Kenya Orientale
Nairobi National Park, Lake Magadi, Tsavo, Taita Hills,
Arabuko-Sokoke Forest & Malindi
14 - 29 ottobre 2016

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Intro

Il Kenya è il paradiso del birdwatching. Lo so, la frase è trita e ritrita e la pubblicità di ogni Ornitour passa attraverso queste parole. Ma se dovessi scegliere un solo paese da definire come paradiso del birdwatching, sceglierei il Kenya. Esso ospita 1054 specie di uccelli, il 60% dell’intera avifauna africana, che si distribuiscono negli habitat più svariati, dalla praterie alla savana, dai laghi d’acqua dolce alle lagune salmastre, dalle foreste montane a quelle pluviali. Se si aggiunge che la bellezza dei paesaggi è mozzafiato, che l’Africa dei film, dei documentari, del suo male, sta proprio qui, nelle sconfinate savane punteggiate dai grandi baobab, se oltre ad un eccellente birdwatching è possibile godere di osservazioni naturalistiche di eccezionale suggestione, si intuisce come il Kenya sia la meta di elezione per il birdwatcher e naturalista innamorato d’Africa. Le guide di birdwatching recitano, a proposito del Kenya: “preparatevi a vedere più uccelli di quanto pensiate”; e così deve essere se in un tour britannico furono registrate, in 25 giorni, 797 specie! Questo viaggio prevede la visita di quasi tutte le aree ornitologicamente importanti delle regioni centro-orientali del paese. Il tour inizierà con la visita al Nairobi National Park, un'area protetta a soli sette kilometri dal centro di Nairobi, un parco dove si possono fotografare giraffe e antilopi sullo sfondo dei grattacieli della capitale! Nel Nairobi National Park è possibile vedere cento specie di uccelli in poche ore e questo sarà un eccellente inizio del nostro tour. Durante la permanenza a Nairobi visiteremo anche il lago Magadi e l'area di Olorgesailie, estremamente importante per i ritrovamenti paleolitici e, ça va sans dire, per le molte specie di uccelli che frequentano la sua savana. Partiremo poi alla volta dello Tsavo National Park; diviso dalla strada Nairobi - Mombasa in Tsavo West e Tsavo East, il parco ospita centinaia di specie di uccelli e decine di mammiferi. A Tsavo West effettueremo un'escursione nell'area di Ngulia, famosa tra i birdwatcher per ospitare migliaia di uccelli svernanti dal Paleartico e un sopralluogo al Lago Jipe, un bacino ricchissimo di uccelli acquatici. La regione intorno al Sagala Lodge, dove pernotteremo tre notti, è un mix di praterie e savana dove potremo vedere molte specie di uccelli; i giardini del lodge stesso offrono eccellenti opportunità di birdwatching e fotografiche. Durante il soggiorno a Tsavo East effettueremo anche un'escursione alle Taita Hills, un'area montuosa tappezzata da foresta afromontana che rappresenta l'estremità settentrionale della catena dell'Eastern Arc, una serie di blocchi montuosi che dalla Tanzania meridionale si estendono come un rosario fino al Kenya meridionale. Sulle Taita potremo vedere uccelli completamente diversi da quelli di prateria e savana, incluse tre specie endemiche del Kenya. Concluderemo il tour a Watamu, sull'Oceano Indiano, visitando la celebre foresta di Arabuko-Sokoke, dove la nostra guida locale ci farà vedere la straordinaria avifauna locale e in particolare ci porterà di fronte al posatoio diurno del piccolo e simpatico Assiolo di Sokoke. Visiteremo anche Mida Creek, un eldorado per gli amanti dei limicoli, il sito storico delle Gede Ruins e l'estuario del fiume Sabaki. Ornitour propone anche un altro tour in Kenya, nelle regioni occidentali: Rift Valley, Kakamega, Lake Victoria & Masai Mara.



