunga golagialla, Nettarinia del Marico, Nettarinia bandaviola, Nettarinia pettoscarlatto, Tessitore beccosottile, Vescovo rosso meridionale, Vedova alibianche, Canarino solferino, Zigolo pettodorato. Un'escursione notturna potrebbe farci incontrare altre due specie di succiacapre, il Succiacapre del Gabon e il Succiacapre codasottile. Il parco ospita anche molte specie di mammiferi, come la Guereza, il Bufalo cafro, l'Elefante, l'Ippopotamo, il Tragelafo striato, il Topi (una grossa antilope), la Mangosta di palude, la Mangosta fasciata, il Leone, il Leopardo, la Iena macchiata.

14° giorno)
in mattinata effettueremo un'escursione in battello lungo il canale Kazinga. Potremo vedere molte specie di uccelli acquatici, tra cui il Fistione australe, l'Anatra ottentotta, l'Alzavola beccorosso, il Mignattino alibianche, il Mignattino piombato, il Gabbiano testagrigia, il Corriere di Kittlitz, il Corriere trebande, il Piro piro boschereccio, il Piro piro culbianco, la Pavoncella armata e la Pavoncelle coronata. La savana circostante è piena di voli di Tortore occhirossi e Tortore del Capo, Pappagalli di Meyer, Rondoni delle palme africani, Rondini rossicce, Rondini delle moschee e Rondini striate minori. Nel pomeriggio ci trasferiremo al Bwindi Forest National Park, dove vivremo i momenti più emozionanti di tutto il tour. Pernotteremo sei notti in due guesthouse nel parco: tre notti nei pressi del villaggio di Buhoma, che sarà la base di partenza per l'esplorazione delle aree più basse del parco, e tre notti nei pressi di Ruhija, situata ad altitudine più elevata, da dove partiranno le nostre escursioni per le foreste montane, quelle più ricche di specie endemiche di questa regione.



I Leoni arboricoli sono una caratteristica del Queen Elizabeth National Park e anche il birdwatcher più fanatico troverà qualche momento e fotografia da dedicare a questo comportamento, insolito in questi grandi predatori di savana (© Cody PopeCreative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Le pavoncelle sono tra i limicoli più eleganti. Questa Pavoncella del Senegal, abbastanza comune nella savana del Queen Elizabeth National Park, è una delle cinque specie che potremmo incamerare durante il tour (© Sumeet Moghe, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Nelle aree aperte del Queen Elizabeth National Park è facile imbattersi nei branchi di avvoltoi che bamchettano sui resti degli erbivori predati dai grandi felini. Qui un Avvoltoio orecchiuto contende i resti di un elefante ad un gruppo di affamati Avvoltoi dorsobianco (© Fallows C, Gallagher AJ, Hammerschlag N, Creative Commons Attribution 2.5 Generic)




