Camargue  
Camargue, Crau & Alpilles (anche un pò di Van Gogh)
10 - 16 maggio 2016
20 - 26 settembre 2016
4 - 10 dicembre 2016


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Itinerario in breve

1° giorno) trasferimento Milano - Arles. Pianura della Crau
2°/6° giorno) delta del Rodano. Salin de Giraud. Les Saintes Maries de la Mer. Alpilles. Le baux de Provence
7° giorno) trasferimento Arles - Milano

Mappa interattiva




Scheda tecnica

Sistemazioni alberghiere: Hotel Ibis, tre stelle

Difficoltà: nessuna

Bibliografia: Collins Bird Guide, di Mullarney, Zetterstrom, Svensson & Grant, Harper Collins

Costo del tour
: Euro 990

Numero massimo di partecipanti: sette




Nel viaggio invernale, e solo in quello, potremo vedere la splendido Picchio muraiolo (© Attilio Giorgio Mutti)

 

I fenicotteri rappresentano l'icona della Camargue. Ne vedremo grandi stormi, in volo e posati, sulle marais e, solo nel tour di maggio, la grande nursery nello stagno di Fangassier (© Fotolia)


Intro

Ad un passo dall’affollatissima Costa Azzurra, a pochi chilometri da Marsiglia, esiste una delle regioni più affascinanti d’europa, la Camargue, il triangolo di paludi e laghi costieri che ha per vertici le cittadine di Arles, Les Saintes Maries de la Mer e Salin de Giraud. Questo triangolo è limitato ad est e ovest dai due bracci del Rodano che, con un fitto intrico di canali, concorrono a formare uno dei delta più belli del Mediterraneo. La Camargue è un susseguirsi di rosse distese di salicomie, di canneti ondeggianti al vento del mistral, di laghi salati dai meravigliosi riflessi rossastri, di lunghe file di dune ricoperte da macchia mediterranea e da bellissimi pini. Questi ambienti ospitano un grandissimo numero di uccelli che richiamano birdwatcher da tutte le nazioni d'Europa. Gli stagni della Camargue sono famosi per i Fenicotteri, che qui si riproducono a migliaia; questi splendidi uccelli dalla livrea rosa e nera sono un vero e proprio spettacolo della Natura: tanto sgraziati nella loro voce aspra e gutturale quanto leggiadri nell'incedere ed eleganti nel volo, essi saranno a disposizione dei nostri binocoli e teleobbiettivi, attori inconsapevoli di un bellissimo show naturalistico. I Fenicotteri sono il simbolo della Camargue, ma vi sono centinaia di specie di uccelli che si riproducono in questa regione, che vi sostano prima di riprendere il volo verso le aree di riproduzione o i quartieri di svernamento, o che vi trascorrono l’intera stagione fredda. Soggiorneremo tutto il tempo della nostra vacanza in un hotel di Arles, la città da dove partiranno tutte le escursioni: la visita ai settori occidentali della Camargue, dove è situata lo stupendo borgo di Aigues Mortes, cinto da mura poderose; il sopralluogo ai settori orientali del delta, con le i stagni e le saline che si dipanano intorno al sentiero della Digue a la Mer, dove potremo ammirare migliaia di limicoli e gabbiani; l'esplorazione della parte centrale della Camargue, con il famoso Etang des Vaccares, dove è concentrata la maggior parte della popolazione di Fenicotteri. Dedicheremo poi due intere giornate alla visita delle aree a nord di Arles, dove esploreremo la regione delle Alpilles, le Piccole Alpi: queste scabre alture disegnano un paesaggio ben diverso dalle paludi del Rodano, ma altrettanto ricco di uccelli, in particolare rapaci diurni e notturni, come l’Aquila reale, l’Aquila di Bonelli, l’Aquila minore, il Gufo reale e l’Allocco. Visiteremo anche le steppose aree intorno ad Entressen, dove cercheremo gli uccelli tipici di questo ambiente, come la Gallina prataiola, la Grandule e l’Occhione. Visiteremo anche i luoghi artistici e storici di Arles e delle cittadine vicine: le testimonianze archeologiche dell’antica Roma e le tracce della vita del grande Vincent Van Gogh. La descrizione dell’itinerario è una sola, ma, ovviamente, le specie osservabili variano, anche sensibilmente, in relazione al periodo della vacanza; ad esempio, sulle mura di Le Baux de Provence il meraviglioso Picchio muraiolo e il Sordone sono presenti solo durante l’inverno e potranno essere visti solo nel tour di inizio marzo (la coda dello svernamento), quando migratori come l’Aquila minore e qualche specie di limicolo non sono ancora arrivati dal sud. Comunicheremo la checklist degli uccelli potenzialmente avvistabili in ogni tour all’atto dell’iscrizione


