Armenia & Georgia
il tour definitivo per i galli delle nevi e fagiani di monte del Paleartico Occidentale
12 - 28 maggio 2016

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Itinerario in breve

1° giorno) volo Milano – Tbilisi
2° giorno) trasferimento a Stepantsminda
3° e 4° giorno) Grande Caucaso
5° giorno) trasferimento a Chachuna
6° e 7° giorno) Chachuna Nature Reserve
8° giorno) trasferimento a Dilijan
9° giorno) foreste di Dilijan
10° giorno) trasferimento a Yeghegnadzor. Lago Sevan
11° giorno) trasferimento a Meghri
12° e 13° giorno) Piccolo Caucaso
14° giorno) trasferimento a Yerevan
15° giorno) monte Aragats
16° giorno) Armash Fish Ponds e Vedi Hills
17° giorno) volo Yerevan - Milano

Mappa interattiva



Scheda tecnica

Sistemazioni alberghiere: lodge e alberghi di standard duestelle europeo, comunque puliti e confortevoli.

Difficoltà: due escursioni, sul Grande e Piccolo Caucaso, relativamente impegnative, ma comunque alla portata di qualsiasi persona in buone condizioni di salute.

Bibliografia: Collins Bird Guide, di Mullarney, Svensson, Zetterstrom & Grant, Harper Collins;
Field Guide to the Birds of Armenia, di Martin S Adamian and Daniel Klem Jr, American University of Armenia purtoppo esaurito, ma ancora reperibile in librerie online specializzate in libri fuori produzione

Costo del tour: Euro 1.990
E' possibile iscriversi alla sola tappa georgiana del tour, o a quella armenica.
Costo della sola Georgia: Euro 800 (Tbilisi/Tbilisi)
Costo della sola Armenia: Euro 900 (Yerevan/Yerevan)

Numero massimo di partecipanti: quattordici



Il Grande Caucaso è l'unica area nel Paleartico Occidentale dove poter ammirare la bellezza del Codirosso di Güldenstadt (© Arturo Gargioni)


Intro

Le ex-repubbliche sovietiche di Georgia, Armenia e Azerbaigian sono una cerniera montuosa tra Mar Nero e Mar Caspio, e sono un ponte geografico tra l'Europa ad ovest e l'Asia ad est, tra le sterminate distese paleartiche a nord e il Medio Oriente a sud. Armenia e Georgia sono la meta di questo fantastico Ornitour, una novità assoluta nella nostra programmazione. Solo la Turchia Orientale condivide in parte la straordinaria avifauna di Armenia e Georgia, ma le due piccole repubbliche hanno peculiarità ornitologiche che la Turchia non ha. La grande varietà di habitat che esploreremo, dal semideserto alle praterie alpine, passando per laghi, stagni, canneti, boschi di ginepro e foreste di querce, ci permetterà di osservare uccelli eccezionali e ammirare paesaggi di bellezza mozzafiato. Questo tour è l'unico, entro i confini del Paleartico Occidentale, che offre la possibilità di vedere il Tetraogallo del Caucaso, il Fagiano di monte del Caucaso e il Tetraogallo del Caspio (i primi due praticamente endemici del Grande Caucaso); se ci mettiamo anche Chukar e Francolino nero si capisce come questo tour sia davvero un tour eccezionale per i Galliformi. E altre maraviglie ci attendono, come l'altro endemismo del Caucaso, lo splendido Ciuffolotto roseo maggiore e come il superbo Codirosso di Güldenstadt, qui nella sua unica area del Paleartico Occidentale (una prelibatezza per i lister). E come le altre venti e più specie di piccoli Passeriformi da acquolina in bocca, come, solo per citarne alcuni, Canapino di Upcher, Silvia di Menetries, Cannaiola di Jerdon, Picchio muratore persiano, Passera di roccia, Fringuello alicremisi, Fringuello di Mongolia (un altro "solo qui" nel Paleartico Occidentale), Zigolo collogrigio. E che dire della migrazione di rapaci: insieme alle specie nidificanti, come il Gipeto, l'Avvoltoio monaco, l'Aquila reale, la Poiana codabianca e lo Sparviere levantino, potremo vedere quasi tutte le specie di rapaci del Paleartico Occidentale in migrazione, incluse l'Aquila imperiale, l'Aquila anatraia minore e l'Albanella pallida; migrazione che coinvolge altre eccezionali specie, come la Damigella di Numidia. Avremo anche occasione di imparare qualcosa dell'Armenia dal punto di vista storico (la storia, antica e recente, del paese è molto complessa e conflittuale), culturale e religioso (nel corso del tour vedremo qualche splendido monastero ortodosso). Il tour comincerà comunque in Georgia, dove il Grande Caucaso sarà foriero dei pezzi forti del viaggio; ci trasferiremo poi nella regione orientale del paese, per visitare le aree di prateria e steppa di Chachuna. Entreremo poi in Armenia, raggiungendo a tappe la cittadina di Meghri, ai confini con l'Iran. Le tappe sono le cittadine di Dilijan, dove ci fermeremo un'intera giornata per esplorare le foreste che la circondano, e Yeghegnadzor, lungo la strada per la quale ci fermeremo ad ammirare la più grande colonia al mondo di Gabbiano d'Armenia. Due giorni interi sul Piccolo Caucaso ci faranno completare la lista dei tetraogalli e incamerare un'altra decina di specie carismatiche. Torneremo poi verso nord fermandoci tre giorni a Yerevan, la nostra base per la visita al maestoso monte Aragats, agli stagni da pesca di Armash e alle colline di Vedi.




