Gran Tour dell'Etiopia
tutti (o quasi) gli endemismi abissinici
15 gennaio - 4 febbraio 2017

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Itinerario in breve

1° giorno) volo Roma - Addis Abeba e trasferimento a Debre Libanos
2° giorno) Jemma Valley
3° giorno) Melka Ghebdu. Trasferimento ad Ankober
4° giorno) Ankober. Trasferimento ad Awash National Park
5° e 6° giorno) Awash National Park
7° giorno) trasferimento ad Addis Abeba. Lake Beseka. Passo Garibaldi
8° giorno) Hotel Ghion Grounds. Trasferimento a Langano
9° giorno) Bishangari Forest
10° giorno) trasferimento a Goba. Dinsho Forest
11° giorno) Bale Mountains National Park
12° giorno) trasferimento a Negele
13° giorno) Negele. Liben Plains
14° giorno) trasferimento a Yabelo
15° giorno) Yabelo e Mega
16° giorno) trasferimento ad Awassa
17° giorno) mercato del pesce. Trasferimento a Wondo Genet

18° giorno) Wondo Genet Forest
19° giorno) trasferimento a Langano
20° giorno) laghi Shalla e Abiata. Trasferimento ad Addis Abeba
21° giorno) volo Addis Abeba - Roma


Mappa interattiva



Scheda tecnica

Sistemazioni alberghiere: il Ghion ad Addis Abeba è un tre stelle di levatura internazionale. Tutti gli altri hotel e lodge, per quanto i migliori disponibili, sono piuttosto rustici, ma sono puliti e hanno servizi privati. A Negelle il Green Hotel è orribile: il nome gli deriva probabilmente dalla muffa che decora i bagni

Difficoltà: richiesto adattamento a qualche struttura ricettiva. Sono previste ascensioni a 4000 metri di altezza, ma le numerose fermate lungo il percorso permettono l'acclimatamento

Bibliografia: The Birds of the Horn of Africa, di Redman, Stevenson e Fanshawe, Christopher Helm Field Guides
Birds of Ethiopia and Eritrea, di Ash e Atkins, Christopher Helm

Costo del tour: Euro 4.120

Numero massimo di partecipanti: quattordici




Il Nyala montano è una grossa antilope endemica dell'Etiopia. Frequenta le foreste d'altura dell'Acrocoro Abissinico. La vedremo senz'altro nel parco di Dinsho, alle porte del Bale Mountains National Park (© Dick Forsman 2012)


Turaco di Ruspoli, uno dei quattro endemismi più rari d'Etiopia. In questo Gran Tour dell'Etiopia avremo ottime opportunità di vedere il magico quartetto (oltre al turaco, l'Allodola del Liben, la Rondine codabianca e il Corvide di Zavattari). Ma non solo: l'itinerario è stato disegnato per riuscire a "ticcare" tutti (!) gli endemismi d'Etiopia. Ci vorrà un pò di fortuna, naturalmente, ma ci riusciremo! (© Michael Sammut)


Intro

L'acrocoro etiopico è situato a 2000 metri di altezza e arriva a superare, in alcuni punti, i 4000 metri, come nello spettacolare Sanetti Plateau. Il plateau rappresenta il cuore del Bale Mountain National Park, un paesaggio mozzafiato costituito dalla foresta di Harenna, da cristallini laghetti alpini ai bordi dei quali si ergono statuarie lobelie. E in questo straordinario palcoscenico trotterella il rarissimo Lupo d'Etiopia, uno dei tre mammiferi endemici dell'Etiopia, insieme al Nyala di montagna, una specie di grossa antilope che vedremo nella foresta di Dinsho, alle falde del parco, e la Gelada splendida e villosissima scimmia che vive nelle praterie d'altura dell'Etiopia settentrionale. L’Etiopia è un paese affascinante dal punto di vista degli habitat naturali e, pur essendo stata selvaggiamente disboscata negli ultimi decenni, i fazzoletti di foresta afro-montana residui ospitano ancora un’avifauna ricchissima. Oltre alla foresta d’altura, il territorio etiope è caratterizzato da un mosaico di ambienti interessanti dal punto di vista paesaggistico e della biodiversità: le torbiere d’altura, i boschi di acacia e il “bush”, la prateria e la savana, le steppe e i deserti, i laghi del Rift e le paludi. Questa varietà in habitat naturali spiega la ricchezza ornitologica dell’Etiopia, che conta, tra residenti, migratrici e svernanti, più di 800 specie, tra cui una trentina di endemismi (il numero non è assoluto perché alcune sottospecie sono considerate specie buone da molti tassonomisti e gruppi ornitologici, come ad esempio i sudafricani), il numero più alto, dopo la Repubblica Sudafricana, per il continente africano. Venti di questi endemismi sono abbastanza diffusi e facili a vedersi. Questo Gran Tour dell'Etiopia è stato ideato e disegnato accarezzando l'idea di poter vedere tutti gli endemismi dell'Etiopia, o meglio dell'Acrocoro Abissinico, perchè l'areale di molti di essi si estende alle alture dell'Eritrea, che appartengono alla stessa EBA (Endemic Bird Area). Il tour prenderà le mosse da Addis Abeba da dove partiremo verso nord, dove esploreremo la Jemma Valley e la regione di Ankober, l'unica area del paese dove potremo vedere gli endemismi confinati al nord: Francolino di Harwood, Storno beccobianco, Sassicolo di Rüppell, Verzellino di Ankober, Beccasemi golabianca, Beccasemi golagialla. Passeremo poi due giorni pieni nello spettacolare Awash National Park, la classica savana africana, dove potremo vedere quasi duecento specie di uccelli: nessun endemismo abissinico ma straordinaria avifauna dalla rara Otarda d'Arabia alla magnifica averla di macchia pettorosa, con il bonus di qualche specie di mammifero, come lo spledido orice beisa. Scenderemo poi verso sud, visitando tutti i più importanti laghi del Rift, in un trionfo di birdwatching acquatico ed esploreremo la foresta di Bishangari, dove potremo aggiungere altri endemismi, come il Barbetto fasciato, il Picchio d'Abissinia, l'Inseparabile alinere, il Pappagallo frontegialla, l'Uccello gatto d'Abissinia, oltre ad almeno un altro centinaio di specie, tutte suggestive, tutte interessanti. Saliremo poi verso uno dei pezzi forti del tour, il Bale Mountains National Park, dove, sullo spettacolare Sanetti Plateau vedremo le specie endemiche tipiche di questo habitat: Oca aliazzurre, Pavoncella pettomacchiato, Rallo di Rouget, Calandrella di Erlanger, Unghialunga d'Abissinia; ma forse, per una volta, aspetteremo con più emozione l'incontro con un non-uccello, e cioé il fantastico Lupo d'Etiopia. Un pezzo forte dopo l'altro, raggiungeremo poi la regione arida del sud, le mitiche aree di Negele e Yabelo, dove vedremo l'endemismo più raro d'Etiopia (e forse del mondo), l'Allodola di Liben, insieme al Turaco di Ruspoli, al Corvide di Zavattari e al Verzellino di Salvadori , tre endemismi che ci ricordano un pò di storia d'Italia; nelle aree intorno a Yabelo cercheremo anche la Rondine codabianca, l'ultimo endemismo difficile del nostro viaggio. Inizieremo poi il ritorno verso Addis, ma prima visiteremo il lago Awassa, la foresta di Wondo Genet e i laghi Shalla e Abiata. Durante il tour avremo naturalmente la possibilità di vedere le specie endemiche più diffuse: Ibis caruncolato, Piccione dal collare, Sassicolo di rupe alibianche, Pigliamosche ardesia d'Abissinia, Cincia dorsobianco, Oriolo d'Abissinia, Corvo imperiale beccogrosso, Lucarino testanera. E naturalmente potremo vedere bellissime specie, come il semiendemico Turaco guancebianche, il Trogone narina, l'Otarda d'Arabia, l'Otarda di Heuglin, i semiendemici e molto rari Storno di Somalia e Tessitore di Salvadori. Delle tre specie di mammiferi abbiamo già detto, se aggiungiamo che il teatro del birdwatching è rappresentato da meravigliosi paesaggi, siano esse le torbiere a quattromila metri, le vertiginose pareti rocciose della Jemma Valley, la savana di Awash e il brulicare di vita dei laghi del Rift, riesce facile capire come il Gran Tour dell'Etiopia sia uno dei top-tour (per noi di Ornitour "il" top tour) della programmazione Ornitour per il 2015.