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Itinerario dettagliato    
1° giorno) trasferimento da Milano ad Arles in minibus, con partenza ad ore antelucane. Inizieremo subito a fare un po' di birdwatching fermandoci alla pianura della Crau, al confine orientale della Camargue. Quest'area, non molto bella dal punto di vista paesaggistico, è un susseguirsi di campi coltivati e incolti, e c'è persino qualche grande discarica, ma le specie di uccelli che vi troveremo sono di grande interesse. La Crau ospita una popolazione nidificante di diverse decine di coppie di Grillai, così come specie tipiche delle aree steppiche come il Gruccione comune, la Ghiandaia marina eurasiatica, l’Occhione comune, la Pernice rossa, la Grandule mediterranea, l’Upupa comune, la Calandra comune, l’Allodola eurasiatica e la Cappellaccia comune. Tra i rapaci che volteggiano su queste aree pianeggianti potremmo vedere il Biancone eurasiatico, il Falco pecchiaiolo, la Poiana comune, il Gheppio comune. Ma la specie più importatnte della Crau è la Gallina prataiola, di cui potremmo vedere, con un po’ di fortuna, stormi di decine di individui (nel tour primaverile potremmo vedere il loro curioso display nuziale: preannunciato dal secco e pernacchiesco richiamo, il maschio si lancia in una plastica piroetta aerea). Tra le altre specie di questa pianura stepposa ricordiamo le seguenti, più o meno interessanti: Cicogna bianca, Cuculo dal ciuffo, Gazza comune, Luì piccolo, Pispola comune, Monachella comune, Fringuello comune, Verdone europeo, Cardellino europeo, Fanello eurasiatico, Strillozzo, Zigolo giallo. All’immondezzaio (sic!) di Entressen potremo vedere migliaia di Gabbiani comuni, Zafferani, Gabbiani zampegialle, accompagnati a volte da più rari Gabbiani corallini e Gavine, assieparsi sul ricco pasto, insieme a Nibbi bruni, Nibbi reali e Capovaccai. Nei piccoli stagni nei pressi della discarica, a volte solo pozze d’acqua, zampettano Piro piro boscherecci, Piro piro culbianco e Corrieri piccoli, insieme a decine di Ballerine bianche, Cutrettole comuni, Passere europee, Passere mattugie. Raggiungeremo nel tardo pomeriggio l’Hotel Ibis di Arles, che ci farà da base per tutta la durata del viaggio. Arles è una splendida cittadina situata al vertice interno delì triangolo della Camargue. Quando la sera rientreremo in città potremo visitare la cattedrale di St.Trophime, l'Arena (il più grande anfiteatro romano esistente in Francia), il Teatro antico e les Alyscamps, e cammineremo sulla stessa strada dove Vincent Van Gogh e Paul Gauguin posarono i loro treppiedi.