La vedova codapaglia è una delle bellissime vedove che vedremo un pò dappertutto nel tour, soprattutto intorno al Sagala Lodge (© Piero Alberti)


Il Mida Creek, sulla costa dell'Oceano Indiano, è il paradiso degli amanti dei limicoli (© Piero Alberti)
 

Il piccolo e grazioso (anche se qui appare un pò seccato) Assiolo di Sokoke è uno dei target principali della foresta di Arabuko Sokoke. La nostra guida locale, l'eccelso David Ngala, ci mostrerà una delle coppie che sta monitorando (© Roberto Garavaglia)


Mappa interattiva



Itinerario in breve

1° giorno) Milano - Nairobi
2° giorno) Nairobi National Park
3° giorno) Lake Magadi. Olorgesailie
4° giorno) trasferimento a Tsavo West (Ngulia Bandas Lodge)
5°/7° giorno) Tsavo West National Park (Ziwani Voyager Tented Camp)
8° giorno) trasferimento a Sagala Lodge (Tsavo East)
9° e 10° giorno) Taita Hills. Tsavo East National Park. Kitovu Forest
11° giorno) trasferimento a Watamu
12°/14° giorno) Mida Creek. Arabuko-Sokoke Forest. Sabaki Estuary. Gede Ruins
15° giorno) trasferimento a Mombasa. Volo Mombasa - Milano
16° giorno) arrivo a Milano


Scheda tecnica

Sistemazioni alberghiere: tutti gli alberghi e lodge sono di buon livello

Difficoltà: nessuna

Bibliografia: Field Guide to the Birds of East Africa, di Stevenson & Fanshawe, A & C Black
Field Guide to the Birds of Kenya and Northern Tanzania, di Zimmerman, di Turner & Pearson, A & C Black

Costo del tour: Euro 2.990

Numero massimo di partecipanti: dieci




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in Africa Subsahariana

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Itinerario dettagliato    
1° giorno) volo Milano – Nairobi con partenza in mattinata. Arrivo a Nairobi in serata e trasferimento in hotel, dove pernotteremo tre notti. 

2° giorno) visiteremo oggi il Nairobi National Park, uno splendido parco situato a soli 10 chilometri dalla capitale kenyana. Nel parco sono state registrate, in un area di soli 117 kmq, la bellezza di 515 specie di uccelli! Penseremo che sia un poco bizzarro, e in effetti lo è, ammirare una caracollante Giraffa, o una mandria di antilopi, con i grattacieli di Nairobi sullo sfondo. Dovremo ottimizzare il nostro tempo perché, come ci accadde nell'ultimo Ornitour, nei primi cento metri all'interno del parco vedemmo più di trenta specie di uccelli alla prima fermata, e di fermate dovremo farne tante! L'ambiente principale del parco è la savana di acacia, ma non mancano le aree di prateria e qualche zona umida; potremo vedere quindi una ricca e varia avifauna, di cui citiamo solo alcune specie: Struzzo comune, Cicogna sellata, Francolino di Shelley, Francolino collogiallo, Otarda pancianera, Otarda di Shelley, Tortora boschereccia macchiesmeraldo, Tortora delle palme, lo splendido Turaco di Hartlaub, Turaco panciabanca, Cucal cigliabianche, Rondone delle palme africano, Uccello topo nucablu, Gruccione minore, Gruccione pettocannella, Indicatore maggiore, Indicatore minore, Indicatore pallido, Picchio della Nubia, Allodola nucarossiccia, Allodola canora, Allodola codabianca, Rondine codafili, Rondine striata minore, Rondine montana rupicola, le graziosissime Unghialunga di Pangani, Unghialunga golarosa e Unghialunga golagialla (uccelli affini alle pispole), Pigliamosche chiaro, Pigliamosche nero meridionale, Pigliamosche grigio africano, Cannaiola minore, Cincia golarossa, Bufaga beccogiallo, Bufaga beccorosso, ben nove specie di cisticole (la nostra guida ci aiuti!), Vedova di Jackson, Occhialino pettobianco. Le aree intorno all'Hippo Pool possono essere esplorate a piedi e, nelle anse del fiume, potremmo avere la fortuna di vedere lo Svassorallo africano, una specie acquatica che, come dice il nome, è un incrocio tra un rallo e uno svasso; è una delle specie africane più ambite, ma le sue abitudini riservatissime rendono l'incontro molto poco probabile. Altre specie acquatiche che vedremo invece con (quasi) certezza sono: Cormorano africano, Aninga africana, Airone bianco maggiore, Sgarza ciuffetto, Sgarza del Madagascar, Airone testanera, Airone cenerino, Spatola africana, Dendrocigna facciabianca, Anatra dal pettine, Alzavola beccorosso, Nel parco è stata scoperta una specie non ancora definitivamente descritta, la Pispola di Nairobi. Il cielo è sempre ricco di voli e quelli dei rapaci saranno i più ricercati: Nibbio bianco, Avvoltoio orecchiuto, Biancone pettonero e la possente Aquila marziale sono tutti relativamente comuni nel Nairobi National Park. Forse riusciremo anche a vedere il Segretario, anch'esso un rapace, ma talmente peculiare da assomigliare più, nel portamento, ad una cicogna: di solito lo si vede camminare impettito nella savana, a caccia dei serpenti (è chiamato anche Serpentario) di cui si nutre. Potremo vedere anche numerose specie di mammiferi, come il Bufalo cafro, la Zebra di Burchell, la Giraffa (la peculiare sottospecie "masai"), il Cercopiteco, il Rinoceronte bianco, il Rinoceronte nero e diverse specie di antilopi.