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Itinerario dettagliato
1° giorno) partenza alle ore 00:05 da Roma con volo Ethiopian Airlines ET 0703 e arrivo ad Addis Abeba alle ore 07:50. Formalità di dogana e immediata partenza per Debre Libanos, attraverso le piane di Sululta. In queste pianure, a nord della capitale, potremo vedere i nostri primi endemismi: sulle praterie e torbiere a nord di Addis camminano impettiti gli Ibis caruncolati, sui laghetti nuotano placide Oche aliazzurre e volano stormi di Piccioni dal collare (la specie endemica più comune di tutto l’altopiano abissinico) e più solitari Corvi imperiali beccogrosso, dal rauco richiamo e dallo stranissimo profilo. Lungo il percorso potremo vedere molte altre specie di uccelli, come l’Umbretta, l’Oca egiziana, il Cavaliere d’Italia, il Beccaccino africano, il Croccolone (raro), la Tortora occhirossi, il Corvo del Capo, la Calandrella di Erlanger e l’Unghialunga d’Abissinia (due endemismi), la Ballerina gialla, la Prinia fianchifulvi, la Rondine pettorosso, il Codinero di brughiera, il Vescovo capogiallo. Il monastero di Debre Libanos venne fondato nel tredicesimo secolo. Il complesso è situato fra una rocca e una gola create dall'affluente del fiume Abbay; quest’area ospita endemismi tipici delle aree di foresta, diffusi lungo tutto il nostro itinerario, così che se ci sfuggissero il primo giorno avremmo numerose altre opportunità di “ticcarle” in seguito: Barbetto fasciato, Picchio d’Abissinia, Cincia dorsobianco, Uccello gatto d’Abissinia, Pigliamosche ardesia d’Abissinia, Oriolo d’Abissinia, Sassicolo di rupe alibianche. Dovremo invece concentrarci sulla ricerca di due endemismi che frequentano solo il nord dell’Etiopia, perché li potremo incontrare solo nei primi tre giorni del nostro tour: essi sono lo Storno beccobianco e il Sassicolo di Rüppell. Molte specie svernanti dal Paleartico frequentano le aree intorno al monastero: Luì grossi, Luì verdi, Capinere, Codirossoni, Bigiarelle comuni, Ortolani, insieme a bestiole locali come la Cisticola robusta e la Cisticola canora. Visiteremo l’area conosciuta come Ponte dei Portoghesi (in realtà i portoghesi non c’entrano, in quanto la costruzione fu eretta circa un secolo fa dal principe Ras Darge Sahle Selassie), da dove si gode una spettacolare vista sulla gola rocciosa che rappresenta la parte più occidentale della Jemma Valley. In queste pareti rocciose nidificano interessanti specie di rapaci: il Gipeto, il Grifone di Rüppell, la splendida Aquila di Verreaux, il Falco pellegrino e il Gheppio comune (le sottospecie africane sono sulla strada della “speciazione”). Sulle rocce intorno al Ponte dei Portoghesi, e anche nelle spianate intorno a Debre Libanos vedremo il primo endemismo mammalogico dell’Etiopia, l’affascinante e villosissima Gelada, una scimmia la cui pelliccia assomiglia ad un tabarro peloso che l’animale si è gettato sulle spalle. Pernotteremo due notti all’Ethio-German Park Hotel. La sera potremmo sentire le caratteristiche urla di ben tre rapaci notturni: Gufo reale del Capo, Gufo africano e Allocco africano.



L'Ibis caruncolato è uno degli endemismi più comuni dell'Etiopia, dove frequenta le aree dialtura dell'acrocoro. Il nome gli deriva dalla lunghissima appendice carnosa che gli pende dalla gola (© Michael Sammut)




Un'altra specie endemica comune è il Corvo imperiale beccogrosso. Lo vedremo spesso durante il tour, a partire dalla strada verso Debre Libanos, che percorrereremo il primo giorno (© Ondřej Žváček, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




A Debre Libanos avremo l'opportunità di iniziare la tripletta di mammiferi endemici d'Etiopia: la pelosissima Gelada è un babbuino che frequenta gli altipiani etiopi (© Andreas Wolf - Fotolia)




Nella foresta di Debre Libanos incontreremo i nostri primi endemismi etiopi, tra cui questo bellissimo Barbetto fasciato, il più importante delle dieci specie di barbetti che potremo vedere durante il tour (© Dick Forsman 2012)
2° giorno) partiremo stamattina ancor prima del sorger del sole alla volta della Jemma Valley perché la nostra meta si trova a circa novanta minuti da strada dall’hotel, e dobbiamo essere a destinazione alle prime luci del giorno, il momento migliore per vedere il principale target di oggi, il Francolino di Harwood, una specie endemica dell’Etiopia, e per giunta estremamente localizzata. Il fiume Jemma ha creato, nel corso dei millenni, una spettacolare vallata, profonda in alcuni punti più di un chilometro, che si dipana, in tornanti vertiginosi, verso le sorgenti del Nilo Azurro, nel lago Tana. Probabilmente localizzeremo il francolino in virtù del suo richiamo stridulo, e non dovremmo poi avere problemi a vederlo sulle rocce della vallata, da dove canta a squarciagola. Altre due specie molto localizzate in Etiopia sono il Beccasemi golabianca (endemico dell’altopiano abissinico) e la Pitilia beccorosso (presente, oltre che in Etiopia ed Eritrea, solo in Sudan). Potremo naturalmente vedere molte altre specie di uccelli, incluse gli endemismi “nordici” che avessimo perso a Debre Libanos; tra queste ricordiamo: Astore cantante scuro, Tortora vinata, Tortora del Namaqua, Ghiandaia marina d’Abissinia, Ghiandaia marina pettolilla, Barbetto becconero, Codinero familiare, Occhialino pettobianco, Cisticola volpina, Usignolo golabianca, Chagra capinera, Fiscal dorsogrigio, Storno splendente guanceblu minore, Nettarina pettoscarlatto, Tessitore mascherato vitellino, Tessitore testanera, Tessitore frontemacchiata, Petronia del bush, Amaranto faccianera. La Rondine serrata nera che vedremo in queste aree è caratterizzata da un riflesso blu del piumaggio; la sottospecie in questione pristoptera è considerata da alcuni Autori (non dal nostro) specie buona, conosciuta con il nome di Rondine serrata blu. L’uscita notturna pianificata per questa sera potrebbe farci vedere, aiutati dai richiami, una, due, o tutte e tre le specie di Strigiformi del posto.