Il Kazinga Channel, il canale che mette in comunicazione il Lago George con il Lago Edoardo, sarà tetaro di una eccitante gita in battello. Ippopotami e Bufali sono comuni così come uccelli acquatici di diverse specie; una delle più interessanti è il Becco a forbice africano, di cui si intravede uno stormo (© Duncan Wright, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
15°/19° giorno) la foresta di Bwindi fa parte di un parco non molto vasto (solo 321 kmq) che si estende tra un’altitudine di 1160 metri slm e 2650 metri slm. Questa foresta, che è chiamata anche Impenetrable (e le escursioni nel parco ci chiariranno il motivo di questo nome), è un must per tutti i birdwatcher, e i naturalisti in senso lato, che si rechino in Uganda. Oltre alle 330 specie di uccelli che sono state registrate nel parco, la foresta ospita il 30% della popolazione mondiale di Gorilla di montagna, e oggi che lo Zaire e il Rwanda non sono completamente sicuri dal punto di vista sociale e politico, la foresta di Bwindi rimane il posto più tranquillo dove vedere da vicino questi favolosi animali. Bwindi è considerata la regione più ricca di specie di mammiferi, uccelli, piante e farfalle di tutta l’Africa orientale. La foresta si estende, come accennato, da un'altitudine di 1160 metri ad una quota di 2650 metri; visiteremo diverse aree a queste quote, in quanto l'avifauna è nettamente differente man mano che si sale verso le aree più elevate. L'escursione per vedere il gorilla è facoltativa e chi preferisse continuare con il birdwatching potrà esplorare invece il Mgahinga Gorilla National Park (vedi poi). Chi ha visto il celebre film "Gorilla nella nebbia" può avere un'idea di quali emozioni possa suscitare la visione, a pochi metri, di una famiglia di gorilla placidamente seduti in una radura, la visione del possente maschio dalla schiena argentata che si alza in piedi percuotendosi il petto, i piccoli che giocano tra le fronde, sulle nostre teste. L’eccezionale importanza ornitologica della foresta di Bwindi è spiegata dalla presenza di 23 delle 43 specie endemiche del Rift Albertino e di 69 delle 77 specie montane della stessa area. Esploreremo la foresta intorno a Buhoma, dove potremo vedere decine di specie rare e affascinanti, tra le quali ricordiamo: Codapiuma pettorosso, Civettina pettorosso, Piccione nucabronzo occidentale, Beccolargo africano, Cuculo codalunga fosco, Pigliamosche blu codabianca, Pigliamosche ardesia occhibianchi, Pigliamosche crestato panciabianca, Cossifa panciabianca, Bulverde di Shelley, Apalis dal collare, Silvide di Grauer, Storno beccosottile, Storno di Waller, Storno di Stühlmann, Bulbul di Kakamega, Bulbul di Ansorge, Tordo formichiero codabianca, lo splendido Alacremisi di Shelley, Nettarinia testablu, Tessitore becconero, Tessitore capobruno. Per raggiungere le aree più elevate di Bwindi, a Ruhija, percorreremo una strada in buone condizioni che attraversa una zona conosciuta come "The Neck" (il collo) e cioè una stretta fascia di foresta che mette in comunicazione i due blocchi più estesi della foresta stessa. Ci fermeremo in un'area nota a Emmy per offrire le migliori chances di vedere tre degli endemismi più interessanti di Bwindi: il Francolino magnifico, l'Alete golarossa e il Tordo terragnolo del Kivu (quest'ultimo molto più facile a sentirsi che a vedersi); ci fermeremo anche nei pressi di un torrente dove potremo vedere il meraviglioso Gruccione nero e il Pigliamosche di Cassin, e avremo una piccola chance di incrociare l'Alarossa fosco, uno dei due "crimsonwing" endemici del Rift Albertino. Scruteremo con attenzione il cielo alla ricerca di rapaci, come la Poiana augure, lo Sparviere pettorossiccio, l'Astore nero, l'Astore africano, l'Aquilastore di Ayres. Emmy tenterà di mostrarci ancora, come fece con successo nei due precedenti Ornitour, la fantasmagorica Averla di macchia di Doherty. Altre specie che potremo vedere durante il trasferimento sono: l'Amafoglie golagialla (uno dei bulbul più caratteristici), il Torcicollo collorosso, la Rondine serrata nera, la Prinia mentobianco, la Prinia faccianera, lo Storno di Sharpe, il Canapino montano, l'Estrilda panciagialla, l'elegante Ballerina montana, la Cincia fosca, la Nettarinia variabile, la Nettarinia bronzea, la Nigrita pettobianco, il Tessitore capobruno, il Beccasemi beccogrosso, l'Alacremisi facciarossa. La foresta montana intorno a Ruhija è uno spettacolo della natura: la nebbiolina che la pervade ha creato nel tempo straordinarie