3° giorno)
 esploreremo oggi le aree aride a sud di Nairobi, spingendoci lungo la valle del Rift fino al lago Magadi, un bacino alcalino della Rift Valley. Ci fermeremo un poco alla scarpata di Ngong, uno dei siti più affidabili per la Cisticola di Lynes, peraltro ritenuta da Clements ancora una sottospecie della Cisticola lamentosa, ma le popolazioni del Kenya, nettamente separate dall'areale principale, esteso a tutta l'Africa meridionale, sono quasi certamente una specie buona. Il Lago Magadi è situato in una delle zone più calde e aride del Kenia, è circondato da colline vulcaniche che riversano grandi quantità di carbonato di sodio nelle sue acque, che, non avendo emissari ed essendo soggette a una grande evaporazione, si trasformano a volte in una sterminata crosta salata. Queste condizioni fanno sì che siano pochi gli uccelli che vivono in esso, soprattutto grandi concentrazioni di Fenicotteri maggiori e minori, ma non mancano i limicoli: il Lago Magadi è l'area in Kenya dove ci sono le migliori possibilità di incontrare il graziosissimo Corriere bandacastana. Dopo aver controllato con attenzione le sponde del lago, ci concentreremo sulla savana circostante, perché nella sua rada vegetazione vivono uccelli estremamente interessanti. Tra di essi ricordiamo: Gru coronata grigia, Otarda panciabianca, Otarda di Hartlaub, Grandule golagialla, Fiscal codalunga, Allodola codacorta, Pigliamosche nero meridionale, Crombec faciarossa, Garrulo nero settentrionale. Anche qui molti rapaci veleggiano in cielo: Aquila rapace, Falco giocoliere, Aquila urlatrice, Biancone bruno, Avvoltoio dorsobianco, Avvoltoio orecchiuto, Nibbio bruno. Sulla via del ritorno ci fermeremo a Olorgesailie, un'area molto suggestiva, sia per la sua avifauna che per l'interesse storico. Olorgesailie è infatti una formazione geologica contenente un gruppo di siti archeologici del Paleolitico inferiore, famosi per il ritrovamento di numerose amigdale acheuleane e di resti di macellazione di animali. Nella savana intorno al sito vedremo numerose specie tipiche degli ambienti aridi: Francolino crestato, Bucero di Von der Decken, Barbettino fronterossa, Barbetto fianchimacchiati, Barbetto golanera, Golatagliata, Cordon blu capoblu, Crombec settentrionale, Fiscal delle Taita, Apalis pettogiallo, Camarottera grigia, Nettarinia dorsoviola orientale, Nettarinia magnifica, Nettarinia pettoscarlatto, Cisticola minuscola, Silvia fasciata, Canarino panciabianca, Estrilda groppacremisi, Allodola passerina di Fischer, Tessitore sociale capogrigio, Beccodargento testagrigia, Vedova codapaglia.

