Namibia & Okavango
Dan Viljoen, Walvis Bay, Deserto del Namib, Erongo, Spitzkop & Etosha.
Estensione e Ruacana e al "manico della padella" nell'Okavango Delta
4 - 17 settembre 2016 • estensione 18 - 25 settembre

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Intro

In una curiosa simmetria geografica, l’Africa settentrionale e meridionale ospitano due famose strisce di deserto, il Sahara a Nord e il Namib a sud. Per la verità le analogie si limitano alle condizioni di vita dei due deserti e al tipo di fauna e flora che vi si può trovare, animali e piante che si sono evolute con forme e strategie di vita adatte per le condizioni estreme tipiche di ogni deserto. Il deserto del Namib sarà uno dei momenti più intensi della nostra vacanza in Namibia, l’ex Africa del Sud-Ovest, che dal suo deserto ha preso il nome. Visiteremo, oltre al deserto del Namib Naukluft Park, anche tutte le altre aree ornitologicamente interessanti del paese: Dan Viljoen Reserve, Walvis Bay, Spitzkoppe, Erongo Mountains e, last but not least, lo spettacolare parco di Etosha. I vari ambienti della Namibia, la savana spinosa, il cosiddetto thornveld, il bush, la prateria, ospitano centinaia di specie di uccelli e decine di mammiferi, che spesso si spostano nella prateria in branchi enormi. Oltre a un gran numero di gazzelle, antilopi, zebre ed elefanti, potremmo vedere mammiferi più rari, come il Rinoceronte nero e i carnivori, che sono sempre gli incontri più emozionanti. L'avifauna della Namibia è anch'essa eccezionale e straordinariamente varia: si va dai Pinguini africani agli Struzzi che scorrazzano nel deserto, dalle numerose specie di allodole che zampettano sulle steppe agli uccelli acquatici che si concentrano nelle pozze di Etosha. I paesaggi strepitosi disegnati dalle altissime dune del deserto sono di una bellezza mozzafiato e, ben lungi dall’essere realmente deserte, esse ospitano specie eccezionali, prima tra tutte la leggendaria Welwitschia (l’ornitorinco del regno vegetale, come la chiamò Charles Darwin); potremo anche noi cadere in ginocchio davanti alle sue straordinarie forme, come fece il suo scopritore Welwitsch, emozionatissimo per la scoperta di quella stranissima verdura e oltretutto molto sorpreso di trovare una pianta che portava il suo nome. ORNITOUR propone anche un'estensione di questo viaggio, dedicata all'esplorazione delle aree di Ruacana e del fiume Kunene, alla ricerca dell'Estrilda cenerentola, e a quella della Caprivi Strip, con una puntata in Botswana nel "panhandle" dello straordinario delta dell'Okavango. Le aree di Ruacana sono celebri tra i birdwatcher perchè ospitano specie tipiche delle zone aride presenti solo qui e in Angola meridionale, prima fra tutte la deliziosa Estrilda cenerentolo, una delle strilde più rare e localizzate del continente africano. Il delta del fiume Okavango, in Botswana, è una magnifica stranezza geografica; le grandi piogge che cadono sugli altipiani dell'Angola formano un vero e proprio fiume, che serpeggia verso sud, fino a morire in una fitta rete di canali, stagni e fiumiciattoli ai confini settentrionali del deserto del Kalahari, trasformando una regione desertica in un'esplosione di vita. Questa anomalia geografica crea infatti uno dei più straordinari ambienti umidi dell'Africa. Il delta dell'Okavango è ricco di foreste, di isole di felci arboree e di acque limpidissime ricoperte da splendide ninfee e bordate da grandi estensioni di papiro. E' un paradiso popolato da migliaia di creature che trovano in quel mondo d'acqua cibo e riparo. Il birdwatching nell'Okavango è, per chi ama gli uccelli, un'esperienza affascinante: centinaia di specie di uccelli, dall'enorme Airone golia all'Oca pigmea africana, dal leggendario Gufo pescatore di Pel allo spettacolare Gruccione carminio meridionale. Del delta dell'Okavango visiteremo solo, come già accennato, il "panhandle", la cui azzeccatissima traduzione italiana è: manico della padella. Se si dà un'occhiata alla cartina se ne capisce immediatamente il motivo: il delta è un'estensione di paludi ed acquitrini che si estende verso nord-est, verso il confine con la Caprivi Strip della Namibia, con una specie di canale d'acqua che sembra, appunto, il manico del delta vero e proprio.