Armenia & Georgia Camargue
NOVITA'
Macaronesia
NOVITA'
Bulgaria Cap Gris Nez Capo Verde Estonia Lesbo
Monfrague & Coto Donana Ouessant Pirenei & Castilla Finlandia
NOVITA'
Slovenia Svalbard Ungheria Varangerfjord


Itinerario dettagliato
1° giorno) volo Milano - Tbilisi con arrivo nella capitale georgiana nel cuore della notte. Ci riposeremo qualche ora in hotel.

2° giorno) ci trasferiremo oggi alla cittadina di Stepantsminda (nota con il nome di Kasbegi ai tempi dell'Unione Sovietica), che sarà la base delle nostre escursioni sul Grande Caucaso. Seguiremo la vecchia Georgia Military Road percorsa nel corso dei secoli da mercanti, commercianti e, recentemente, dai soldati che dalla Georgia dovevano raggiungere la madre Russia. Il percorso si snoda fino al passo di Krestuvri (2395m) attraversando foreste di latifoglie dove ci fermeremo per le nostre prime osservazioni. Molte delle specie di quest'area ci sono consuete e non faremo fatica a vedere Rondoni comuni, Picchi verdi e un pò più interessanti Picchi rossi di Siria. Tra i Passeriformi vedremo Corvi imperiali comuni, Allodole golagialla, Merli comuni, Merli acquaioli, Rondini comuni, Ballerine bianche, Ballerine gialle, Codirossi comuni (sottospecie samamisicus), Cinciallegre, Fringuelli comuni, Verdoni eurasiatici, Cardellini comuni, Ortolani. Un pò più interessante sarà il possibile incontro con il Pigliamosche pettirosso e decisamente più interessante quelli con la Balia dal semicollare e il Luì nitido, recentemente splittato dal più orientale Luì verdastro. Non mancheranno i rapaci, che vedremo volteggiare a volte in grandi stormi: Poiane delle steppe e Nibbi bruni sono in migrazione e Grifoni eurasiatici e più rari Avvoltoi monaci sono qui nidificanti. Durante il trasferimento daremo un'occhiata al reservoir di Zhinvali, di cui costeggeremo la branca occidentale della sua forma ad ipsilon; potremo vedere i nostri primi Gabbiani d'Armenia, insieme ad altri più comuni uccelli legati all'acqua come Garzette comuni, Aironi cenerini, Germani reali, Folaghe comuni, Gallinelle d'acqua, Piro piro piccoli; nelle aree steppose intorno al lago zampettano Allodole eurasiatiche, Calandre eurasiatiche e forse qualche Calandrina. Lungo la strada potremo vedere anche qualcuno degli splendidi monasteri ortodossi che punteggiano il territorio e la storia della Georgia. La cittadina di Stepantsminda si trova sul fiume Terek (nome quanto mai evocativo per i birdwatcher!) e il nostro Roomshotel è situato in posizione splendida, con una splendida vista sul monte Kazbegi e, soprattutto, sugli alberi e cespugli del suo parco, che pullulanti di uccelletti.