3° giorno) un’altra levataccia, anche se un poco più morbida di quella di ieri. Saremo in piedi presto per cercare un altro francolino, anch’esso raro e localizzato, anche se non quanto il congenere di ieri. La mattina presto è il momento migliore per tutti gli uccelli, ma in particolare per i francolini, che cantano solo nelle prime ore del giorno. Saremo infatti probabilmente svegliati dalle concitate e rauche strida del Francolino di Erckel, e dovrebbe essere abbastanza semplice osservare le piccole truppe di questo raro Fasianide che razzolano sui pendii erbosi delle rocce intorno all’hotel, qualche volta entrando addirittura nelle pertinenze di esso! Il Francolino di Erckel è un “quasi endemico” del Corno d’Africa perché, oltre ad essere distribuito sulle alture di Etiopia ed Eritrea, è presente solo con una piccola popolazione in Sudan. Subito dopo aver ammirato il nostro “pollo”, partiremo per un’altra tappa estremamente interessante del tour: raggiungeremo il villaggio di Ankober, dove pernotteremo all’Ankober Palace Lodge; questo suggestivo hotel è stato costruito su un’erta collina, nel medesimo posto in cui sorgeva il palazzo imperiale di Menelik II; Ankober fu infatti capitale del regno dello Scioà, il nome con cui era conosciuta in tempi storici questa regione dell’Etiopia e, fino all'apertura della ferrovia Gibuti - Addis Abeba, importante nodo di carovaniere per il mare. Dal nostro (birdwatching) punto di vista, Ankober gode fama mondiale perche è sede di una localizzatissima popolazione di Verzellino di Ankober, un piccolo Fringillide che rappresenta l’ultima specie endemica d’Etiopia: è stata infatti scoperta e classificata nel 1976. Questo piccolo verzellino si congrega in piccoli gruppi che zampettano e svolazzano sugli appezzamenti erbosi delle rocce che strapiombano sulla valle dell’Awash. Il nostro hotel è raggiungibile solo a piedi (comunque, solo una breve camminata in salita) ma la veduta della sottostante valle dell’Awash e del deserto della Dancalia, vale la piccola faticata. La strada per Ankober, nei pressi di Debre Birham, è la regione più vicina a quella dove un piccolo branchetto di Ibis eremita, svernanti dalla Siria, è stato tracciato dal satellite; l’area precisa di svernamento è ovviamente off-limits, perché solo attraverso una protezione totale, sia nei luoghi di riproduzione che nei quartieri di svernamento, questo minacciatissimo ibis può avere qualche speranza di sopravvivenza; naturalmente terremo gli occhi aperti! Vedremo naturalmente decine di specie di uccelli, dai rapaci, come la Poiana montana, l'Aquila crestalunga e l’Astore nero, ai piccoli Passeriformi, come la Cappellaccia di Thekla, la Monachella nera d’Abissinia (quasi certamente prossima specie buona, anche se Mr. Clements la considera ancora sottospecie della Monachella piangente), il Codirossone minore (che somiglia a un giganteso codirosso), il Frattarolo cannella. Varrà la pena indagare con attenzione tutti gli Storni beccosottile che incontreremo, perché da queste parti è stato osservato, più di una volta, il simile Storno di Somalia. Raggiungeremo anche un’area conosciuta come Melka Ghebdu, abbastanza insignificante di per se stessa, ma, di nuovo, di enorme importanza per il birdwatcher in quanto è il posto più facile dove osservare il Verzellino golagialla, una delle più difficili specie endemiche etiopi. In attesa di sentire il suo tipico richiamo grattato, e studiando con attenzione tutti i Beccasemi di Reichenow, alla nostra preda molto simili ma molto più comuni nell’area, avremo comunque l’opportunità di vedere altre decine di specie interessanti, tra cui ricordiamo: Francolino di Clapperton, Turaco faccianuda, Turaco panciabianca, Turaco grigio orientale, Usignolo nero, Tessitore di Rüppell, Tessitore passerino capocastano. Il torrentello che attraversa quest’area ospita il Martin pescatore dal semicollare e nelle aree circostanti si incontra spesso il Martin pescatore pigmeo africano.


A Debre Libanos vedremo certamente il Francolino di Erckel, un semiendemismo etiope, presente solo, oltre che sull'Acrocoro Abissinico, nel sud del Sudan (© DickDaniels, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




La Ghiandaia marina pettolilla è una specie diffusa in tutta l'Africa, ma la sua bellezza giustifica sempre la gioia di ogni incontro con lei (© Dick Forsman 2012)





Il sassicolo di rupe alibianche è un endemismo abissinico tipico delle aree montagnose del Rift, ma nei precedenti Ornitour l'abbiamo trovato nidificante anche nella città di Addis Abeba (© Dick Forsman 2012)




Il Francolino di Clapperton è confinato alla striscia del Sahel che va dal Mali all'Etiopia. Ne incontreremo le chiassose famiglie nelle aree aride del nord dell'Etiopia (© Dick Forsman 2012)




L'Aquila crestalunga è un delle 49 specie di rapaci osservate durante l'Ornitour del 2011! In Etiopia frequenta soprattutto le aree d'altura e spesso la vedremo posata su alberi e pali a far garrire al vento la sua lunga e bizzarra cresta (© DickDaniels, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
4° giorno) continueremo il nostro cammino, raggiungendo questa sera un altro “hot spot” di questo tour in Etiopia, il Parco Nazionale di Awash. Avremo occasione di fermarci di nuovo a Melka Ghebdu, non si sa mai che ci sia scappato il verzellino, e comunque vedremo sicuramente qualche specie nuova. Da Melka Ghebdu la strada si snoda verso il basso ed entra in un’ambiente di savana arida. Avremo qui le nostre prime chances di vedere l’immensa e bellissima Otarda d’Arabia: il suo piumaggio cannella e l’assenza di macchie nere sui fianchi la differenzia dall’Otarda kori, ben più comune in questa regione. Tra le altre specie più interessanti di questi ambienti ricordiamo: Capovaccaio, Otarda crestacamoscio, Tortora piangente africana, Tortora dal collare africana (una specie diffusa in tutto il Sahel, ma in Etiopia abbastanza localizzata), Grandule di Lichtenstein, Grandule panciacastana, Prinia fronterossa, Tessitore dei bufali testabianca. Raggiungeremo in serata il parco di Awash, dove pernotteremo tre notti, le prime due all’Awash Falls Lodge, costruito sul ciglio della gola che sprofonda nel fiume, ad altezza d’occhio dei Gipeti che attraversano la valle, e la terza al Bilen Lodge, sperduto nell’arida terra degli Afar, ma in posizione strategica per vedere alcune specie qui e solo qui rintracciabili.