Gli storni lucenti sono diffusi in tutta l'Africa subsahariana. Le parti superiori del piumaggio sono colorate di verde o blu e la loro iridescenza è dovuta ad uno strato di granuli di melanina, cavi all'interno, disposti vicino alla superficie delle barbule delle penne. Nella foto uno Storno splendente del Capo, endemico del Sudafrica che incontreremo spesso lungo il tour (© Dick Daniels,  Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)


Una delle tre "oche pigmee" del mondo (una in Asia, una in Australia e una in Africa), questa graziosissima Oca pigmea africana sarà una delle più belle specie che vedremo nel panhandle, il manico della padella, dell'Okavango (© Roberto Garavaglia)


Mappa interattiva



Itinerario in breve

1° giorno) volo Milano - Windhoek
2° giorno) arrivo a Windhoek. Dan Viljoen. Trasferimento a Walvis Bay
3° giorno) Walvis Bay
4° giorno) Walvis Bay. Trasferimento a Sesriem
5° giorno) Namib Naukluft Park
6° giorno)
trasferimento a Erongo
7° giorno) Erongo Mountains
8° giorno) Spitzkoppe. Trasferimento a Etosha
9°/12° giorno) Etosha National Park
13° giorno) ritorno a Windhoek. Volo a Milano
14° giorno) arrivo a Milano

Estensione Ruacana & Okavango
13° giorno) trasferimento a Ruacana
14° giorno) Ruacana
15° giorno) trasferimento a Popa Falls
16°/18° giorno) Popa Falls
19° giorno) trasferimento a Shakawe (Botswana)
20° giorno) Shakawe
21° giorno) ritorno a Windhoek. Volo a Milano
22° giorno) arrivo a MIlano

Scheda tecnica

Sistemazioni alberghiere: ottimi lodge in tutte le tappe del tour

Difficoltà: nessuna

Bibliografia: SASOL Birds of Southern Africa, di Sinclair, Hockey, Tarboton & Ryan, Struik

Costo del tour: Euro 4.950
Costo del'estensione: Euro 1.100

Numero massimo di partecipanti: dieci

Tutti gli Ornitour
in Africa Subsahariana

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Tanzania Angola Malawi Namibia & Okavango Sudafrica  


Itinerario dettagliato    
1° giorno) volo Milano – Windhoek, con partenza nel pomeriggio.

2° giorno) arrivo in mattinata a Windhoek trasferimento a Walvis Bay, dove pernotteremo due notti in un hotel nei sobborghi della città. Lungo il percorso ci fermeremo a visitare la riserva di Dan Viljoen, una superba introduzione al birdwatching in Namibia; oltre alle più tipiche e diffuse specie africane, nella riserva potremo vedere anche l’Inseparabile facciarosa, l’Averla codabianca, la Prinia pettonero, la Camarottera barrata, lo splendido Saltarocce del Damara, l’Allodola di Bradfield e l’Allodola di Stark. Nel reservoir formato dalla diga di Augeigas vedremo numerosi uccelli acquatici, come l’Aninga africana, il Gobbo maccoa, la Casarca del Capo, il Mestolone del Capo, l’Umbretta, il Corriere trebande. Nella savana circostante vedremo decine di specie tipiche delle zone aride: Grandule del Namaqua, Francolino dell’Orange, Francolino beccorosso, Ghiandaia marina caporossiccio, Becco a scimitarra comune, Allodola sabota, il superbo Gonolek pettocremisi, Batis pririt, Tordo grattaterra, Storno alichiare, il meraviglioso Granatino guanceviola, la Vedova codafili, lo Zigolo pettocannella. Nella riserva vivono anche alcune specie di mammiferi e forse potremo vedere la Zebra di Burchell, la Zebra montana di Hartmann, il Kudu maggiore, lo Gnu e lo Sciacallo dalla gualdrappa. Arriveremo in serata a Walvis Bay, in tempo per vedere le migliaia di gabbiani e sterne che volano lungo la costa.