3° e 4° giorno) il Caucaso, o meglio la catena del Grande Caucaso o Caucaso Settentrionale, è di una bellezza strepitosa. Dalle aree più basse, tappezzate da steppe e praterie, dove potremmo vedere il Re di quaglie (un uccello che non si pensa legato alle montagne!), il paesaggio cambia in arbusteti, boschi di latifoglie, chiazze di rododendri e praterie alpine trapuntate da fiori multicolori. E ogni ambiente ospita il suo corteo di uccelli e uccelletti che faranno la nostra felicità. Anche qui gran parte dell'avifauna è di tipo europeo e, in attesa delle stelle ornitologiche caucasiche, potremo ingrossare la nostra checklist con lo Sparviere eurasiatico, lo Spioncello, il Fanello nordico (strano chiamarlo così, vero?), la Rondine montana eurasiatica, il Codirosso spazzacamino, il Culbianco boreale, il Merlo dal collare, la Tordela, il Sordone, lo Scricciolo, il Fringuello alpino. Qualche altro uccelletto è sicuramente più interessante, come il Verzellino fronterossa e il Luì montano (una specie del complesso "luì piccolo"). Ma le tre autentiche star del Caucaso sono il Ciuffolotto roseo maggiore, endemico del Caucaso, e due Galliformi, il Tetraogallo del Caucaso e il Fagiano di monte del Caucaso, anch'essi endemici di questa catena montuosa, anche se l'areale del secondo si estende ai monti Alborz dell'Iran. Il segreto per vedere bene i due Galliformi è trovarsi sulle praterie alpine di prima mattina, quando il tetraogallo emette il suo trillo musicale e il fagiano di monte è impegnato nel suo straordinario display. Il Ciuffolotto roseo maggiore è una bestiola grossa quanto un merlo coloratissima e fortunatamente frequenta un ventaglio di habitat che ci permetterà di localizzarlo più facilmente, insieme, forse e magari, all'altro gioiello locale, il Codirosso di Güldenstadt, qui nell'unica area paleartico-occidentale della sua distribuzione. Un'altra specie molto interessante è il Saltimpalo siberiano, in questa regione presente con la sottospecie variegatus, che ricorda, quando visto in volo dall'alto una monachella, in virtù del disegno a T della sua coda. I rapaci saranno un aspetto emozionante del nostro birdwatching sul Caucaso: oltre che dai già citati Grifoni eurasiatici e Avvoltoi monaci, queste aree sono frequentate dal mitico Gipeto; la valle del fiume Terek è inoltre un corridoio migratorio per altri interessanti rapaci, come l'Albanella minore, l'Albanella pallida, il Falco di palude, l'Aquila delle steppe e il Falco cuculo. Tra le altre specie che incontreremo in questi due giorni sono: Assiolo, Torcicollo eurasiatico, Picchio nero, Gracchio alpino, Pispola golarossa, Luì piccolo, Luì grosso, Pettazzurro (della sottospecie magna, in cui la macchia del bavaglio è assente), Bigia padovana, Balia dal collare e il meraviglioso Picchio muraiolo. Tra i mammiferi che frequentano il Caucaso ci sono specie favolose come il Lupo e l'Orso bruno, ma ci vorrebbe una grande fortuna per riuscire ad incontrarle; più probabile l'incontro con il Camoscio o con il Tur orientale (o Stambecco del Caucaso orientale).


Da quando il Ciuffolotto roseo maggiore è stato splittato in due specie, le popolazioni del Caucaso (sottospecie - attualmente specie - rubicilla) sono diventate un endemismo (© Pkspks Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




L'Irania è una delle venti specie di Passeriformi di grande interesse che potremo vedere in Armenia e Georgia, incluse due specie che, nel Paleartico Occidentale sono osservabili solo qui: il Ciuffolotto roseo maggiore (endemico del Grande Caucaso) e il Fringuello di Mongolia, che ha una piccolissima popolazione nidificante nelle colline di Vedi, in Armenia (© Ennio Bezzone)