5° e 6° giorno) l’Awash National Park si estende nella regione omonima ed è un’area di eccezionale interesse naturalistico, e specificamente ornitologico. Il parco è uno spettacolare susseguirsi di appezzamenti di savana arida, interrotti dalla foresta ripariale che si estende lungo le sponde del fiume Awash, e favolose gole rocciose. Awash è un must in ogni birdwatching-tour, perché qui è possibile osservare specie rare e localizzate, in particolare quelle tipiche del sahel, comuni nell’Africa occidentale, ma che qui raggiungono il limite estremo sud-orientale del loro areale. Purtroppo le aree settentrionali del parco sono ancora off-limits per ragioni di sicurezza (ma potrebbero essere esplorabili all’epoca del nostro viaggio) ed è un peccato perché la zona intorno alle sorgenti termali di Filhuwa è di una bellezza mozzafiato, ed è l’unico posto dove è possibile vedere l’Amadriade, una specie di grosso babbuino, oltre che alcune specie di uccelli confinate nel nord del parco. Ma anche il birdwatching nella parte meridionale di Awash sarà meraviglioso; le specie chiave sono la già menzionata Otarda d’Arabia, il Corrione trebande, il graziosissimo Nibbio codaforbice, lo Storno di Somalia (già sappiamo che l’identificazione necessita di particolare attenzione). La gola rocciosa che si trova davanti all’Awash Falls Lodge è famosa, oltre che per la visione mozzafiato dei Gipeti a pochi metri, anche perchè sono avvenute qui quasi tutte le osservazioni in Etiopia della misteriosa Rondine muraiola d’Etiopia, forse (ma forse no), conspecifica con l’altrettanto misteriosa Rondine del Mar Rosso, conosciuta per un unico individuo trovato morto nel 1984 sotto un faro sudanese. Nelle ore più calde del giorno godremo della vista dei numerosi rapaci che sfruttano le termiche per controllare la pianura sottostante, alla ricerca di qualche “succulento” cadavere: tra di essi l'Avvoltoio testabianca,  l’Avvoltoio cappuccino e l’Avvoltoio dorsobianco. Tra le altre specie che potremo vedere nel parco ricordiamo: Tarabusino nano, Francolino crestato, Sparviere dell’Ovampo, Shikra, Falco fuligginoso, Garrulo groppabianca (endemico del Corno d’Africa), Garrulo rossiccio, Turaco grigio orientale, Grandule di Lichtenstein, Gruccione del Madagascar, Tortora dal collare del Capo, Cisticola cenerina, Averla mascherata, Allodola alirosse, Allodola fulva, Allodola canora, Allodola passero dorsocastano, Allodola passero capocastano, Estrilda groppacremisi, Vedova paradisea orientale, Vedova bluacciaio. Effettueremo due escursioni notturne, poiché sono molte le specie interessanti da cercare quando cala il buio: Succiacapre di Nubia, Succiacapre disadorno, Succiacapre stellato, Succiacapre fosco, Corrione doppiabanda, Assiolo facciabianca settentrionale, Gufo reale grigiastro, Gufo reale di Verreaux, Assiolo africano; forse potremmo anche incappare in qualche mammifero, come la Iena macchiata e il Protele crestato. La savana di Awash è ricca di mammiferi erbivori, il più bello fra tutti senza dubbio l’Orice beisa; potremo vedere anche la Gazzella di Soemmering, il Kudu maggiore, il Dik dik di Salt e il Facocero. Il parco ospita anche i predatori e, se la notte ne udiremo sicuramente ruggiti e ululati, non sarà facile vedere di giorno Leoni, Leopardi, Otocioni e Licaoni, tutti presenti entro i confini del parco. Le aree intorno al Bilen Lodge sono le migliori dove poter incontrare lo Struzzo di Somalia (in verità ancora una sottospecie dello Struzzo comune, per Clements); oltre al gigantesco uccello, potremo vedere un corteo di interessanti specie, tra cui la Grandule quattrobande, il Gruccione golabianca, lo spettacolare Gruccione carminio settentrionale, il Bucero grigio africano, il Bucero beccogiallo orientale, il Bucero di Von Der Decken, l’Allodola di Gillett, l’Uccello topo nucablu, il Barbetto fronterossa, il Bulbul di Somalia (per Clements solo una sottospecie del “complesso” Pycnonotus barbatus), il Tessitore castano. Molte specie migratrici dal Paleartico svolazzano sugli alberi di questa regione: il Canapino di Upcher e la Silvia di Menetries sono i più interessanti. Tra i mammiferi diurni che frequentano queste aree ricordiamo l’ubiquitario Facocero, l’elegantissimo Gerenuk e lo stranissimo Ratto talpa nudo, una creatura dall’aspetto fetale, ricoperta da cute trasparente rosa o addirittura rossa; vedremo sicuramente le montagnole coniche delle loro colonie (comunità altamente sociali dominate da una “regina”) e, appostandosi con pazienza davanti alle loro entrate potremo forse vedere la testa nuda e cieca di qualche individuo.

7° giorno) abbandoneremo a malincuore Awash per tornare ad Addis, ma faremo del perscorso un’altra serie di eccezionali osservazioni. Ci fermeremo soprattutto al lago Beseka e al Passo Garibaldi, dove vedremo numerose specie, forse non particolarmente importanti, ma che contribuiranno ad ingrassare la nostra check-list: Airone cenerino, Airone testanera, Airone guardabuoi, Sgarza ciuffetto, Ibis hadada, Faraona comune, Bucero grigio africano, Ghiandaia marina d’Abissinia, Uccello topo marezzato, Cucal cigliabianche, Pappagallo panciarossa, Rondone delle palme africano, Piccione marezzato, Tortora delle palme, Tortora del Namaqua. Ci fermermo al passo Garibaldi, dove cercheremo una specie localizzata alle regioni settentrionali e orientali dell’Etiopia, il Barbetto pettogiallo. Ci fermeremo anche sulle sponde del lago Beseka, circondato da campi di lava vulcanica, dove vive, perfettamente mimetizzato,  il Codinero scuro: questa specie, estremamente localizzata, è un endemismo del Corno d’Africa, confinato a pochissime aree dell’Africa Orientale. Tra le altre specie che potremo vedere nell’arida vallata intorno al lago ricordiamo il Corrione di Temminck, il Codinero comune, l’Allodola del deserto (qui al limite meridionale del suo areale in Etiopia), lo Zigolo striolato, la bellissima Nettarinia del Nilo, la Calandra asiatica, la Passera di roccia (queste due ultime specie, svernanti dal Paleartico, presenti solo occasionalmente). Dalle sponde del lago, stando ben attenti a non inquadrare le mandrie di cammelli che brucano la prateria (dobbiamo rispettare le credenze delle tribù locali), cercheremo i numerosi limicoli e altri uccelli acquatici che nuotano nel lago o che zampettano sulla battigia; tra di essi molte specie svernanti dal Paleartico, ma anche qualche specie africana, come la Garzetta del reef occidentale, l’Oca dallo sperone, la Pavoncella armata, la Pavoncella coronata e il Corriere di Kittlitz. Pernottamento all’Hotel Ghion di Addis, dove, se arriveremo con la luce, potremo visitarne i giardini, ricchissimi di uccelli; tra le specie più comuni ricordiamo: Tortora fosca, Cossifa di Rüppell, Nettarinia del Tacazze, Tessitore baghlafecht, Beccasemi striato, Beccasemi groppabruna (un semiendemismo abissinico).


Al parco di Awash vedremo decine di specie interessanti, in un paesaggio fantastico. La Grandule panciacastana è la grandule più comune in Etiopia, ma avremo ottime chances di vedere tutte le altre tre specie presenti nel paese (© Seshadri.K.S, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Uno dei più brutti, se non il più brutto uccello di Awash è il Bucorvo d'Abissinia, una delle due specie di buceri terricoli del continente africano. Per i birdwatcher è comunque un uccello affascinante (© Dick Forsman 2012)




Ad Awash non è inconsueto trovare il meraviglioso Gruccione carminio settentrionale sul dorso di qualche animale domestico (© Dick Forsman 2012)




Delle cosiddette averle di macchia (bush-shrikes), tutte peraltro bellissime, l'Averla di macchia pettorosa, l'unica che spesso cammina sul terreno, è forse la più bella (© Michael Sammut)




Il Beccasemi groppabruna è una specie endemica del Corno d'Africa (oltre che sull'Acrocoro Abissinico è presente solo in una piccola area della Somalia); è peraltro comune nelle aree che visiteremo, a partire dai giardini dell'Hotel Ghion di Addis, dove potremo fare ottime fotografie (© Michael Sammut)