concrezioni vegetali, sotto forma di epifite e licheni che incrostano i tronchi e i rami degli alberi. Le aree più elevate di Bwindi sono quelle che ospitano il maggior numero di endemismi del Rift Albertino e avremo ottime possibilità di aumentare (anche se probabilmente non a completare) la nostra "Albertine endemic list". Oggi ci aspetta la seconda camminata impegnativa: scenderemo alla Mubwindi Swamp (e il problema non è scendere) dove, in una palude d'altura, vive qualche esemplare del raro e localizzato Frattarolo di Grauer, un altro endemismo del Rift Albertino il cui comportamento è simile a quello dei nostri acrocefali, e ciò significa che ci vorrà una buona dose di fortuna per vedere la bestiola nei rarissimi momenti in cui si appalesa tra le canne. Ma il target assoluto di Ruhija è il Beccolargo di Grauer, un delizioso uccelletto verde confinato alle foreste del Rift: confidiamo ancora in Emmy che è riuscito a localizzarlo in due dei tre precedenti Ornitour. Altri endemismi un pò più facili da vedere sono: Luì facciarossa, Pigliamosche nero occhigialli, Nettarinia regale, Nettarinia pettoviola, Nettarinia testablu, Cincia pettostriato, Batis del Ruwenzori, Apalis del Ruwenzori, Mozzicoda di Neumann (un altra specie di incerta affinità, le cui specie più vicine vivono tutte in Asia!), Tessitore strano. Emmy ci porterà infine un'area dove avremo ottime opportunità di vedere la Cossifa di Archer e l'incomparabile Alarossa di Shelley, un piccolo arcobaleno con le ali. I rapaci di Ruhija sono altrettanto interessanti di quelli delle aree meno elevate e potremo aggiungere alla nostra checklist l'Aquilastore di Cassin e la Poiana montana. L'escursione notturna ci permetterà di vedere il Succiacapre del Ruwenzori e l'Allocco africano. Altre specie che potremmo vedere a Ruhija sono: il Piccione oliva africano, il Cuculo codalunga barrato, il Barbettino occidentale, il Picchio macchiefini, l’Averla di macchia di Lagden, l’Averla di macchia frontenera, l'Averla di macchia di Lühder, il Bubu di Füllenborn, il Bubu fuligginoso di montagna, l'Averla cuculo grigia, il Frattarolo cannella, il Frattarolo di foresta, l’Oriolo montano, l’Illadopsis montano, il Fringuello oriolo, l’Estrilda di Kandt. I mammiferi sono abbastanza scarsi nella foresta e avremo l’opportunità di vedere solo qualche specie di scimmia, come il Colobo bianconero e il Cercopiteco azzurro. Come già accennato, chi preferisse non effettuare il Gorilla Trekking, potrebbe iscriversi ad un'escursione, altrettanto facoltativa, al Mgahinga Gorilla National Park (il programma ufficiale prevede la giornata a disposizione). Questo parco è il più piccolo parco nazionale dell'Uganda, ma probabilmente il più bello dal punto di vista dello scenario naturale. E' situato nell'angolo sud-occidentale del paese, ai confini con il Rwanda e la Repubblica Democratica del Congo, e comprende i versanti settentrionali dei tre vulcani spenti di Mgahinga, Muhavura e Sabinyo. Il 75% del parco è ricoperto dalla lussurreggiante foresta afromontana e, alle quote più elevate (il territorio del parco va dai 2280 ai 4127 metri slm) da torbiere d'altura drappeggiate da splendide lobelie. Dal punto di vista ornitologico, ospita la quasi totalità delle specie endemiche del Rift Albertino ugandese, e sono presenti inoltre specie tipiche degli habitat d'alta quota. Durante il percorso ci fermeremo in una palude bordata da papiri dove cercheremo il Canapino dei papiri, una specie africana legata indissolubilmente a questo tipo di ambiente. Un'endemismo albertino tipico del parco, poichè preferisce altitudini più elevate rispetto a Ruhija, è lo spettacolare Turaco del Ruwenzori con il quale fa il paio, per bellezza, la Nettarinia duecollari del Ruwenzori. Avremo ottime chances di aggiungere nuove specie alla nostra lista, come ad esempio: Tortora fosca, Apalis golacastana, Cisticola di Chubb, Luì bruno, Garrulo di collina africano (la sottospecie dell'Uganda occidentale sta per diventare specie buona con il nome di Garrulo di collina del Ruwenzori; inoltre bisogna notare che nell'ultima revisione di Clements, agosto 2013, il nome scientifico è stato cambiato da Pseudoalcippe a Sylvia: è praticamente una Capinera, e probabilmente la chiameremo Capinera africana!), Luì bruno, Pettirosso stellato, Cossifa del Capo, Cossifa caponiveo, Nettarinia malachite, Nettarinia ciuffirossi. Il parco è anche frequentato da qualche specie di mammifero, come il Cercopiteco nasobianco e il Cercopiteco dorato.