Si capisce bene come gli Estrildidi siano gli uccelli preferiti dagli allevatori di tutto il mondo: piccoli, graziosi e coloratissimi, come questo Granatino guanceviola, endemico dell'Africa sud-occidentale (© Alastair Rae Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)




Tutti i gonolek africani (uccelletti affini alle averle) sono incredibilmente colorati. Questo gonolek pettocremisi sarà un comune, e gradito, incontro in tutte le aree di savana arida che perlustreremo (© Derek Keats, Creative Commons Attribution 2.0 Generic )




Molte specie di allodole sono endemiche o semi-endemiche della Namibia e saranno un target privilegiato del tour. Questa Allodola di Stark è presente, oltre che in Namibia, in piccole aree di Angola e Repubblica Sudafricana (© Alastair Rae Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)

3° giorno) Walvis Bay è la più importante palude costiera di tutta la regione sudafricana a sud del fiume Zambesi. Con le sue saline, lagune retrodunali, coste marine, con i suoi 100.000 e più uccelli acquatici presenti in ogni primavera, Walvis Bay rappresenta la mecca dell’appassionato di limicoli e uccelli marini. Le specie di uccelli più interessanti di Walvis Bay sono: Petrello mentobianco, Sula del Capo, Cormorano coronato, Cormorano del Capo, Cormorano ripario, Beccaccia di mare nera africana, Sula del Capo, Alzavola del Capo, Pollo sultano africano, Fenicottero maggiore, Fenicottero minore, Corriere bandacastana, Corriere frontebianca, Stercorario mezzano, Labbo, Gabbiano di Hartlaub, Sterna antartica e, soprattutto, la deliziosa Sterna del Damara. Vedremo anche numerose specie di limicoli paleartici, come il Piovanello tridattilo, il Piovanello, il Piovanello maggiore, il Piro piro del Terek, il Gambecchio frullino, il Corriere grosso, la Pettegola, la Pittima reale, il Corriere di Leschenault. Effettueremo anche un'escursione a Cape Cross, dove vedremo la celebre colonia di Otarie del Capo.

4° giorno)
effettueremo un’escursione di prima mattina al delta del fiume Kuiseb, l’area di Walvis Bay dove è possibile vedere, bene e da vicino, l’unico endemismo della Namibia, l’Allodola delle dune. Questo uccelletto è solito sostare, nelle prime ore del mattino, sulle dune erbose di quest’area; oltre all’allodola, dal piumaggio peraltro abbastanza insignificante, potremo vedere uccelli molto più attraenti, come il Bokmakierie (una coloratissima averla dal canto flautato), l’Occhialino dell’Orange (ormai considerata una specie a sé stante e non più una sottospecie dell’Occhialino del Capo), il Codinero tractrac (il nome deriva dal secco richiamo bisillabico tac tac), la Ballerina del Capo. Dopo colazione partiremo alla volta di Sesriem, che sarà la base della nostra esplorazione al fantastico parco di Namib Naukluft. La steppa pietrosa che corre ai lati della strada che percorreremo è ricca di uccelli e non sarà difficile vedere specie interessanti come lo Struzzo, l’Otarda di Ludwig, l’Otarda del karoo, il Corrione di Burchell, l’Allodola passerina dorsogrigio, l’Allodola passerina guancenere, l’Allodola beccorosa, l’Allodola di Sclater. Con fortuna potremmo incontrare anche due specie più rare come la Prinia guancerosse e l’Eremomela del karoo. Effettueremo una sosta alla diga di Hardap, la distesa d’acqua dolce più vasta del paese; sulle sue acque e nei canneti circostanti vedremo Oche pigmeee africane, Germani neri africani, Aironi golia, Sgarze panciarossiccia, Tarabusini nani, Aquile urlatrici, Occhioni macchiati, Pavoncelle fabbro. E nella savana arida circostante vedremo, tra le numerose altre specie, l’Astore cantante chiaro, il delizioso Falchetto africano, l’Avvoltoio orecchiuto, l’Uccello topo facciarossa, la Cossifa del Capo, il Pigliamosche fatato, la Cincia cenerina, l’Allodola spinosa, il Tessitore squamato, lo Zigolo alaudino e lo Zigolo del Capo. Arriveremo nel tardo pomeriggio a Sesriem, dove pernotteremo due notti in un lodge del villaggio.


