Varangerfjord 2017 Trip Report
Varangerfjord 2016
19 - 26 marzo 2016
un racconto per immagini (80 fotografie)


Il tour al Varangerfjord di marzo 2016 è stato uno straordinario successo (vedi trip report) anche dal punto di vista fotografico. Parrebbe la solita enfasi pubblicitaria di Ornitour, dell'oste che magnifica il proprio vino, del tour operator che vuole invogliare altri appassionati birdwatcher ad iscriversi allo stesso tour che faremo nel 2017. Non è così, o meglio è così, ma non solo. Il viaggio al Varanger è stato davvero un successo e tutti i partecipanti, adusi a girare il mondo, hanno comunque collezionato un numero di lifer cha va da quattro a quindici! Nella galleria che segue sono illustrati pressoché tutte le specie di animali che abbiamo visto, ma questa volta ho deciso di presentare le fotografie in maniera diversa: di solito scelgo le immagini e le inserisco senza alcun ordine, nè tassonomico, nè geografico, nè cronologico, ma l'avventura al Varangerfjord è stata così suggestiva ed emozionante che ho preferito raccontarne le meraviglie con un racconto ordinato, attraverso le immagini dei suoi giorni e delle notti, del freddo e del sole, della tormente e dei tormenti, delle case e delle cose, della tundra e delle scogliere, della splendida gente che ci ha ospitato. E naturalmente con le foto degli splendori alati che abbiamo visto, ma anche di quelli con zampe, pinne e corna (non tutti nello stesso animale, naturalmente). E in questo viaggio il manipolo di birdwatcher era anche un manipolo di fotografi, cosicchè il materiale della fotogalleria non manca. Buona visione!



Atterrati all'aeroporto di Ivalo siamo saltati in groppa (si fa per dire) ai nostri due pullmini (due Wolkswagen Caravelle, confortevoli e consigliabilissimi) e abbiamo iniziato la nostra corsa nella Finlandia settentrionale, graziata da favolosi paesaggi invernali (© Paolo Faifer)
   
La prima tappa all'hotel Neljan Tuulen Tupa di Kaamanen, hotel che tutti i birdwatcher che passano da queste parti dovrebbero utilizzare, attrezzato com'è di mangiatoie, frequentatissime da uccelli e mammiferi. Siamo arrivati all'hotel in una radiosa giornata di sole, a bordo dei due pullmini di cui sopra (© Arturo Gargioni)
   
Il giorno dopo, la radiosa giornata di sole del giorno prima non c'era più; da sinistra Massimo Castrini, Massimo Marcone e Giorgio Mutti stanno sommessamente e signorilmente inveendo contro il tempo, al riparo del portico del Neljan Tuulen Tupa (© Stefania Capelli)
   
Mangiatoie di diversa foggia erano state disseminate nel boschetto restrostante l'hotel e i fotografi hanno potuto sbizzarrisrsi. Le foto di uccelli alle mangiatoie sono un filo innaturali, ma basta avere tempo e manico e si posssono ottenere immagini splendide, come le seguenti (© Arturo Gargioni)
   
La mangiatoia è a pochi metri, ma questo Ciuffolotto delle pinete si è graziosamente appollaiato su un alberello vicino. Per quel che se ne sa, potremmo essere nel profondo della taiga (© Stefania Capelli)
   
Simili per piumaggio, ma uno (la femmina del Ciuffolotto delle pinete) il doppio dell'altro (il Verdone europeo) (© Stefania Capelli)
   
La Cincia siberiana di Silvio (© Silvio Sommazzi)....
   
...e quella di Paolo (© Paolo Faifer)
   
La CInciallegra, la più "banale" delle cince che abbiamo visto (© Silvio Sommazzi)
   
Un altro scatto al Ciuffolotto delle pinete, questa volta di Massimo (© Massimo Castrini), che ha anche ben fotografato...
   
...l'Organetto artico (© Massimo Castrini) e...
   