Nei giardini dell'Hotel Ghion, quasi sempre infrattato nelle siepi e poco propenso a mostrare la sua bellezza, vdremo comunque certamente la Cossifa di Ruppell, una delle coloratissime cossife africane (© Dick Forsman 2012)
8° giorno) inizieremo oggi la nostra discesa verso sud, per raggiungere nel tardo pomeriggio il lago Langano. Faremo un produttivo birdwatching lungo il percorso e durante alcune soste, da scegliersi tra le numerose aree celebri della valle del Rift: lago Cheleleka (il più ricco di Anatidi e Ardeidi), Koka Dam, Debre Zeit, lago Zway). Tra le specie nella conta di oggi, le più comuni (ma non per questo meno interessanti) specie africane della valle del Rift: Pellicano bianco, Aninga, Airone nero, Cicogna beccogiallo, Cicogna di Abdim, Cicogna sellata, Mignattaio, Dendrocigna fulva, Dendrocigna facciabianca, Anatra dorsobianco, Oca pigmea africana, Cormorano africano, Folaga cornuta, Rallo nero, Sterna zampenere, Gabbiano di Pallas, Gabbiano di Heuglin, Gabbiano testagrigia, Gabbiano comune, Zafferano, Porciglione africano, Pernice di mare comune, Jacana africana, Aquila pescatrice africana. Nella macchia e nei boschi di acacia lungo il percorso, e in particolare, lungo la sponda occidentale del Lago Langano, numerosi uccelli, come: Francolino crestato, Bucero di Hemprich, Bucero di Von der Decken, Bucero beccorosso, Barbetto fronterossa, Barbetto becconero, Barbetto dentato, Torcicollo collorossiccio, Inseparabile alinere (uno dei due pappagalli endemici), Uccello topo nucazzurra, Upupa boschereccia becconero, Martin pescatore striato, Picchio barbuto, Picchio testagrigia, Apalis panciacamoscio, Codirossone minore, Pendolino murino, Batis testanera, Batis testagrigia, Tessitore castano, Tessitore minore, Tessitore di Rüppell, Cisticola raganella. Pernotteremo due notti al Bishangari Lodge, sulle sponde orientali del Lago Langano. Il lodge è situato in un contesto naturale splendido, con giardini ricchi di alti sicomori e alberi fioriti, pieni di, ça va sans dire, uccelli.



Visiteremo i numerosi laghi della valle del Rift dove vedremo decine di specie tipiche delle zone umide. Tra gli Anatidi, l'Oca pigmea africana è sicuramente il più grazioso (© Michael Sammut)




E tra i limicoli, la palma del più bello va alla Jacana africana (© Michael Sammut)




I boschi che costeggiano, a tratti, le sponde dei laghi del Rift sono una gioia per il birdwatcher che vi può trovare decine di specie, tutte interessanti, qualcuna piccola, dal piumaggio sobrio e quindi maledettamente difficile da identificare e qualcun'altra il cui chiassoso piumaggio permette una rapida identificazione; è quest'ultimo il caso di questo bizzarro Barbetto dentato (© Michael Sammut)
9° giorno) visiteremo oggi i giardini del lodge e la foresta di Bishangari, situata subito alle spalle del lodge, lungo i fianchi di una collina. La foresta è ben conservata e, al contrario delle foreste umide tropicali, il birdwatching in essa sarà abbastanza facile; la varietà degli ambienti e la ricchezza di uccelli garantiscono un produttivo birdwatching (nel tour del 2011 in poco più di 12 ore abbiamo osservato 165 specie di uccelli!). Citiamo solo una piccola parte della nostra potenziale checklist: Cicogna lanosa, Francolino squamato, Gimnogene africano, Aquila imperiale, Gheppio grigio, Tortora cannella, Turaco guancebianche (quasi endemico dell’Etiopia), Trogone narina, Pappagallo frontegialla, Indicatore golasquamata, Rondone del Nyanza, Rondone maculato, Barbetto dentato, Upupa comune, Ghiandaia marina beccolargo, Picchio d’Abissinia, Picchio testagrigia, Garrulo di collina africano, Averla cuculo grigia, Averla cuculo spallerosse, Rondine serrata nera, Rondine delle moschee, Fiscal dorsogrigio, Puffino settentrionale, Tordo africano, Cannaiola minore, Forapaglie, Storno caruncolato, Storno splendente di Rüppell, Storno dorsoviola, Nettarinia dal collare, Oriolo d’Abissinia, Macchiettino dorsoverde, Beccasemi di Reichenow. Un’escursione fin sulle sponde del lago ci farà vedere, tra le altre specie: Tuffetto comune, Fenicottero maggiore, Cormorano comune, Airone rosso, Pollo sultano comune (ssp. madagascariensis sulla via della “speciazione”), Beccaccino dorato maggiore, Gambecchio nano, Beccaccino comune.



L'escursione nella foresta di Bishangari, sul lato orientale del Lago Langano sarà uno dei pezzi forte del tour; nel 2011 abbiamo visto 165 in un giorno, e tra di esse non meno di cinque endemismi. Il meraviglios Turaco guancebianche illustrato nella foto è solo un semiendemismo perchè il suo areale sconfina in Sudan e Somalia (© Dick Forsman 2012)



E' un vero endemismo dell'Acrocoro Abissinico, invece, il Picchio d'Abissinia che vedremo in numerose tappe del tour, a partire da Bishangari (© Michael Sammut)



Vedremo molte specie di storni, quasi tutti caratterizzati da splendidi piumaggi iridescenti e multicolori. Tra le specie più comuni questo Storno superbo (© Roberto Garavaglia)
10° giorno) trasferimento a Goba, punto di partenza per le escursioni al Bale Mountains National Park, con fermata alla foresta di Dinsho, sede del quartier generale del parco di Bale. Il lungo trasferimento sarà comunque alleggerito dallo spettacolare birdwatching che potremo fare. Man mano che saliremo di altitudine ed entreremo nei paesaggi tipici delle alture dell’acrocoro etiopico, potremo vedere uccelli interessanti come: Aquila marziale, Albanella pallida, Albanella minore, Falco di palude, Poiana codabianca, Poiana grillaia, Oca aliazzurre, Pavoncella alinere, Rallo di Rouget (endemico), Monachella pettorosso, Bufaga beccorosso, Calandrella di Erlanger, Corvo del Capo, Tordo grattaterra, Silvia bruna (genere Parisoma, ma comunque una sorta di silvia), Pispola golarossa, Culbianco boreale, Monachella dorsonero, Culbianco isabellino, Nettarinia malachite, Vescovo giallo, Vedova codaventaglio, Vedova collorosso, Lucarino d’Abissinia (un altro endemismo). Abbiamo ottime informazioni per trovare, lungo il percorso, il Gufo reale del Capo e il Gufo africano. La foresta di Dinsho ci offrirà, prima di tutto, la possibilità di vedere il Nyala montano, una splendida e massiccia antilope, una delle tre specie di mammiferi endemici dell’Etiopia. Tra gli uccelli di Dinsho ricordiamo: Astore africano, Sparviere pettorossiccio, Uccello gatto d’Abissinia, Cincia dorsobianco, Luì bruno, Frattarolo cannella, Estrilda panciagialla. Pernotteremo due notti al Ras Hotel a Goba.

11° giorno) esploreremo oggi i meravigliosi ambienti del Bale Mountains National Park; saliremo oltre i 4000 metri, e faremo birdwatching nelle foreste e distese di ginepro che ricordano da vicino più le Alpi che non un paesaggio africano. Arriveremo a Tullu Deemtu, a 4377 metri d'altitudine, sulla strada più elevata di tutta l'Africa, ed esploreremo il Sanetti Plateau, coperto da torbiere d'altura e praterie, punteggiate da cuscini di elicriso, lobelie giganti e chiazze di boschi di hagenia. La vegetazione del parco, costituita in gran parte da specie endemiche è una delle meraviglie africane. Tra gli uccelli che potremo incontrare ricordiamo: Gipeto, Lanario, Aquila reale (unica popolazione dell’Africa subsahariana), Poiana augure, la meravigliosa Gru caruncolata, Casarca comune, Germano beccogiallo, Germano nero africano, Fischione eurasiatico, Codone comune, Mestolone comune, la bellissima ed endemica Pavoncella pettomacchiato, Francolino di brughiera, Francolino nucacastana, Gracchio corallino (unica popolazione dell’Africa subsahariana), Cisticola dorsonero (la sottospecie etiope lugubris, Cisticola d’Etiopia, non è considerata specie buona da Clements, ma lo sarà, speriamo, presto), Saltimpalo comune (Clements non considera specie buona il Saltimpalo africano, ma la sottospecie albofasciatus che vedremo sul plateau è davvero un’altra bestia!), Cappellaccia di Thekla. Gli ornitologi africani considerano la sottospecie del Bale griseiventre del Parisoma bruno una specie buona e, in attesa che anche Clements la pensi così, cercheremo di incamerare questa possibile “arm-chair tick”. Per chi non è ossessionato dal birdwatching, l’incontro con il Lupo d’Etiopia (altro endemismo) sarà assolutamente emozionante; potremo vedere individui singoli o piccoli gruppetti trotterellare sul pianoro o star seduti immobili innanzi le tane della loro preda preferita, il Ratto-talpa testagrossa (nome quanto mai azzeccato, vedrete!). Potremo vedere anche Procavie d’Etiopia, graziose antilopi Saltarupe, e con immensa fortuna, il Servalo.