Questo Cormorano ripario, una delle tre specie di cormorani endemici delle coste della regione sudafricana, è una delle decine di specie che vedremo a Walvis Bay (© NilfanionCreative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Anche l'elegante Gabbiano di Hartlaub è un endemismo delle coste del Sudafrica e anche questa specie è comune a Walvis Bay (© MBoy68, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)




L'Allodola delle dune è l'unico vero endemismo della Namibia. Effettueremo un'apposita escursione nel deserto vicino a Walvis Bay per vederla (© Yathin S Krishnappa, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




La deliziosa Prinia guancerosse è uno dei traget principali delle nostre escursioni nel sud della Namibia. Non particolarmente comune, non dovremmo comunque avere problemi a incrociarla nelle zone aride intorno a Walvis Bay (© Alastair Rae Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)
5° giorno) esploreremo oggi il Namib Naukluft Park, un'area di deserto pietroso, dal quale si ergono dune sparse; vi sono anche estensioni di arbusti e alberi che corrono lungo i bordi di piccoli fiumi disseccati; raggiungeremo anche Sossusvlei, dove potremo ammirare le celeberrime e altissime dune di sabbia rossa. Il Namib è tutto meno che deserto: potremo vedere l'incredibile spettacolo di centinaia di Orici che camminano sulle dune, e vivremo una straordinaria lezione di storia naturale osservando le creature della sabbia e le loro strategie di sopravvivenza nel deserto: scoiattoli terragnoli che si riparano dal sole con la propria coda, ragni che fanno strane acrobazie sulla sabbia, colonne di scarabei che, rivolti verso la nebbia che sale dalla costa, aspettano che essa si condensi sul loro corpo e scivoli verso la bocca, dissetandoli, la straordinaria welwitschia, una pianta che si adagia sulle dune simile ad un mucchietto di stracci (sono necessari 25 anni prima che la pianta emetta il primo fiore e alcuni esemplari hanno più di 2000 anni!). Gli uccelli non sono molti sulle dune, ma le specie che vedremo, rare e localizzate, sono molto interessanti: Otarda di Rüppell, Grandule del Namaqua, Corrione di Burchell, Allodola di Gray, Codinero alifalcate, Codinero del karoo, Allodola passerina dorsogrigio, Passera rossiccia meridionale. Il parco è ricco di mammiferi: Zebre di Hartmann, Gemsbok e Springbok sono abbastanza comuni, mentre ci vorrà un pò più di fortuna per vedere lo Sciacallo dalla gualdrappa, il Leopardo, la Iena bruna e la Iena macchiata.

L'Orice meridionale è probabilmente la più bella gazzella del continente africano. Vedere i branchi di questo splendido animale camminare e correre nel deserto del Namib Naukluft sarà uno dei momenti più emozionanti del tour (© Hans Stieglitz,  Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




'L'Otarda di Rüppell è una delle sette specie di otarde presenti solo nell'Africa meridionale; in particolare questa specie è endemica di Angola e Namibia (© Alastair Rae Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)




Come le otarde, anche i corrioni sono uccelli delle zone aride, ma, diversamente dalle otarde, grosse e goffe, i corrioni sono piccoli e mimetici, stanno di solito acquattati sul terreno e finchè non si muovono è praticamente impossibile vederli. Con fortuna potremmo incontrarne tre specie, incluso questo semiendemico (vive anche in Repubblica Sudafricana e una fettina di Angola meridionale) Corrione di Burchell (© Alastair Rae Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)
6° giorno) ritorneremo oggi verso nord, fermandoci lungo il percorso a cercare le specie che non avessimo ancora incontrato. Meta di oggi è la spettacolare regione delle montagne Erongo, magnifiche balze di granito che i geologi pensano essere le più antiche della Terra. Pernotteremo due notti all’Erongo Wilderness Lodge.