2°/4° giorno) esploreremo in questi due giorni le aree umide della Camargue. Inizieremo dalla regione orientale, situate in prossimità della cittadina di Salin de Giraud. La strada che da Arles va al mare passa dapprima attraverso prati e boschi e costeggia poi estesi campi di riso; ai bordi della strada pascolano i famosi tori della camargue (all'interno di sicuri recinti!) e placidi e possenti cavalli. L'ultimo tratto del percorso attraversa le vasche delle saline e finalmente si incontra il classico paesaggio palustre: rosse distese di salicornie, canneti ondeggianti al vento, stagni salmastri, la spiaggia e le lagune retrodunali. Percorreremo la Digue a la Mer, che, attraversando un dedalo di stagni e laghi, ci porterà ad un borgo di pescatori sulla riva del mare. Sulla costa potremo fare un ottimo seawatching, osservando Sule settentrionali, Berte maggiori, Berte minori, Berte delle Baleari, Cormorani comuni, Stercorari maggiori, Labbi, Stercorari mezzani, Gabbiani comuni, Gabbiani reali, Gabbianelli, Zafferani, più rari Gabbiani rosei, Beccapesci, Sterne zampenere, Sterne comuni, Sterne maggiori (rare), Fraticelli, Beccacce di mare. Ammireremo i nostri primi Fenicotteri maggiori, insieme a tutte le specie di Ardeidi del Paleartico Occidentale: Garzetta, Airone rosso, Airone cenerino, Airone guardabuoi, Airone bianco maggiore, Tarabusino, Tarabuso, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Mignattaio. Gli stagni interni pullulano di limicoli: Pittime reali, Avocette, Cavalieri d'Italia,  Pettegole, Albastrelli, Combattenti, Pantane, Totani mori, Piovanelli pancianera, Piovanelli, Corrieri piccoli, Corrieri grossi, Gambecchi comuni, Gambecchi nani. Sulla spiaggia, oltre a sterne e gabbiani, potremo vedere i limicoli tipici della battigia: Chiurlo maggiore, Churlo piccolo, Piovanello tridattilo, Fratino, Pivieressa, Pittima minore. Sono sempre auspicabili (e in effetti vengono osservati con discreta regolarità) specie rare e accidentali, come il Piro piro del Terek o qualche ancor più inconsueta “americanata”. Tra i rapaci che potremo vedere ricordiamo il Falco pescatore, l’Aquila di mare (rara e svernante), la Poiana codabianca (rara e svernante), lo Sparviere eurasiatico, il Falco di palude, l’Albanella minore, l’Albanella reale (svernante); rarità come l’Aquila anatraia maggiore sono state osservate in quest’area. Le regioni orientali della Camargue si sviluppano intorno alle bellissime cittadine di Les Saintes Maries de la Mer e Aigues Mortes. I boschi, i prati, i laghi e le paludi (marais) di quest’area, sono un paradiso ornitologico. Vedremo migliaia di anatre di numerose specie: Cigno reale, Oca selvatica, Alzavola comune, Mestolone comune, Germano reale, Codone comune, Fischione eurasiatico, Marzaiola eurasiatica. Nei laghi più profondi vedremo anatre tuffatrici, come il Fistione turco, la Moretta eurasiatica, il Moriglione eurasiatico e la Moretta tabaccata,  insieme a Svassi maggiori, Svassi piccoli e Tuffetti. Sui prati umidi si nascondono mimetici Beccaccini comuni, zampettano stormi di Pavoncelle e Pivieri dorati e volano aggraziate Pernici di mare comuni, Mignattini comuni e Mignattini piombati (più raramente Mignattini alibianche). Rondoni comuni, Rondoni pallidi, Balestrucci eurasiatici e Rondini comuni volano freneticamente a caccia di insetti. Le siepi e i boschetti che corrono tra stagni e prati sono ricchi di uccelli: Tortora comune, Colombaccio, Taccola eurasiatica, Ghiandaia eurasiatica, Cornacchia grigia, Rigogolo, Tottavilla, Regolo, Capinera, Canapino comune, Sterpazzolina, Sterpazzola comune, Sterpazzola di Sardegna, Luì grosso, Luì verde, Usignolo di fiume, Passera scopaiola, Merlo comune, Luì bianco, Cinciallegra, Cincia bigia, Cinciarella europea, Scricciolo comune. Dai canneti risuona lo sgraziato richiamo del Porciglione, che con fortuna potremo vedere, forse insieme a Voltolini e Schiribille, mentre osserveremo senz’altro Folaghe comuni e Gallinelle d’acqua. Arrampicati sui cannicci, o fastidiosamente nascosti tra di essi, un fitto stuolo di uccelletti, soprattutto locustelle e acrocefali: Cannaiola eurasiatica, Cannareccione eurasiatico, Beccamoschino, Forapaglie, Forapaglie castagnolo, Forapaglie macchiettato (in migrazione), Salciaiola comune, Basettino, Pendolino. Nelle aree più aperte potremmo incontrare Averle cenerine, Averle meridionali (nidificanti), Averle maggiori (svernanti), Averle piccole e Saltimpali. Potremmo vedere Lodolai eurasiatici che sfrecciano a caccia di allodole, Grillai a caccia di grilli, Falchi cuculi a caccia di cuculi (solo un gioco di parole!) e Smerigli (svernanti).