4°/7° giorno) raggiungeremo oggi lo Tsavo West National Park. Questo favoloso parco è diviso in due grandi aree, Tsavo East e Tsavo West, dalla strada principale che collega Nairobi a Mombasa. Il paesaggio è quello tipico africano, con grandi estensioni di savana ad acacia inframezzata da grandi baobab, ma non mancano aree di prateria e foresta ripariale. Faremo birdwatching in tutti questi habitat, e visiteremo Mzima Springs, una delle poche zone dove è possibile scendere dal veicolo e sbinocolare a piedi. La prima fermata programmata è quella al fiume Athi, il posto più sicuro dove vedere una specie rara e molto localizzata: la graziosa Cincia golarossa è infatti endemica di una piccola regione nel sud del Kenya e nord della Tanzania; ci fermeremo poi, in coincidenza con il pranzo, all'Hunter's Lodge, dove vedremo alcune specie registrate solo in quest'area, specificamente il Tessitore dorato africano, che nidifica in chiassose colonie nei papiri che circondano il laghetto del lodge. Nello Tsavo West pernotteremo una notte al Ngulia Bandas Lodge e tre allo Ziwani Voyager Lodge. L'avifauna di Tsavo è ricchissima e una sua peculiarità è quella di ospitare moltissimi migratori paleartici; durante un game-drive intorno al Ngulia Lodge, potremo vedere specie comuni come la Ghiandaia marina eurasiatica, l'Usignolo maggiore, la Sterpazzola comune e l'Averla isabellina (entrambe le specie in cui è stata splittata, l'Averla codarossa e l'Averla isabellina propriamente detta sono presenti nel parco), insieme a specie rare come l'Irania, il Cannareccione di Bassora, il Canapino pallido, il Canapino di Upcher, il Canapino levantino e la Salciaiola di fiume. Ma, naturalmente, saranno le specie tipicamente africane il target principale del nostro birdwatching. Le specialità di Tsavo sono il Succiacapre fosco, il Barbetto golanera, lo Storno pettodorato, il Bulverde grigioliva. Potremo vedere anche, con più facilità, specie più comuni ma assolutamente spettacolari, come l'Aquila di Wahlberg, la Pavoncella testanera, la Quaglia tridattila lodolina, il Succiacapre lentigginoso, il Barbetto giallorosso, il Barbetto di D'Arnaud, il Turaco panciabianca, il Martin pescatore dal semicollare, il Bucorvo meridionale, l’Allodola battiali, l’Averla groppabianca settentrionale, la Chagra tristriata, la Cisticola cenerina, la Nettarinia di Hunter, la Nettarinia pancianera, il Corvo imperiale collobianco, il Tessitore dorsodorato, il Tessitore sociale capinero, il Tessitore di Taveta (uno dei tessitori più localizzati di tutta l'Africa), l’Estrilda groppacremisi, la Vedova codapaglia, la Vedova alibianche. Tsavo ha un'importante popolazione di mammiferi e potremo incontrare Elefanti, Giraffe, Bufali e diverse specie di antilopi; nel parco vivono anche alcuni Leopardi e avremo buone occasioni di incontrare l'animale più ricercato tra i "big five" africani.