Il Rift Albertino corre nell'angolo sud-occidentale dell'Uganda. Fanno parte di esso il Bwindi Impenetrable Forest National Park, raffigurata qui sopra (© Tajai from Malaysia Creative Commons 2.0 Generic) e il Mgahinga Gorilla Park.




Visiteremo estensivamente entrambi i parchi, caratterizzati da paesaggi di una bellezza mozzafiato e dove vivono uccelli fantastici. Qui potremo vedere, con un pò di fortuna, tutte le 29 specie endemiche del Rift Albertino che vivono entro i confini dell'Uganda. E qui potremo vedere, incredibilmente vicino, il mitico Gorilla di montagna (© Mantis21, Public Domain)




Il Francolino magnifico, qui in alto (© Mickey Samuni-Blank Creative Commons 3.0 Unported) proprio magnifico non è; il suo interesse gli deriva dll'essere un endemismo del Rift Albertino. Avremo ottime probabilità di vederlo tra Buhoma e Ruhija, dove spesso attraversa la strada principale.




Ben più bello è l'uccello qui sotto, la, di nome e di fatto, Nettarina regale, una delle sei specie di nettarinie endemiche del Rift Albertino (ma solo tre vivono in Uganda). Vedremo questa, e le altre due specie endemiche, a Ruhija (© Aviceda Creative Commons 3.0 Unported)
20° giorno) raggiungeremo oggi il parco nazionale di Lake Mburo, arrivando in tempo per esplorare le distese di papiro, che, insieme a savana e foresta, caratterizzano questo parco. Pernotteremo in un lodge di Mbarara. Le specialità ornitiche del parco di Lake Mburo sono il Gonolek dei papiri, la Pavoncella pettobruno e, soprattutto, il Barbetto facciarossa, estremamente localizzato in Uganda. Oltre ai numerosi uccelli che frequentano queste aree, potremo vedere interessanti mammiferi, come la Zebra di Burchell, l'Impala, il Saltarupe e l'Oribi. Tra le numerose specie di uccelli ricordiamo: Aquila di Wahlberg, Quaglia tridattila groppanera, Francolino coqui, Tortora boschereccia macchiesmeraldo, Pavoncella del Senegal, Pavoncella pettobruno (forse già arrivata dal sud del continente nella sua migrazione intrafricana), Ghiandaia marina pettolilla, Turaco faccianuda, Barbettino frontegialla, Upupa boschereccia verde, Averla cuculo nera, Cisticola di Tabora, Averla crestata bianca, Brubru, Tchagra di palude, Rondine pettorossiccio, Cincia nera alibianche, Eminia Storno caruncolato, Storno splendente guanceblu maggiore, Estrilda pettofulvo, Tessitore dorato di Holub, Vedova alibianche. Effettueremo una gita in battello, cabotando lentamente le rive del lago (lontano dai numerosi Ippopotami!) vicino alla vegetazione dove si nascondono due delle specie più ambite dai birdwatcher in terra d'Africa: lo Svassorallo africano e la Nitticora dorsobianco; durante l'escursione in barca potremo vedere anche il Pellicano dorsorosa, il Cormorano africano, la Cicogna beccogiallo, la Cicogna sellata, il Mignattaio, l'Aninga africana, l'Airone striato, la Jacana africana, il Rallo nero, il Pollo sultano di Allen, il Piro piro boschereccio, il Piro piro culbianco, il Piro piro piccolo, l'Occhione acquaiolo, la Pavoncella armata, l'Oca armata, l'Albanella africana, il Gabbiano testagrigia, il Mignattino alibianche, la Sterna zampenere e molte, molte altre specie tipiche delle aree umide e di savana.

21° giorno) dopo una mattinata di birdwatcing nel parco, torneremo oggi a Entebbe, dove pernotteremo al Lake Victoria Hotel. Durante il percorso ci fermeremo ad ogni possibilità di birdwatching e, anche se la nostra checklist avrà probabilmente toccato le 500 specie, avremo qualche chance di aggiungervi qualche crocetta.

22° giorno) il volo per Amsterdam partirà in tarda serata così avremo tempo a disposizione per la visita alla foresta di Mabira, situata a circa 50 km dalla capitale. Partiremo di primissimo mattino per avere le migliori chances di vedere nuove specie. La riserva di Mabira Forest protegge la più vasta area di foresta umida semi-decidua dell'Uganda centrale. La posizione geografica, l'altitudine e il tipo di habitat rende conto della grande diversità dell'avifauna rispetto alle foreste di altura del Rift Albertino e di quella pluviale di Semliki; quindi, con fortuna, potremmo aggiungere alla nostra checklist diverse decine di specie. L'elenco che segue serva solo da campione: Francolino di foresta, Francolino di Nahan, Codapiuma macchiebianche, Upupa boschereccia di foresta, Bucero bianconero africano, Picchio guancebrune, Barbettino golagialla, Barbetto beccogiallo, Barbetto pettovilloso, Barbettino marezzato, Pigliamosche averla africano, Beccolungo grigio, Illadopsis pettochiaro, Alete pettobruno, Alete crestarossa, Tordo pigliamosche rossiccio, Occhiocarniccio di Jameson, Averla cuculo golaviola, Pigliamosche crestato testablu, Pigliamosche cincia golagrigia, Storno alicastane, Bulverde indicatore, Bulverde di Toro, Bulverde giocoso, Pettirosso di foresta, Malimbe testarossa. Torneremo ad Entebbe dove avremo a disposizione una stanza per riassettarci; poi cena di addio e trasferimento all'aeroporto. Imbarco sul volo per Amsterdam.

23° giorno) arrivo ad Amsterdam, coincidenza per Milano. Arrivo a Milano Malpensa e fine del viaggio.


I bellissimo Gonolek dei papiri non è una preda facile dei binocoli dei birdwatcher, nonostante il coloratissimo piumaggio. Facile da localizzare in mezzo ai papiri in virtù del suo melodioso canto, ma assolutamente arduo da inquadrare nel binocolo, a causa delle sue abitudini furtive (© Tom Tarrant, Creative Commons 3.0 Unported)




Il barbetto facciarossa, una specie estremamente localizzata in Africa, è uno dei tre top-bird di Lake Mburo (gli altri due sono Svassorallo africano e Pavoncella pettobruno) (© Andrea Schieber Creative Commons 2.0 Generic)




La riserva di Mabira protegge la più vasta foresta umida semi-decidua in Uganda. La sua avifauna è ben diversa da quella delle foreste afromontane. Il Pigliamosche azzurro codabianca è uno dei suoi più graziosi abitanti (© Dick Forsman)


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