12° giorno) ripasseremo oggi, sulla strada per il sud, per il Sanetti Plateau, con ulteriori eccezionali opportunità fotografiche e per cercare specie che ci fossero scappate ieri. Ma, iniziato a scendere dal plateau, troveremo un nuovo ambiente, la splendida foresta nebulosa di Harenna; la foresta, la meglio conservata e la più vasta in Etiopia, è una distesa di hagenie e podocarpi, meravigliosamente drappeggiati da festoni di licheni. La foresta si estende da 3.200 a 1.800 metri di altitudine (a quest’ultima elevazione la foresta è più aperta e inizia a sconfinare nelle distese di acacie che troveremo più in basso). Le specie di uccelli variano naturalmente a seconda dell’altitudine; avremo comunque la possibilità di rivedere (o vedere, qualora ci siano sfuggiti nelle escursioni precedenti), tutti gli endemismi di foresta, a cui potremo aggiungere nuove specie suggestive come: Aquila coronata, Succiacapre d’Abissinia, Cuculo smeraldino africano, Barbetto giallorosso, Tordo oliva (anche in questo caso, Clements non ha ancora riconosciuto questa sottospecie come specie buona, ma quasi tutti gli altri Autori identificano le popolazioni dell’Africa orientale come specie buona, il Tordo montano), Occhiocarniccio golabruna, Nettarinia oliva orientale, Occhialino quattrocchi, Storno di Sharpe, Storno di Shelley, Bubu ardesia, Brubru (una piccolissima averla), Averla di macchia testagrigia, Averla piumata bianca, Venturone africano. Man mano che ci avvicineremo alla regione arida del sud, avremo buone occasioni di incontrare specie tipiche di questi ambienti di transizione, come il magnifico Storno panciadorata, la Cisticola del Boran. Sono molti i mammiferi che vivono nella foresta di Harenna, e forse potremo vederne alcune specie: Babbuino oliva, la splendida Guereza, il Cercopiteco grigioverde (secondo alcuni Autori le popolazioni dell’Africa orientale sono una specie buona, e per giunta minacciata d’estinzione); altre specie, come il Leopardo, il Leone, la Civetta africana, il Potamocero dai ciuffetti, l’Ilocero e la Iena maculata, ci sono, ma credo che non li vedremo proprio. In serata raggiungeremo Negele, dove pernotteremo due notti al Green Hotel.


I due giorni spesi sul Sanetti Plateau del Bale Mountains National Park saranno tra i più emozionanti del tour; potremo infatti vedere nuovi endemismi e specie non endemiche ma spettacolari. Questo Rallo di Rouget è comune sull'acrocoro (© Michael Sammut)




Un pò meno comune è la meravigliosa Gru caruncolata, molto rara in tutte le aree africane dove vive. Nel 2011 l'abbiamo incrociata gli ultimi dieci minuti nel parco, e solo in volo (© Michael Sammut)





Per una volta tanto il target principale delle nostre sbinocolate non sarà un uccello, ma un mammifero, il Lupo d'Etiopia che vedremo caracollare tra le lande aride del Sanetti Plateau. Questo splendido Canide è una delle tre specie di mammiferi endemiche dell'Etiopia (© Michael Sammut)




Un altro endemismo abissinico d'altura è la bella Oca aliazzurre che frequenta, in piccoli branchetti, le torbiere e i laghi del Bale Mountain National Park (© Michael Sammut)




Il Codinero di brughiera è una specie molto interessante, comune nelle brughiere d'altura dell'Etiopia. Oltre che in Etiopia, vive solo negli altipiani di Kenya, Tanzania e Uganda (© Michael Sammut)
13° giorno) esploreremo oggi le aree intorno a Negele, dove cercheremo (e troveremo) le specie più carismatiche di tutta l’Etiopia. E' questa la patria del superbo Turaco di Ruspoli, scoperto dal nostro Principe Ruspoli, un aristocratico romano che esplorò l'Etiopia dal 1891 al 1893, l'anno della sua dipartita; l'impavido esploratore fu schiacciato a morte da un elefante da lui ferito in una battuta di caccia. Nella regione lo splendido turaco è ancora abbastanza comune e lo cercheremo soprattutto nei boschetti di acacia che bordano la strada che mena alla pianura di Liben. Questa distesa è una isolata estensione di prateria ad est della cittadina di Negele, ed è l’unico posto al mondo dove è possibile vedere l’Allodola del Sidamo (conosciuta anche con il nome, forse più appropriato, di Allodola di Liben). Questa bestiola è intimamente legata all’habitat costituito dalle praterie di Liben, ridotte ormai ad un microscopico fazzoletto naturale, aggredite come sono dalle vacche che pascolano in questa regione; BirdLIfe International ha lanciato l’allarme: urge un accordo tra gli organismi protezionistici mondiali e le popolazioni locali, a cui naturalmente si riconosce il diritto alla sopravvivenza; in assenza di tale accordo si stima che l’allodola, ridotta oggi a poche decine di esemplari, si estingua in meno di dieci anni! Tra le altre specie di questa regione ricordiamo: Francolino coqui, Otarda kori, Otarda panciabianca, Otarda di Heuglin (molto rara e non osservata in tempi recenti), Otarda di Hartlaub, Calandrella di Somalia, Corrione di Somalia, Barbetto di D’Arnaud, Bubu ardesia, Prinia pallida, Cincia grigia settentrionale, Fiscal delle Taita, Fiscal di Somalia (servirà un’attenta osservazione poichè l’unica differenza con il precedente è la punta bianca delle secondarie), Averla di macchia testagrigia, Corvo di Somalia, Pispola dorsouniforme, Cisticola pettorale, Rondine d’Etiopia, Rondine codafili, Rondine comune, Rondine rossiccia, Nettarinia di Hunter, Codinero codabruna, Tessitore sociale capogrigio, Passera rossiccia di Shelley. Molti rapaci volano sulla prateria e potremo vedere l'Astore cantante orientale, l’Aquila rapace, il Biancone pettonero, il Gheppio comune, il Grillaio, il Lanario. Ci spingeremo ad est delle pianure di Liben, dove avremo le uniche chances di vedere alcune tra le specie più rare dell’Etiopia, prima fra tutte l’endemico, e magnifico, Verzellino di Salvadori; ma anche: Tordo occhinudi, Batis pigmeo, Puffino di Pringle, Garrulo squamato, Silvia fasciata (un altro parisoma, anch’esso affine alle silvie), la splendida Averla di macchia nucarossa, Chagra tristriata, Cisticola minuscola, Camarottera grigia, Prinia fronterossa, Prinia pallida, Nettarinia splendente, Pigliamosche grigio africano, Canarino beccogrosso settentrionale, Tessitore di Speke. Potremo vedere anche quella che fino a pochi anni fa veniva considerata una specie buona, un endemismo etiope chiamato Allodola del Degodi, ma che è stato scoperto essere solo una locale sottospecie dell’Allodola di Gillett. Le specie più orientali del sud-est dell’Etiopia vivono solo nelle aree vicine alla cittadina di Bogol Manyo, che non riusciremo a raggiungere; c’è comunque qualche speranza di vedere rarità come la favolosa Pispola dorata, l’Allodola codacorta, la Monachella di Somalia, la Grandule faccianera, il Crombec beccocorto, lo Storno di Fischer, lo Zigolo di Somalia.