8° e 9° giorno) ci trasferiremo a Tsavo East, dove pernotteremo tre notti al Sagala Lodge. Visiteremo i settori orientali del parco di Tsavo, caratterizzati da terreno aperto e roccioso, ricoperto da savana di acacia e boschetti di palme. Tra le specie più tipiche di Tsavo East che potremo vedere ricordiamo: Otarda panciabianca, Assiolo africano, Corrione di Somalia, Pappagallo panciarancio, Martin pescatore striato, Indicatore maggiore, Indicatore golasquamata, Indicatore pallido, Indicatore minore, Barbetto fianchimacchiati, Barbetto testabianca, Bulbruno settentrionale, Cisticola minuscola, Allodola pettorosa, Pispola dorata, Cisticola del deserto, Beccamoschino, Cisticola raganella, Tordo occhinudi, Puffino di Pringle (i puffini, traduzione non molto felice del termine inglese puffback - dorso a puff - sono uccelletti dal bizzarro display nuziale: il maschio fa letteralmente esplodere le piume soffici del dorso a formare un vero e proprio cuscino piumato), Averla capobianco, Upupa boschereccia viola, Pigliamosche nero meridionale, Pigliamosche di Gambaga, Nettarinia bandaviola, Garrulo squamato, Garrulo rossiccio, Bufaga beccogiallo, Pitilia aliverdi, Storno di Fischer, Tessitore mascherato minore, Tessitore testarossa, Tessitore mascherato vitellino, Tessitore testanera, Amaranto di Jameson, Vescovo fronteflammea. Vedremo diverse nettarinie, tra cui la Nettarinia dello Tsavo, che è stata recentemente splittata dalla simile Nettarina bandaviola. Tsavo ospita grandi branchi di mammiferi, e non sarà difficile ammirare Bufali cafri, Zebre di Burchell, Elefanti, Giraffe, Impala, Iene striate e Ghepardi.

Durante la nostra permanenza a Tsavo East, effettueremo un’escursione alle Taita Hills, una regione incuneata tra i settori West e East del parco e di estrema importanza per gli uccelli. Le Taita Hills costituiscono l'estremità settentrionale del cosiddetto Eastern Arc, l'arco orientale di blocchi montuosi che, dalla Tanzania meridionale ai confini con lo Zambia, si spinge fino al Kenya meridionale. Queste aree montuose, tappezzate da foreste montane e separate tra di loro da aree di pianura, sono celebri tra i birdwatcher perchè ciascuna di esse ospita uccelli endemici tra i più ambiti e sognati; e non fanno eccezione le Taita, che ospitano tre specie endemiche: l’Occhialino delle Taita, l’Apalis delle Taita e il Tordo delle Taita, che rappresentano il nostro target principale; per alcuni Autori le tre specie sono solo sottospecie di, rispettivamente, Occhialino montano, Apalis golabarrata e Tordo montano, ma nessuna delle tre reagisce, sulle Taita, al richiamo degli uccelli di cui dovrebbero essere conspecifici. Accompagnati dai ranger del parco abbiamo ottime probabilità di vederle tutte e tre (come è accaduto peraltro nel precedente Ornitour in Kenya Orientale). Altre specie interessanti di questa regione sono: Barbettino dai mustacchi, Pispola striata, Luì golagialla, Pettirosso stellato, Bulverde guancestriate.

10° giorno)  poichè l’ambiente di foresta è il più ostico per il birdwatching e non è facile vedere tutto quello che ci si ripropone di vedere, abbiamo riservato questa giornata ancora alle Taita Hills, ma se avessimo avuto la fortuna di vedere tutte le specialità il giorno precedente, potremo effetture ulteriori escursioni nella savana o esplorare una nuova area di foresta, la Kitovu Forest, dove potremmo vedere nuove specie interessanti, come il Frattarolo di foresta e il Barbettino dai mustacchi.

11° giorno) dopo un ulteriore sessione di birdwatching, partiremo alla volta della costa dell'Oceano Indiano, dove pernotteremo quattro notti in un lodge di Watamu.

12°/14° giorno) la costa di Watamu e Malindi è famosa tra i turisti di tutto il mondo soprattutto per la spiaggia e per il suo favoloso Malindi Marine National Park. Ma anche tra i birdwatcher questa regione è ben conosciuta, in virtù degli straordinari uccelli che si possono trovare nella foresta di Arabuko Sokoke, a Mida Creek e all’estuario del fiume Sabaki.