7° giorno) la boscaglia che ricopre gran parte delle montagne ospita specie di assoluto interesse, prima fra tutte il Francolino di Hartlaub. Nei boschi di acacia che bordano i corsi d’acqua di questa regione vedremo il Bucero di Monteiro e il Bucero beccorosso del Damara (gli ornitologi sudafricani hanno splittato il comune Bucero beccorosso in cinque specie a sé stanti), l’Upupa boschereccia viola, la Ghiandaia marina pettolilla, l'Uccello topo dorsobianco, il Picchio barbuto, il Picchio codadorata, lo Storno splendente di Burchell, il Garrulo bianconero meridionale, il Rondone di Bradfield, lo Sparviere dell’Ovampo, la Civettina perlata, il Cuculo africano, il Cuculo dal ciuffo, l’Indicatore minore, il Pappagallo di Rüppell, la Cincia di Carp, la Cincia nera meridionale, l’Eremomela panciagialla, l’Estrilda faccianera, il Tessitore castano, il Canarino golabianca. Se avremo fortuna potremo vedere, al crepuscolo, il Nibbio dei pipistrelli. Effettueremo un’escursione serale alla ricerca del Gufo reale di Verreaux e del Succiacapre lentigginoso.


I buceri del genere Tockus spesso zampettano a terra alla ricerca degli insetti e piccoli artropodi di cui si nutrono. Questo Bucero di Monteiro, endemico di Namibia e Angola, è la specie di bucero più ambita del tour (© Nanosanchez, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported




Endemico dell'Africa sud-occidentale, questo Uccello topo dorsobianco è facilmente incontrabile alle montagne Erongo (© Jon Richfield, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
8° giorno) effettueremo oggi di prima mattina un’escursione allo Spitzkoppe, una sorta di enorme masso erratico di granito coperto da rada vegetazione arbustiva. Lo Spitzkoppe è l’area migliore dove osservare il Tordo herero, estremamente localizzato e presente, oltre che in Namibia, solo in Angola. Il tordo frequenta la vegetazione alla base della roccia; la localizzazione di questa specie può essere lunga, ma, durante la sua ricerca potremo vedere altri uccelli interessanti, come la Silvia di Layard, la Monachella montana, l’Averla codabianca, l’Allodola di Stark e l’Allodola di Gray. L’area è frequentata da molte specie di rapaci, che trovano molto gustose le numerose procavie che saltellano sulla roccia; potremmo incontrare la Poiana augure, l’Aquila minore, l’Aquila di Verreaux e il Falco pellegrino. Subito dopo colazione partiremo alla volta del fantastico parco di Etosha. Lungo il percorso potremo vedere numerose specie di rapaci, come il Falco giocoliere, il Falco collorosso, l'Avvoltoio testabianca, il Nibbio bianco, l'Astore gabar. Pernotteremo cinque notti nel parco, due notti a Namutoni, una a Halali e due a Okaukejo.

Lo Spitzkop, una delle bellezze naturali della Namibia, è una formazione montuosa costituita da diversi picchi granitici; a roccia, completamente spoglia di vegetazione, ha più di 700 milioni di anni! (© Ikiwaner, GNU Free Documentation License, Version 1.2 only)




Vedremo la meravigliosa Otarda di Ludwig nelle aree intorno allo Spitzkoppe; questa specie è un'altra delle otarde tipiche della regione sudafricana (© Hans Hillewaert, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