L'Avvoltoio monaco è una delle numerose specie di rapaci che nidificano in Armenia e Georgia. Con un pò di fortuna potremmo vedere in cielo contemporaneamente quattro specie di avvoltoi (© Dick Forsman 2012)
5° giorno) raggiungeremo oggi la Chachuna Nature Reserve, fermandoci ad ogni uccelletto interessante che voli o saltelli. Scendendo dal Caucaso potremmo vedere altri rapaci come l'Astore comune o il Falco pellegrino. Ci fermeremo ancora al reservoir di Zhinvali, per qualche bella osservazione di Gabbiano d'Armenia e per qualche nuova specie che, anche se non illustre, ci servirà alla checklist, come ad esempio la Canapiglia, il Mestolone comune, il Cavaliere d'Italia, il Cannareccione eurasiatico, la Cannaiola eurasiatica (della ssp fuscus, molto più chiara della nostra cannaiola e probabile candidata ad un prossimo split). Man mano che scenderemo verso sud-est, il paesaggio cambierà, passando dalle vette del Caucaso ad uno collinare attraversato da fertili valli fino a raggiungere l'aspetto stepposo e di prateria che contraddistingue la vallata del Kura. Pernotteremo tre notti in un lodge nei pressi della riserva e, cominciando l'esplorazione fin da stasera, avremo due giorni pieni per goderci l'avifauna di una delle aree più ricche di uccelli del paese.

6° e 7° giorno) sulla pianura di Chachuna volano spesso rapaci in migrazione e, oltre alle specie già osservate, potremmo incamerare l'Aquila imperiale, l'Aquila delle steppe, l'Aquila minore e il Biancone eurasiatico; ai migratori potrebber aggiungersi uccelli da preda residenti come il Capovaccaio, il Grifone eurasiatico, l'Avvoltoio monaco, la Poiana codabianca e il Lanario. Nelle aree steppose corrono Cappellacce comuni, Calandre eurasiatiche, Calandrelle eurasiatiche, Calandrine, Cutrettole comuni (in mezzo alle quali cercheremo le eventuali Cutrettole testagialla orientali) e farfallesche Upupe eurasiatiche svolazzano senza sosta. Coloratissimi stormi di Gruccioni comuni fanno il paio con altrettanto vivaci Ghiandaie marine eurasiatiche. Tra le altre specie di Chachuna ricordiamo il Culbianco isabellino, il Picchio muratore di roccia, il Passero solitario, l'Ortolano comune, la Monachella dorsonero, la Passera lagia, la Passera sarda, lo Zigolo muciatto, la Silvia di Menetries, la Monachella di Finsch, la Monachella comune, la Monachella dorsonero, la Bigia grossa orientale, la Rondine montana eurasiatica, l'Averla capirossa, l'Averla cenerina Una specie favolosa che potremmo vedere da queste parti, sulla via della migrazione verso l'Asia Centrale è la graziosa Damigella di Numidia, la gru più ambita di tutto il Paleartico Occidentale.

8° giorno) inizieremo oggi il nostro viaggio verso sud, viaggio che ci porterà ai confini con l'Iran, dopo aver attraversato, da nord a sud, tutta l'Armenia, paese dove entreremo già da oggi. Avremo occasione di rivedere molte delle specie già osservate e forse qualcuna nuova, come un paio di zigoli, lo Zigolo capinero e lo Strillozzo. In cielo i rapaci continuano a volare verso nord-est e qualche nuova specie, come l'Aquila minore e l'Aquila imperiale, potrebbe apparire. Pernotteremo due notti a Dilijan.

9° giorno) Dilijan, una cittadina di 16.000 abitanti circa, è annidata in mezzo a foreste di faggi e querce e l'avifauna è decisamente di tipo occidentale, ma non mancano specialità gradite ai birdwatcher europei, come la Balia dal semicollare, il Luì nitido e il Pigliamosche pettirosso, specie per cui avremo qui ottime chance qualora ci siano sfuggite in Georgia. E tra i rapaci avremo qui buone opportunità di aggiungere l'Aquila anatraia minore e il Falco pecchiaiolo occidentale alla nostra raptor-list. Non disdegneremo comunqe la locale avifauna occidentale con le sue specie comuni e diffuse: Gheppio comune, Picchio verde, Picchio rosso maggiore, Rampichino comune, Picchio muratore eurasiatico, Ghiandaia eurasiatica, Pettirosso comune, Cinciarella europea, Cincia mora.