Inizieremo con la visita alla foresta di Arabuko Sokoke, il più vasto appezzamento di foresta costiera dell’Africa Orientale. Esploreremo le tre ecozone della foresta, BrachystegiaCynometra e foresta mista; la prima è caratterizzata da alberi ad alto fusto con un sottobosco pressochè assente e numerose radure (quindi, birdwatching facile e pulito); la seconda è invece un groviglio di liane, con stretti sentieri tra alberi fitti e spinosi e, conseguentemente, il birdwatching sarà un pochino più difficile. Ed è proprio nel fitto della Cynometra che vive l’ospite alato più importante della foresta, lo straordinario Assiolo di Sokoke. La nostra bravissima guida locale, che pur non essendo un ornitologo professionista, studia da anni la popolazione del raro gufetto, ci porterà prorpio sotto uno dei suoi posatoi diurni abituali. Tra le specialità locali vedremo anche la Pispola di Sokoke, l’Akalat orientale, il Tordo terragnolo macchiato, la Nettarinia di Amani, e l’endemico Tessitore di Clarke (quest’ultimo molto difficile a vedersi, a causa delle sue abitudini nomadiche). Altri uccelli della foresta sono: Poiana lacertiera, Biancone fasciato, Succiacapre colloflammeo, Malcoa africana, Martin pescatore pigmeo africano, Martin pescatore delle mangrovie, il magnifico Turaco di Fischer e l'altrettanto venusto Trogone narina, Rondone codaspinosa di Böhm, Barbettino verde, Picchio di Mombasa, Tordo formichiere codarossa, Averla piumata di Retz, Averla piumata frontecastana, Averla di macchia magnifica, Cossifa capirossa, Batis chiaro, Bulverde minuscolo, Bulverde fosco di Zanzibar, Bulverde di Fischer, Nicator orientale, Nettarinia dorsouniforme, Nettarinia murina, Nettarinia oliva orientale, Usignolo barbuto, Oriolo africano, Pigliamosche cenerino, Pigliamosche crestato dorsoblu, Pigliamosche giallo, Storno pancianera.

Mida Creek è un’area costiera bordata da mangrovie che viene inondata dall’acqua salata dell’oceano durante l’alta marea. È un paradiso di uccelli, soprattutto limicoli, che trovano qui un’importante area di svernamento e di sosta lungo la migrazione. La specie di gran lunga più interessante è la Droma, una sorta di avocetta “modificata” con becco più corto e massiccio; è conosciuta anche come “piviere dei granchi” per le sue abitudini alimentari e possiede altre peculiarità, come quella, unica tra i limicoli, di scavare nella sabbia la tana dove depone le uova. Vedremo anche Cicogne beccogiallo, Cicogne lanose, Garzette dimorfiche, Corrieri mongoli, Corrieri di Leschenault, Pittime reali, Piovanelli tridattili, Pivieresse, Chiurli maggiori, Chiurli piccoli, Piro piro del Terek, Beccacce di mare eurasiatiche.

Le rovine di Gede (Gede Ruins National Monument) sono uno dei pochi siti storici del Kenya e sorgono nel villaggio di Gede (dal dialetto Oromo "prezioso"), poco lontano da Watamu. Gede Ruins National Monuments fu, dal XIII° al XVII° secolo, una fiorente cittadina dove viveva una comunità islamica. Ancor oggi si possono vedere i resti di case, moschee e pozzi per l’acqua. Tra le molte specie che potremo vedere a Gede ricordiamo il Gufo reale di Verreaux, l'Astore nero, il Biancone cenerino, il Barbetto verde, l'Usignolo barbuto.

L’estuario del fiume Sabaki è un’area caratterizzata da distese di fango, sabbia, stagni retrodunali e paludi d’acqua dolce. E’ un’ottima zona per vedere limicoli, sterne, gabbiani e altre specie legate agli ambienti acquatici; tra le numerose altre specie, potremo vedere: Garzetta comune, Fenicottero maggiore, Fenicottero minore, Corriere frontebianca, Voltapietre comune, Pernice di mare del Madagascar, Occhione acquaiolo, Becco a forbice africano, Gabbiano di Heuglin, Zafferano, Sterna zampenere, Sterna maggiore, Sterna crestata, Sterna di Rüppell, Sterna comune. Nelle aree aperte circostanti vedremo splendidi Gruccioni carminio settentrionali, Rondini d’Etiopia, Vescovi rossi di Zanzibar e numerose altre specie.