La Namibia ospita sei specie di chat, termine traducibile a volte con monachella, a volte con codinero. Questo Codinero tractrac, ricorda, in effetti, una monachella, ma il nome scientifico Cercomela gli fa preferire l'appellativo di codinero. E' abbastanza comune a Erongo e Spitzkoppe (© Hans Hillewaert, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
9°/12° giorno) una vecchia leggenda ottentotta racconta che un gruppo di stranieri raggiunse un giorno il territorio degli Heiqum e lì fu circondato da un manipolo di cacciatori che uccise tutti gli uomini, mentre donne e bambini furono risparmiati; una giovane madre prese in braccio il suo bimbo e cominciò a piangere così forte che le lacrime formarono un lago; quando il sole asciugò le lacrime la terra rimase coperta di sale. Quella terra è quella che oggi conosciamo come pan, la grande estensione arida del parco di Etosha, nome che nel linguaggio indigeno significa “grande luogo bianco”. Questo parco è, a buon diritto, uno dei più famosi d’Africa: in virtù degli ambienti diversificati, esso ospita un enorme numero di animali; la prateria e la boscaglia, gli stagni e le paludi pullulano di uccelli e, quando la siccità riduce la quantità d’acqua nel parco, alle poche pozze si assiste ad una straordinaria processione di mammiferi all’abbeverata. Potremmo avere la fortuna di vedere i carnivori in caccia e stormi di centinaia di rapaci che volano in ampi cerchi in alto nel cielo. A Etosha sono state censite più di 400 specie di uccelli e, tra di essi, assolute bellezze come la Gru del paradiso (nomen omen), coloratissimi gruccioni e ghiandaie marine, statuari Struzzi, elegantissimi Segretari (il rapace che assomiglia più ad una cicogna che a un’aquila). Nelle nostre escursioni notturne potremo vedere gli uccelli della notte, succiacapre e gufi, come il maestoso Gufo reale africano; oltre che, naturalmente i mammiferi del parco. A Etosha è molto facile osservare i grandi animali e, con un pò di fortuna potremmo vedere: Otocione, Rinoceronte nero, Zebra di Burchell, Ghepardo, Dik dik del Damara, Elefante, Giraffa, Kudu maggiore, Gnu, Tasso del miele, Impala, Leopardo, Leone, Orice meridionale, Iena macchiata, Springbok, Steenbok, Alcefalo. Tra centinaia di specie di uccelli che potremo vedere in questi giorni ricordiamo le seguenti: Cicogna lanosa, Marabù africano, Cormorano africano, Alzavola beccorosso, Avvoltoio dorsobianco, Avvoltoio orecchiuto, Grifone del Capo, Aquila marziale, Aquila rapace, Aquilastore africano, Biancone bruno, Biancone pettonero, Shikra, Sparviere minore, Gheppio maggiore, Struzzo, Otarda kori, Otarda crestarossa, Pavoncella fabbro, Corriere trebande, Gallinella minore, Beccaccino dorato maggiore, Grandule di Burchell, Gruccione coda di rondine, Becco a scimitarra comune, Ghiandaia marina pettolilla, Rondone delle palme africano, Averla piumata bianca, Garrulo guancenere, Garrulo dalle redini, Averla capobianco meridionale, Allodola di Stark, Allodola battiali orientale, Allodola caporosso, Allodola monotona, Cisticola del deserto, Sassicolo formichiero meridionale, Tordo del Kurrichane, Usignolo del Kalahari, Codirossone ditacorte, Storno splendente guanceblu maggiore, Storno splendente del Capo, Ballerina del Capo, Nettarinia fosca, Nettarinia del Marico, Nettarinia pettobianco, Pigliamosche turdino, Tessitore squamato, Tessitore mascherato minore, Tessitore sociale, Canarino golanera, Tessitore dei bufali beccorosso, Amadina testarossa.

13° giorno) trasferimento a Windhoek e imbarco sul volo serale che ci riporterà in Italia (o prosecuzione del viaggio nell’estensione a Ruacana & Caprivi Strip).

14° giorno) arrivo a Milano e fine del viaggio.


Una bella immagine del Parco di Etosha. Il nome Etosha significa "grande luogo bianco", con riferimento al colore del suolo del deserto salino che costituisce il 25% dell'area del parco (© Alchemist-hpFree Art License)




Non c'è solo deserto ad Etosha. Le aree umide, in forma di laghi e paludi rappresentano un'irresistibile attrattiva per migliaia di uccelli e ammmiferi (© Yathin S Krishnappa, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Le vastissime aree aperte di Etosha sono una manna per gli avvoltoi che, roteando nel cielo, riescono ad avvistare dall'alto i succulenti cadaveri da spolpare, che poi contendono a iene e altri mammiferi opportunisti. Nel parco potremo vederne quattro specie, incluso il più raro, endemico del Sudafrica, Avvoltoio del Capo, raffigurato nella foto (© NJR ZA, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Somiglia molto al nostro codirossone, questo... Codirossone ditacorte. E' una delle specialità di Etosha ed è una delle specie più ricercate dai birdwatcher; è infatti un semiendemismo namibiano (© Hans Hillewaert, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Un'altra specialità di Etosha è il Tessitore sociale, anch'esso endemico del sud-ovest del Sudafrica (© Hans Hillewaert, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




A metà strada tra una cicogna e un sovradimensionato sparviere, il Segretario si è meritato una famiglia tutta per sè, nell'ordine degli Accipitriformi. Il Segretario, conosciuto anche come Serpentario, è uno dei pochissimi rapaci a non cacciare in volo. Potremo incontrarlo in diverse tappe del tour e lo vedremo camminare impettito alla ricerca delle sue prede terragnole, rettili, piccoli mammiferi, insetti, uova (© Danilo Lombardi)