...il Verdone europeo (© Massimo Castrini)
   
Tra le poche foto decenti di Mauro Bailo, questa Ghiandaia siberiana, appena atterrata sulla neve tempestata di succulenti semi (© Mauro Bailo)
   
Ezio ha immortalato anche questa Cincia alpestre (© Arturo Gargioni)
   
E Massimo Marcone ha beccato questo Ciuffolotto eurasiatico (© Massimo Marcone)
   
All'alba, il bosco dell'hotel, ancora pressoché deserto di uccelli, era frequentato da questa impavida Renna (© Giorgio Feroldi)
   
Questo simpaticissimo Scoiattolo rosso, anch'esso saltellante nel boschetto dietro l'hotel, sembra indossare un paio di manicotti di pelliccia antifreddo (© Paolo Faifer)
   
Abbiamo fatto un salto all'osservatorio di Toivoniemi, una torre di legno alta dodici metri con una vista eccezionale sull’estuario del fiume Kaamasjoki. Peccato che l'estuario era un mare di neve e di uccelli neanche l'ombra (© Arturo Gargioni)
   
Ma una bella Ghiandaia siberiana ci ha fatto dono di un appostamento ravvicinato, foriero di belle fotografie, tra cui questa di Paolo (© Paolo Faifer)
   
La giornata si è magnificamente conclusa con una spettacolare Aurora Boreale (© Massimo Castrini)
   
Da Kaamanen in su, niente alberi, niente taiga, solo neve, neve, e neve, in ogni sua forma, soprattutto distesa per terra e mulinante nell'aria, in tormentose tormente. I pullmini ci fornivano un caldo riparo (© Arturo Gargioni)
   
Neve trasformata in ghiaccio spettacolare (© Massimo Castrini)
   
Il Caravelle, e qualche sua cugina più piccola seriamente provati dalla temperatura (© Paolo Faifer)
   
Luccicanti e radiose giornate (© Massimo Castrini)....
   
....dove il cielo cobalto si rifletteva sulla distesa nivea (© Paolo Faifer)...
   
...lasciavano il passo a ore di tregenda, quando il pulviscolo nevoso faceva sparire ogni cosa (© Massimo Castrini)
   
I piccoli villaggi e cittadine del Finmark si integrano alla perfezione nel paesaggio bianco e i loro profili e muri colorati costruiscono un gradevolissimo quadro (© Arturo Gargioni)
   
Un'altra immagine di "centro urbano" del Grande Nord (© Massimo Castrini)
   
Non sono infrequenti gli essiccatoi dove i merluzzi si trasformano in stoccafissi (© Stefania Capelli)
   
Una foto artistica (© Stefania Capelli)
   
Sulla strada per Vadso abbiamo incontrato un branco di Pernici bianche nordiche; siamo riusciti a immortalare due ritardatarie (© Massimo Marcone)
   
Giunti sulle coste del Varangerfjord, è iniziata la festa dei gabbiani, delle alche e delle anatre. Il Mugnaiaccio è stato una delle prime specie avvistate (© Arturo Gargioni)
   
Naturalmente la specie più numerosa era il Gabbiano reale, qui sorpreso in hovering da Stefania (© Stefania Capelli)
   
Molti gabbiani mostravano già atteggiamenti riproduttivi, come questo Gabbiano reale che sembrava sorvegliare il suo territorio (© Arturo Gargioni)
   
Questo tour in Finlandia e Norvegia non passerà certamente alla storia per i limicoli: ne abbiamo visto uno solo, il Piovanello violetto (anche se in quantità industriali); questa foto mi ricorda uno dei più begli acquarelli di Lars Jonsson (© Arturo Gargioni)
   
I birdwatcher più fanatici del nostro gruppo passavano ore a scandire con il cannocchiale i branchi di alche e gabbiani alla ricerca di qualche rarità. in questa fotografia si riconoscono Gabbiani reali e Mugnaiacci, ma chissà che non ci sia, che so, qualche Gabbiano del kelp (© Massimo Castrini)
   

Correva come una lepre, questa... questa... lepre! Lepre montana, per la precisione; l'abbiamo avvistata poco prima di raggiungere Vadso (© Massimo Castrini)