Chi lo desiderasse può effettuare un'escursione sottomarina al Parco Marino di Watamu. Il parco appartiene alla riserva nazionale marina del Kenya ed è una sorta di giardino sottomarino di enorme valore naturalistico: ospita al suo interno più di 600 specie diverse di pesci e rettili, centinaia di diversi tipi di corallo e ancora crostacei, invertebrati e molluschi. La barriera corallina, ad appena 300 metri dalla costa, e le temperature ottimali dell’acqua fanno del parco marino di Watamu un posto ideale per snorkeling e immersioni. Durante l'escursione sarà possibile osservare, oltre che uccelli marini, anche delfini e diverse specie di tartarughe marine.

15° giorno) faremo oggi un clear-up delle specie che ci mancassero, tornando nella foresta o lungo la costa a seconda di cosa dovremo ancora vedere. Avremo poi a disposizione una stanza del Millbrook Hotel per rinfrescarci prima di avviarci verso l’aeroporto di Mombasa, dove ci imbarcheremo sul volo che ci riporterà a Milano, via Nairobi.

16° giorno) arrivo a Milano Malpensa.
 

Il Francolino collogiallo è un'ospite regolare e comune delle praterie di tutto il Kenya (© Roberto Garavaglia)




Delle sei specie di otarde che potremo vedere, l'Otarda crestacamoscio è, per solito, la specie più comune (© Piero Alberti)




Le granduli sono sempre un bel vedere, un difficile vedere, ma un bel vedere. La Grandule faccianera è la specie più comune di quelle che vivono nelle regioni che esploreremo in questo tour (© Piero Alberti)




L'areale dell'Allodola di Friedmann è ristretto allo Tsavo East, sconfinando in Tanzania settentrionale. Non deve essere comunque una rarità perchè nel precedente Ornitour in Kenya Occidentale è stata osservata in diverse occasioni (© Roberto Garavaglia)




L'Avvoltoio delle palme (nella foto un individuo immaturo) è confinato alle regioni orientali del Kenya. Avremo le migliori chance di vedere questo rapace allo Ziwani Camp e lungo la costa dell'Oceano Indiano (© Piero Alberti)




Il più grazioso rapace che potremo incontrare, il Falchetto africano (© Piero Alberti)




Questa foto del Golatagliata illustra per bene l'origine del nome di questo grazioso Estrildide (© Piero Alberti)




Non è sempre facile vedere un succiacapre in roosting diurno, quando è possibile fare splendide fotografie. Questo Succiacapre codaquadra è un ospite regolare dello Ziwani Camp (© Piero Alberti)




Quaglie tridattile e affini sono tra le specie più difficili da vedere; così speriamo ardentemente di riavere la stessa fortuna dell'ultimo Ornitour in Kenya Orientale, quando incrociammo la Quaglia tridattila lodolina (© Piero Alberti)




Le "unghialunga", letterale traduzione del nome scientifico Macronyx, sono uccelletti affini a pispole e ballerine. Questa Unghialunga di Pangani è endemica delle regioni orientali di Kenya merisionale e Tanzania settentrionale (© Piero Alberti)




Le averle di macchia sono uccelli spettacolarmente colorati; questa Averla di macchia pettorosa è forse la più bella di quelle che vivono in Kenya (© Piero Alberti)




Barbetto fianchimacchiati. Tra barbetti e barbettini di foresta (quelli più difficili da osservare) e di savana, potremmo arrivare a "crocettarne" quindici specie (© Piero Alberti)




Questo apparentemente seccato gufo è un Gufo reale macchiato; recentemente separato in due specie, quella nella foto è, appunto, il Gufo reale macchiato, che in Kenya vive nelle regioni al di sotto dell'Equatore; la nuova specie è il Gufo reale grigiastro, che in questo tour non potremo vedere perchè in Kenya è confinato nelle regioni più a nord. La differenza più evidente tra le due specie è che il "macchiato" ha gli occhi giallo limone e il "grigiastro" li ha neri (© Roberto Garavaglia)




Uno dei limicoli più carini del Mida Creek, il Corriere frontebianca (© Piero Alberti)


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