Oltre ai più classici mammiferi, a Etosha potremmo incontrare qualche rarità, come il grazioso Otocione (© Fotolia)




Etosha è, insieme al Kruger della Repubblica Sudafricana, l'area dove è più facile osservare mammiferi in Sudafrica. E' per questo che l'Ornitour in Namibia rappresenta una meta straordinaria anche per chi non sia un fanatico birdwatcher (© Hans Stieglitz,  Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
Estensione a Ruacana & Caprivi Strip
13° giorno) ci trasferiremo oggi a Ruacana, in un'area selvaggia situata sulle sponde del fiume Kunene, che traccia i confini con l'Angola. Quest'area è stata chiusa al turismo per tutto il tempo della guerra civile angolana e solo da pochissimo tempo i birdwatche possono godere di nuovo delle straordinarie opportunità ornitologiche offerte da questa regione. Pernotteremo due notti al Ruacana Lodge.

14° giorno) Ruacana gode di eccezionale fama tra i birdwatcher perché è uno dei pochissimi posti sulla terra dove è possibile vedere la leggendaria Estrilda cenerentola, un graziosissimo passeriforme molto simile alla ben più diffusa Estrida codanera. Un'altra specie estremamente localizzata di Ruacana è il Tordo delle palme codarossiccia, che cercheremo nei palmeti che bordano il fiume. Gli ambienti naturali di Ruacana sono diversificati e, oltre ai palmeti, ci sono aree di boscaglia circondate da savana di mopane e acacia che si arrampica sulle balze rocciose della vallata. In questa splendida regione potremo vedere altre specie di uccelli tipiche delle aree settentrionali della Namibia, come il Gheppio grigio e il Gruccione del Madagascar. Incontreremo anche il Martin pescatore testagrigia, la Tortora piangente africana, il Cucal cigliabianche, l'Oriolo africano, il Bubu di palude, lo Storno splendente di Meves, l'Allodola beccolungo del Benguela (gli ornitologi sudafricani hanno splittato l'Allodola beccolungo in cinque diverse specie), l'Averla gazza, l'Amaranto di Jameson e l'Amaranto beccorosso, la Vedova blu-acciaio.


L'Averla gazza è la specie più caratteristica della famiglia dei Laniidae. Vedremo garrire la sua lunga coda al vento praticamente su ogni cespuglio delle aree settentrionali della Namibia (© New Jersey Birds,  Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)




In Namibia l'Amaranto di Jameson è confinato alla regione intorno a Ruacana e il grazioso uccelletto sarà uno dei nostri target dell'escursione in quest'area (© Alan Manson, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)




Molto, molto bella l'Unghialunga golarosa, che frequenta le praterie umide. Avremo qualche possibilità di vedere questa meraviglia durante la visita al "manico della padella" dell'Okavango Delta (© Demetrius John Kessy, Creative Commons Attribution 2.0 Generic)
15° giorno) raggiungeremo oggi le aree più occidentali della Caprivi Strip, una striscia di Namibia che si incunea tra Angola e Botswana, e che ospita uccelli sensazionali. Pernotteremo quattro notti al campo di Popa Falls, che sarà la base delle nostre esplorazioni di quest'area e della Mahango Game Reserve.