   
E dalle parti di Vadso abbiamo visto una Foca grigia, dall'aria apparentemente malinconica (© Giorgio Feroldi)
   
L'isolotto di Hornoya, davanti a Vardo, sembra graziato dal bel tempo. L'escursione è uno dei momenti più attesi del tour, incrociamo le dita. Il seguito prova che non le abbiamo incrociate abbastanza (© Arturo Gargioni)
   
Su Hornoya abbiamo trovato la peggior bufera di tutto il viaggio, ma ne è valsa la pena ( (© Arturo Gargioni)
   
Massimo Castrini arranca sul sentiero dell'isola (© Paolo Faifer)
   
Ci chiediamo come gli uccelli sulla scogliera, come questi statuari Marangoni dal ciuffo (© Arturo Gargioni)...
   
...si drizzino temerari contro il turbinio della tempesta (© Arturo Gargioni)
   
Ma se dio vuole, basta una raffica di vento che spira nella giusta direzione per far tornare il bel tempo, e quando c'è un pò di sole gli uccelli risplendono, come questo Marangone dal ciuffo (© Arturo Gargioni)
   
A Hornoya i Gabbiani tridattili erano già sul nido (© Massimo Castrini)
   
E i Piovanelli violetti volavano vorticosamente sulla linea di costa (© Massimo Castrini)
   
E noi cercavamo tra le migliaia di alche che volavano e sguazzavano, le rarità in cui speravamo. Non abbiamo visto alcuna Gazza marina minore (sarebbe stato una clamorosa botta di fortuna), ma abbiamo identificato quattro Urie di Brunnich, una delle quali alligna in questa foto, e potete divertirvi a cercarla (© Arturo Gargioni)
   
Mooolto più difficile identificare le urie in volo, che comunque erano uno spettacolo affascinante (© Stefania Capelli)
   
Stefania ha anche catturato il volo di due Pulcinella di mare (© Stefania Capelli)
   
E il dio dei birdwatcher, in piena bufera ad Hornoya, ha separato le nubi e placato i venti, e dalla scogliera è spuntato quello che tutti noi avevamo piantato nelle nostre speranze; ed è volato veloce e ha inseguito un Corvo imperiale, e poi il dio dei birdwatcher gli ha messo le redini e lo ha tirato verso di noi, e lui ci è volato sopra, sempre più vicino e ci ha concesso questa e, soprattutto, la fotografia che segue (© Giorgio Mutti)
   
Girfalco (© Massimo Castrini)
   
Al molo di Vadso è cominciato il festival delle anatre, che vedremo tra qualche immagine (© Arturo Gargioni)
   
Ma prima, per il bene della checklist (la cui qualità è la migliore che si possa ottenere in Europa, ma la cui quantità è vergognosamente bassa), abbiamo "ticcato" queste due belle Cornacchie grigie (© Arturo Gargioni)
   
Lungo la costa del Varangerfjord sono stati posizionati utili e caldi capanni di osservazione, in cui ogni tanto riparavamo dal gelo (© Arturo Gargioni)
   
L'arrivo dei pescherecci in baia era salutato da una congrega schiamazzante di gabbiani. Qual miglior posto per cercare qualche gabbiano "strano". In questa fotografia ci sono i soliti Gabbiani reali, ma anche due Gabbiani glauchi (© Arturo Gargioni)
   
Il Gabbiano glauco, discretamente comune al Varanger in inverno e primavera (© Arturo Gargioni)
   
Ecco qui la summenzionata festa delle anatre. Il primo della lista è l'edredone più comune, appunto l'Edredone comune (© Silvio Sommazzi)...
   
...fotografato anche in volo (© Silvio Sommazzi)
   
Ma l'edredone più bello, anche se non forse il più raro, è il Re degli edredoni (© Paolo Faifer)...
   