L'Allodola di Liben è l'endemismo più raro dell'Etiopia, confinato ad un fazzoletto di terra di pochi kmq del sud dell'Etiopia, a Negele. Si pensa che, qualora non vengano immediatamente attuate rigide misure di protezione dell'habitat del suo ristrettissimo areale, questa specie si estinguerà entro tre anni! L'Allodola del Liben è uno dei target principali di questo Ornitour in Etiopia (© Michael Sammut)




L'Otarda di Hartlaub è una delle due specie di otarde più rare d'Etiopia (l'altra è l'Otarda d'Arabia). Entrambe sono tra i nostri target principali. Abbiamo qualche chances di vedere l'Otarda di Hartlaub nelle piane intorno a Negele (© JerryFriedman, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Il Batis pigmeo è abbastanza comune nelle aree a savana di acacia; si riconosce dalle altre due specie di batis che potremo vedere durante il tour (Batis testagrigia e testanera) dall'assenza del lungo sopracciglio bianco che caratterizza le altre due specie (© Michael Sammut)
14° giorno) ci trasferiremo oggi a Yabello, dove pernotteremo due notti al Yabello Motel. I due pezzi forti di Yabello saranno due endemismi: la Rondine codabianca e il Corvide di Zavattari. Quest’ultima enigmatica specie, a metà strada tra uno storno e un corvo, aspetta ancora una collocazione definitiva all'interno della classe degli uccelli. Fu scoperto nel 1938 da un italiano, l'ornitologo Edgardo Moltoni (maestro tra l'altro, dell' ex-presidente del CISO, Pierandrea Brichetti), e il nome scientifico che gli fu dato celebra un altro zoologo italiano, Edoardo Zavattari (1883-1972), professore di anatomia comparata all'Università di Torino. L’ambiente che attraverseremo oggi, e che esploreremo approfonditamente domani, è costituito da estensioni, più o meno compatte, di acacia Commiphora, da aree rocciose ricoperte da cespugli aridi, da boschetti di ginepro. Lungo il percorso potremo vedere numerose specie tipiche delle regioni aride, come ad esempio: Nettarinia pettoscarlatto, Nettarinia magnifica, Nettarinia dorsoviola orientale, Nettarinia del Marico, Nettarinia variabile, Storno caruncolato, Tessitore dei bufali testabianca (comune ma molto bello), Tessitore dei bufali beccorosso. Effettueremo una fermata al fiume Dawa, il punto più affidabile per due specie molto localizzate in Etiopia: il Tessitore di Salvadori e la Tortora dal collare alibianche; entrambe le specie nidificano nei boschetti che bordano il fiume.

15° giorno) birdwatching tutto il giorno nelle aree a sud di Yabello fino alla cittadina di Mega, il posto migliore dove vedere la Rondine codabianca. L’habitat in cui faremo birdwatching è quello della savana arida, tempestata di termitai alti anche diversi metri, e punteggiata da boschetti di acacia. In questa regione è possibile incontrare numerose specie tipiche del bioma africano Somalo-Masai, che comprende, oltre all’Etiopia meridionale, la Somalia e il Kenia settentrionale. Stormi di chiassosi e agitatissimi Corvidi di Zavattari sono comuni a poche decine di metri dall’abitato di Yabello e saranno oggetto di foto a distanza ravvicinata. Scenderemo a sud verso Mega e potremo vedere decine di specie nuove per il nostro tour: lo statuario e bruttissimo (bellissimo!?) Bucorvo d’Abissinia, Civettina perlata, Francolino collogiallo, Pappagallo panciarancio, Turaco panciabianca, Bucero beccogiallo orientale, Becco a scimitarra d’Abissinia, Barbetto golanera, Cuculo nero, Storno di Rüppell, Storno capobianco (una specie confinata al sud dell'Etiopia e al nord del Kenya), Allodola volpina, Eremomela panciagialla, Crombec facciarossa, Tordo delle palme macchiato, Usignolo dorsorosso, Averla groppabianca, la splendida Averla di macchia pettorosa, Tessitore sociale capinero, Canarino panciabianca, Granatino viola, Estrilda guancenere. Lungo la strada branchetti di bellissime Faraone vulturine e in cielo molti rapaci: Avvoltoi orecchiuti, Falchi giocolieri, Capovaccai, Grifoni di Rüppell, Astori gabar, Gheppi grigi. Guarderemo con attenzione (per una volta!) i Bulbul comuni, alla ricerca del Bulbul di Dodson, una sottospecie caratterizzata da due “orecchie” bianche e che presto potrebbe diventare una specie buona. Altre specie dell’area: Segretario, Succiacapre di Donaldson-Smith, Pigliamosche nero settentrionale, Passera castana, Golatagliata, Vedova codapaglia, Corvo codaventaglio, Storno setoloso, Storno alirosse, Storno gazza (raro). Branchi di Gazzelle di Grant sono comuni, e con fortuna potremo (ri)vedere l’elegantissima Gerenuk, o Antilope giraffa.


Al fiume Dawa, tra Negele e Yabello, conosciamo un'area dove potremo vedere, con un pò di fortuna, due specie molto localizzate in Etiopia, il Tessitore di Salvadori e la Tortora dal collare alibianche, illustrata nella foto (© Dick Forsman 2012)




Qui sopra: il Corvide di Zavattari è una delle specie endemiche più localizzati ed affascinanti dell'Etiopia. Insieme all'Allodola del Liben, la Rondine codabianca e il Turaco di Ruspoli, costituisce il quartetto degli endemismi etiopi presente solo in una ristretta area del sud del paese. Ornitour non ha mai fallito il magico quartetto! (© Michael Sammut)




Lo Storno capobianco è localizzato, in Etiopia, alle aree meridionali al confine con il Kenya (© Michael Sammut)




Una delle più belle e slanciate antilope africana, il Gerenuk, il cui secondo nome è, appropriatamente, Antilope giraffa. Dovremmo vederla con facilità nelle aree intorno a Yabello (© Michael Sammut)
16° giorno) inizieremo oggi il ritorno verso nord, raggiungendo nel pomeriggio Awassa, la città situata sul lago omonimo, dove pernotteremo all’United Africa Hotel, proprio sulle rive del lago. Se avremo visto bene le specie “target” di Yabello potremo partire di prima mattina, poiché Awassa merita qualche ora di birdwatching, e il giorno dopo dovremo partire presto alla volta di Wondo Genet; altrimenti gireremo ancora intorno a Yabello, differendo la nostra partenza dopo il raggiungimento dei nostri scopi ornitologici. Ci fermeremo naturalmente lungo il percorso ad ogni occasione, ma cercheremo di raggiungere Awassa per visitare il celebre mercato del pesce e i giardini del nostro hotel, dove potremo vedere alcune specie molto interessanti, tra cui: Biancone cenerino, Gru coronata nera, Martin pescatore malachite, Martin pescatore bianconero, Martin pescatore gigante, Martin pescatore pigmeo africano, Martin pescatore boschereccio, Cucal testablu, Bucero guanceargento, Vedova mantogiallo, Estrilda pettofulvo (la sottospecie locale ochrogaster è già diventata specie buona per alcuni Autori, con il nome di Estrilda d’Abissinia). Molti svernanti dal Paleartico frequentano la vegetazione locale: Torcicollo eurasiatico, Canapino levantino (raro), Bigia padovana, Cannaiola verdognola, Averla isabellina, Usignolo maggiore. I giardini del mercato del pesce sono un ottimo posto dove vedere il Rampichino macchiato, diffuso in tutto il continente africano, ma sempre molto difficile da localizzare. E inoltre: Marabù africano, Airone golia, Anatra ottentotta, Jacana minore, Mignattino piombato, Mignattino alibianche, Combattente, Piro piro boschereccio, Piro piro piccolo, Piro piro culbianco, Pantana eurasiatica, Pettegola, Albastrello, Martin pescatore testagrigia, Picchio di Nubia, Tessitore testarossa.