5° e 6° giorno) Visiteremo oggi la regione a nord di Arles, dove il paesaggio è completamente diverso dalle aree palustri della Camargue. Esploreremo le Alpilles, le piccole Alpi, alture scabre e poco elevate, ben lontane dalla magnificenza delle nostre Alpi, ma comunque molto suggestive. Questa piccola catena montuosa, che si sviluppa in direzione est-ovest per una lunghezza di appena 25 km, si erge isolata tra la valle della Durance e la piana di Saintm Rémy de Provence (a nord) e le regioni della Camargue e della Crau (a sud). Occupa la parte nordoccidentale del dipartimento francese delle Bocche del Rodano e la sua vetta più alta sono Les Opies (493 m) nei pressi di Eyguières. La concentrazione di specie di uccelli è molto inferiore, ovviamente, a quella delle aree umide della Camargue, ma la qualità è davvero speciale. Potremmo sentire (e vedere) il Gufo reale eurasiatico, l’Allocco eurasiatico, il Gufo comune e la Civetta comune, così come potremmo ascoltare il trillo monotono del Succiacapre eurasiatico. Nei boschi e prati delle Alpilles potremo vedere Picchi verdi, Picchi neri, Picchi rossi maggiori e minori, Torcicolli, Codirossoni eurasiatici, Cince dal ciuffo, Codibugnoli. Visiteremo la splendida cittadina di Le Baux de Provence (la bauxite, la roccia sedimentaria ricca d’alluminio, prende il nome da questo borgo medioevale dove furono aperte le prime miniere nel 1822). Saliremo sullo splendido castello, nel piazzale del quale vedremo Codirossi spazzacamini, Sordoni, Passeri solitari e Zigoli muciatti; nella vegetazione che si abbarbica sui contrafforti della rocca svolazzano spesso Occhiocotti e Magnanine e in cielo stormi di sfreccianti Rondoni maggiori e più “tranquille” Rondini montane. Sulle pareti del castello, in inverno, sfarfalla il meraviglioso Picchio muraiolo. Un’escursione nelle aree più elevate delle Alpilles ci darà le migliori chances per vedere l’Aquila di Bonelli e l’Aquila reale, insieme a Corvi imperiali e altre specie più comuni. In uno dei due giorni dedicati alle Alpilles, faremo una capatina a Saint Remy de Provence: questa graziosa cittadina, di fondazione romana, deve la sua notorietà al suo più grande concittadino, Nostradamus, che vi nacque nel 1503, e soprattutto al grande pittore olandese Vincent Van Gogh, che nel 1889 - 1890 fu ricoverato nel locale manicomio di Saint Paul de Mausole, dove dipinse alcuni capolavori assoluti. Io stesso, che mi definisco un barbaro culturale, non ho potuto fare a meno di emozionarmi quando, nel giardino del manicomio, ho visto, dallo stesso punto da dove li guardava Vincent, le mura e i fiori che sono stati immortalati nelle sue tele.

7° giorno) partenza di buon’ora per il viaggio di ritorno a Milano, dove arriveremo in tarda serata
 

La Gallina prataiola è una delle specie target del viaggio in Camargue. Con un pò di fortuna potremo vederla nella pianura della Crau (© Roberto Savioli)




Vedremo, negli stagni e nelle marais della Camargue, molte specie di anatre, inclusa la Marzaiola eurasiatica illustrata nella foto (© Roberto Savioli)




I limicoli sono un altro gruppo di uccelli tipici delle zone umide. Vedremo pettegole, pantane, corrieri, gambecchi e piro piro. Nella foto un Piro piro boschereccio (© Roberto Savioli)




l'ordine dei Coraciformi include alcune delle specie più belle e colorate dell'avifauna europea. Il gruccione comune è uno splendido esempio (© Roberto Savioli)




La preda più ambita tra gli Strigiformi sarà il Gufo reale eurasiatico, ma avremo buone chance di vedere anche l'Assilo eurasiatico, l'Allocco eurasiatico, la Civetta comune e il Gufo comune. Quest'ultimo è illustrato nella fotografia (© Roberto Savioli)




La Pernice rossa frequenta le aree più aride della Camargue e non sarà difficile incrociarne qualche famigliola che, impettita e di corsa, attraversa la strada (© Roberto Savioli)




Il target più importante delle Alpilles saraà la splendida Aquila di Bonelli (© Roberto Savioli)


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