...fotografato da Silvio anche in volo (© Silvio Sommazzi)
   
La Moretta codona è forse l'unica anatra più bella in abito invernale che in abito nuziale (© Stefania Capelli)
   
Qui un gruppetto della suddetta Moretta codona (© Massimo Castrini)
   
Silvio, accoccolato in un capanno galleggiante a Batsfjord, ha avuto occasione di ritrarre a distanza ravvicinata l'Edredone di Steller, l'anatra più ambita d'Europa (© Silvio Sommazzi)....
   
...che ha anche immortalato in volo (© Silvio Sommazzi)
   
Ogni scatto è una storia a sé stante e se anche la qualità tecnica della foto non è perfetta, la significatività di ciò che racconta ne fa un'immagine irripetibile; come questo Re degli edredoni che si sta pappando una stella marina (© Stefania Capelli)
   
L'unico Gabbiano d'Islanda del tour (© Paolo Faifer)
   
Una bella immagine di una Renna in riposo (© Stefania Capelli)
   
Con l'osservazione di questa Pernice bianca comune abbiamo completato la pagina delle pernici bianche (© Stefania Capelli)
   
La deliziosa pensione di Kongsfjord è di proprietà di una nostra connazionale. Margherita ha fatto una scelta di vita e non possiamo che esserle grati per quella scelta, che ci ha fatto passare ore splendide (© Arturo Gargioni)
   
La relatività: lassù a Kongsfjord fa caldo o freddo? Margherita direbbe che fa caldo, l'opposto pensano i tre orsi impellicciati che le sono a fianco (la metafora animalesca non vale per Lionella) (© Arturo Gargioni)
   
Un'altra Aurora Boreale, osservata a Kongsfjord (© Massimo Castrini)
   
Tra Kongsfjord e Berlevag il paesaggio è favoloso, e anche il tempo è stato clemente. Di vedetta su un pinnacolo roccioso, un'arcigna Aquila di mare ci ha dato grande emozione (© Giorgio Mutti)...
   
...e ci ha permesso persino di avvicinarci a tiro di fotografia (© Massimo Castrini)...
   
...ma poi si è seccata e se ne è volata via (© Stefania Capelli)
   
Nelle acque dell'Oceano Artico, ad ovest di Kongsfjord, abbiamo visto l’animale che ci ha fatto fremere e palpitare più di tutti gli altri; che è stato un non-uccello, una bestia di altra classe (zoologicamente parlando): un cetaceo, una balena, quella che con una definizione alquanto stupida (e non solo in italiano, come spesso accade, ma anche nella lingua ufficiale della scienza, l’inglese) viene caratterizzata dall’epiteto “assassina”. E cosa dovrebbe fare per mangiare, andare a comprare al supermercato la carne di cui si nutre, l’Orca? Quattro pinne triangolari alte e nere ci hanno fornito, forse (e ci perdoni il dio dei birdwatcher) l’emozione più grande e pura del viaggio (© Massimo Castrini)
   
Dulcis in fundo, una specie ormai insperata (l'avevamo cercata assiduamente a Kaamanen): l'Ulula. La prima che abbiamo visto ha sollevato ululati (ah! ah!) di approvazione; poi ne abbiamo vista un'altra e poi un'altra ancora. Alla nona Ulula pensavamo con rammarico al fatto che erano tutte posate su artefatti umani (piloni elettrici): non si accontentano mai i birdwatcher! Ma il dio dei suddetti, evidentemente non offeso dai nostri pensieri sull'Orca (© Massimo Castrini)...
   
...ne ha piazzata un'altra, la decima, su un albero spoglio, per una perfetta ambientazione. Bombardato di fotografie (© Massimo Castrini)...
   
...il gufetto se ne è volato via sdegnato (© Giorgio Mutti)
   
Classica foto di chiusura: tramonto artico (© Paolo Faifer)
   
Il gruppo di avventurieri artici; da sinistra a destra (non) si riconoscono: Stefano Mutti, Paolo Faifer, Lionella Bracelli, Massimo Castrini, Stefania Capelli, Arturo Ezio Gargioni, Massimo Marcone, Attilio Giorgio Mutti, Silvio Sommazzi, Carla Guarnieri, Enrico Bresciani, Giorgio Feroldi


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