Ad Awassa vedremo, nei giardini del nostro hotel, il possente Bucero guanceargento (© Michael Sammut)




Forse il più brutto uccello del viaggio non sarà il Bucorvo d'Abissinia, ma il Marabù! (© Michael Sammut)
   

17° giorno) ancora un po’ di birdwatching nei giardini dell’hotel e poi partenza per Wondo Genet. La nostra destinazione è la foresta che si estende sulle colline che bordano la parte orientale della valle del Rift. Wondo Genet è una foresta montana di media altitudine che, nonostante il terrificante disboscamento di cui è stata oggetto negli ultimi anni per ragioni commerciali, rappresenta ancora un’area importante per vedere le specie tipiche delle foreste afro-montane. Pernotteremo due notti al Wabe Shebelle Hotel.

18° giorno) effettueremo oggi due escursioni nei due sentieri che si addentrano nella foresta (o in quello che è rimasto di essa). Avremo l’opportunità di reincontrare molte specie endemiche che dovremmo aver già visto (e se così non fosse, a Wondo Genet alcune di esse sono molto più comuni che nelle altre aree che abbiamo già esplorato): Barbetto fasciato, Picchio d’Abissinia, Pappagallo frontegialla, Inseparabile alinere, Uccello gatto d’Abissinia. Ma la foresta ospita anche specie che potrebbero essere nuove per il nostro tour, come: Sparviere minore, Aquilastore di Ayres, il quasi-mitico Nibbio dei pipistrelli, Tortora tamburina, Piccione oliva africano, Piccione verde di Bruce, Indicatore minore, Martin pescatore dal semicollare, Tordo terragnolo d’Abissinia, Sassicolo di rupe alibianche, Ballerina montana, Amaranto africano, Tessitore beccogrosso. Potremo, se lo vorremo, fare un bagno nelle calde acque termali del luogo. La sera effettueremo un’escursione per tentare di vedere l’Allocco africano.



Pur se notevolmente degradata, la foresta di Wondo Genet è stata inclusa nell'itinerario perchè ospita diverse specie endemiche e altre, pur se non endemiche, assolutamente spettacolari, come il Trogone narina Nella foto è raffigurato l'Uccello gatto d'Abissinia, endemico dell'acrocoro (© Michael Sammut)




E questo è un altro endemismo abissinico, l'Inseparabile alinere (© Michael Sammut)




In un ex-cava alla fine di uno dei sentieri di Wondo Genet vivono un paio di coppie di Martin pescatori dl semicollare, un martino mai facile da vedere (© Michael Sammut)
   
19° giorno) trasferimento Wondo Genet – Langano, dove pernotteremo all’hotel Wabe Shebelle, situato sulla sponda occidentale del lago. L’hotel non è un granchè, vecchio e mal tenuto, ma i suoi giardini sono eccellenti per il birdwatching, e la sua posizione è molto conveniente per l’esplorazione dei laghi di Shalla e Abiata che faremo domani. Arriveremo in tempo per dare un’occhiata ai giardini del lodge e alla scarpata che li sovrasta, dove potremo vedere: Corrione di Heuglin, Succiacapre lentigginoso, Succiacapre codasottile, Codirossone minore, Grandule quattrobande, Occhione del Senegal, Gruccione minore, Gruccione pettoblu (le popolazioni dell’Africa Orientale, appartenenti alla sottospecie lafresnayii, sono considerate specie buona dagli ornitologi sudafricani), Barbettino fronterossa, Barbettino frontegialla, Rondine montana rupicola, Sassicolo di rupe imitatore, Zigolo pettocannella. Sulla parete rocciosa corrono Procavie d’Etiopia che probabilmente destano l’interesse di Aquile imperiali, Aquile rapaci, Aquile anatraie maggiori, Aquile anatraie minori e Aquile delle steppe che volano frequentemente in loco. Pranzo in ristorante lungo il percorso o picnic lunch.

20° giorno) torneremo oggi a Addis Abeba, dedicando tutta la mattina all’esplorazione dei laghi di Shalla e Abiata protetti entrambi in un unico parco nazionale. I due laghi differiscono notevolmente: Shalla riempie una caldera vulcanica, è profondo e le sue acque sono sterili, mentre le acque del lago Abiata sono molto basse e salmastre. Le sponde di entrambi, le sue acque e la savana circostante sono ricchissime di uccelli; potremo vedere: Pellicano dorsorosa, Fenicottero minore, Spatola africana, Garzetta comune, Airone bianco maggiore, Garzetta intermedia, Ibis sacro, Aquila di Wahlberg, Nibbio beccogiallo (ancora Nibbio bruno per Clements), Nibbio bianco, Biancone bruno, Gimnogene africano, Poiana delle steppe, il grazioso Falchetto africano, Moriglione africano, Otarda pancianera, Occhione eurasiatico, Gru cenerina, Gambecchio comune, Piovanello, Corriere grosso, Corriere piccolo, Corriere mongolo, Corriere del Caspio, Falaropo beccosottile, Piviere dorato asiatico (abbastanza regolare negli ultimi anni), Becco a scimitarra nero, Ghiandaia marina caporossiccio, Gruccione carminio settentrionale, Grandule golagialla, Uccello topo marezzato, Upupa eurasiatica (sono presenti entrambe le sottospecie epops e africana, la prima svernante dal Paleartico, la seconda residente e nidificante; aspettiamo che Clements, così come altri tassonimisti, considerino la seconda specie buona), Rondone minore, Piccione marezzato, Tortora delle palme, Tortora del Namaqua, Picchio cardinale, Cutrettola comune, Topino golabruna, Topino comune, Cincia nera alibianche, Codirosso comune, Stiaccino, Bubu tropicale (la sottospecie locale aethiopicus, quasi endemica, è considerata specie buona da molti Autori), Averla di macchia pettozolfo, Pigliamosche africano del paradiso, Storno superbo, Storno splendente guanceblu maggiore, Vedova dei villaggi, Passera di Swainson, Petronia macchiagialla, Tessitore passerino dai sopraccigli, Amaranto beccorosso, Cordon blu guancerosse. Dopo esserci rinfrescati e riassettati all'Hotel Ghion, dove avremo disposizione un paio di camere per qualche ora, il nostro operatore locale ci inviterà ad una cena tradisionale etiope, dopo la quale ci trasferiremo all'aeroporto di Addis Abeba.

21° giorno) imbarco sul volo Ethiopian Airlines ET 0702 in partenza alle ore 0.20. Arrivo a Roma alle ore 4.45.


La Grandule golagialla è la più grossa e la più rara delle granduli etiopi. Abbiamo qualche chances di vederla nella savana intorno a Langano (© Yathin S Krishnappa, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Il meraviglioso Gruccione pettoblu è comune in tutte le aree dai 500 ai 2500 metri slm; la sottospecie etiope potrebbe presto essere una specie buona (© Michael Sammut)




Il lago Shalla è un tripudio di uccelli acquatici; nella foto si intravedono Fenicotteri maggiori e minori, Mestoloni e qualche limicolo (© Michael Sammut)


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