16°/18° giorno) l'habitat principale delle cascate Popa è rappresentato dalla fitta foresta ripariale che fiancheggia il fiume da cui emergono le rocce che rappresentano il posatoio ideale per la deliziosa Pernice di mare di roccia. Un'altra specie carismatica di quest'area è la Nitticora dorsobianco, che dovremo cercare tra la fitta vegetazione dove si nasconde durante il giorno. Nei papiri lungo il fiume cantano incessantemente la Cannaiola minore e la Cannaiola maggiore, mentre coloratissimi Tessitori dorati costruiscono i loro nidi. Tra le altre specie che potremo vedere ricordiamo: Astore africano, Baza africano, Cuculo smeraldino africano, Piccione verde africano, Bulverde panciagialla, Bulbruno terragnolo, Garrulo di Hartlaub, Pigliamosche cincia grigio, Cossifa cigliabianche. La sera usciremo nel campo alla ricerca della Civettina barrata africana. La riserva di Mahango si estende lungo le rive dell'Okavango e il mosaico di paludi, stagni, foreste e savane rappresenta uno dei più importanti birding spot dell'Africa meridionale; la riserva ha una lista di 400 specie di uccelli. Le specie target di quest'area sono favolose e, con fortuna, potremmo vedere la maggior parte di esse, tra cui: Garzetta ardesia, Gru caruncolata, Cucal codarame, Pavoncella ditalunghe, Biancone cenerino, lo splendido Gheppio di Dickinson, Lodolaio africano, Garzetta ardesia, Tarabusino nano, la deliziosa Cincia panciarossiccia, la splendida Unghialunga golarosa, Pispola boschereccia, Eremomela capoverde. Tra i rapaci più comuni avremo buone opportunità di vedere il Biancone bruno, l'Astore cantante scuro, l'Albanella africana e l'Aquila marziale, e, tra gli uccelli acquatici, l'Anastomo africano, l'Airone nero, l'Anatra dorsobianco, l'Alzavola ottentotta, il Pollo sultano di Allen, il Porciglione africano, la Schiribilla grigiata, la Jacana africana, il Beccaccino africano. Tra le altre specie che frequentano la boscaglia e i cieli della riserva ricordiamo: Gruccione carminio meridionale, Gruccione guanceblu, Topino fasciato, Rondine codafili, Rondine groppagrigia, Allodola nucarossiccia, Allodola fulva, Allodola fosca, Allodola a sonagli, Pispola africana, Pispola dorsopiano, Cisticola cinguettante, Cisticola di Luapula, Cisticola tintinnante, Averla piumata di Retz, Pitilia aliverdi.


I giorni che passeremo nelle aree umide dell'Okavango saranno un trionfo di uccelli acquatici, come questo Porciglione africano (© Alan Manson, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)...




...e questa Anatra dorsobianco (© DickDaniels ,  Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
19° e 20° giorno) attraverseremo oggi il confine con il Botswana, per recarci a Shakawe, dove pernotteremo due notti al Shakawe Lodge. I due giorni che passeremo nel cosiddetto panhandle del delta (panhandle significa manico di padella e se si osserva la mappa dell'Okavango si ha una precisa idea della suggestiva metafora) sarà una gloriosa conclusione del tour. Il superbo e carismatico Gufo pescatore di Pel vive nel lodge e spesso è possibile osservarlo dal ristorante del lodge, appollaiato sugli alberi che bordano i magnifici stagni ricoperti dalle ninfee. Tra le altre specie che potremo vedere in quest'area dell'Okavango, ricordiamo: Francolino di Swainson, Becco a forbice africano (assente tra ottobre e maggio), Rallo nero, Svassorallo africano, Pernice di mare comune, Pavoncella ditalunghe, Pavoncella testabianca, Jacana minore, Barbettino frontegialla, Picchio di Bennett, Indicatore dorsoverde, Gruccione minore, Gruccione coda di rondine, Martin pescatore gigante, Martin pescatore malachite, Ghiandaia marina codaracchetta, Rondine delle moschee, Rondine pettoperla, Averla cuculo pettobianco, Bufaga beccorosso, Averla di Souza, Pigliamosche chiaro, Tessitore golabruna meridionale, Amaranto bruno. Con l'aiuto dei ranger del parco potremmo individuare il roosting diurno, all'interno del campo, dell'Assiolo facciabianca meridionale, dell'l'Allocco africano e dell'Assiolo africano.

21° giorno) trasferimento a Windhoek e imbarco sul volo serale che ci riporterà in Italia.

22° giorno) arrivo a Milano e fine del viaggio.


Nei giardini del lodge di Shakawe zampettano e svolazzano decine di specie di uccelli, come questo Tordo del Kurrichane (© Derek Keats, Creative Commons Attribution 2.0 Generic )




Aiutati dagli esperti ranger del lodge di Shakawe, cercheremo i posatoi diurni degli Strigiformi del campo. Anche se il più ricercato in assoluto sarà il Gufo pescatore di Pel, il più bello in assoluto è l'Assiolo facciabianca meridionale, illustrato nella foto (© Jason Thompson, Creative Commons Attribution 2.0 Generic)




Uno dei più bei gruccioni del'Africa e del mondo; sarà una gioia per gli occhi vederne gli stormi, coloratissimi e sfarfalleggianti (© Lip Kee, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic)


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