10° giorno) proseguiremo oggi fino alla città di Yeghegnadzor, nella regione centro-meridionale del paese, dove pernotteremo. Anche se sarà solo una tappa di trasferimento, le occasioni di birdwatching non mancherannno, a partire da quelle che avremo durante il tratto di strada che corre lungo la sponda occidentale del lago Sevan, un immensa distesa d'acqua le cui aree rivierasche occidentali sono protette dal 1978 a parco nazionale. Il lago è la sede della più grande colonia mondiale di Gabbiano d'Armenia; questa specie, fino a poco tempo fa considerata solo una sottospecie del Gabbiano zampegialle, è confinata ai laghi del Caucaso e della Turchia orientale. Forse vedremo anche qualche Gabbiano del Caspio che raggiunge qui l'estremità occidentale del suo areale di nidificazione. Vedremo naturalmente moltre altre specie acquatiche, come Tuffetti comuni, Svassi maggiori, Svassi piccoli, Folaghe comuni, Gallinelle d'acqua, Piro piro piccoli; niente di speciale, ma tutto buono per la checklist. Per la checklist vanno bene anche le specie di uccelletti che cercheremo nei canneti che bordano il lago e non sarà difficile vedere Cannaiole eurasiatiche, Cannareccioni eurasiatici, Forapaglie e Migliarini di palude. Nelle praterie e boschetti umidi, cercheremo, in mezzo ad onnipresenti Usignoli di fiume, due specie un pò più interessanti, come il Forapaglie macchiettato e la Locustella di fiume. Sulle aree steppose potremmo vedere stormi di graziosi Storni rosei e un occhiata al cielo ogni tanto potrebbe rilevare qualche rapace in migrazione, come l'Albanella minore e il Lodolaio eurasiatico.

11° giorno) oggi raggiungeremo Meghri, ai confini con l'Iran e base delle nostre escursioni al Piccolo Caucaso. Il percorso si snoda attraverso habitat boschivi di media e alta quota e anche oggi l'avifauna che incroceremo è abbastanza europea. Potremmo vedere, tra le altre specie: Colombella, Picchio rosso mezzano, Picchio rosso minore, Rigogolo, Frosone, Pigliamosche comune, Codibugnolo, Ciuffolotto eurasiatico.
 

La Silvia di Menetries è nidificante in Georgia e Armenia. Non dovrebbe essere difficile vedere questo grazioso uccelletto, molto simile al nostro Occhiocotto (© Dûrzan Cîrano Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Più comune durante la migrazione autunnale, la venusta Damigella di Numidia è stata registrata in Georgia e Armenia anche durante il passo primaverile (© Dick Forsman 2012)

12° e 13° giorno) il Piccolo Caucaso, conosciuto anche come Caucaso Minore, è una delle due principali catene montuose del Caucaso, lunga circa 600 km, che si estende a circa 100 km a sud del Grande Caucaso, di cui condivide le propaggini occidentali, i monti Likhi. La regione più meridionale del Caucaso Minore, quella che esploreremo, è costituita dalla catena delle montagne Zangezur, la cui stella ornitologica è costituita dal Tetraogallo del Caspio, la cui osservazione completerà la triade di Galliformi che spiega il sottotitolo di questo ornitour. Gli ambienti che si snodano lungo i fianchi del Zangezur sono ricoperti via via da vegetazione tipica delle zone più aride fino alle foreste di latifoglie delle aree più elevate e, ancora più su, arbusteti e praterie alpine. Il Tetraogallo del Caspio non sarà facile da trovare, ma abbiamo ottime probabilità di vedere, appollaiato su una roccia, qualche maschio che lancia il suo fischio nuziale. Durante la nostra ricerca , o alla fine di essa, saremo intrattenuti da altre eccellenti specie, a partire dallo Sparviere levantino, qui nidificante, per arrivare ad uno stuolo di piccoli Passeriformi molto, molto interessanti, come l'Irania, il Canapino di Upcher, il Picchio muratore persiano (avremo l'opportunità di studiare bene le differenze con il Picchio muratore di roccia, anch'esso presente), la Cincia dalmatina, la Monachella codarossa della ssp chrysopygia (che forse è una specie buona, diversa dalla sottospecie occidentale, quella che si trova in Turchia orientale). Due altre specie di Galliformi discretamente interessanti sono il Francolino nero e il Chukar. Altre specie di questa regione sono: Cuculo eurasiatico, Rondone maggiore, Pispola comune, Prispolone eurasiatico, Codirossone eurasiatico, Passero solitario, Zigolo muciatto. I rapaci di Meghri sono vieppiù interessanti: il Capovaccaio è comune, ma anche qui potremo vedere il Gipeto, insieme all'Aquila reale, Aquila minore, Falco pellegrino.

Il Picchio muratore persiano, controparte orientale del Picchio muratore di roccia, e ad esso molto simile, metterà alla prova le nostre capacità identificative (© Dûrzan Cîrano Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)
14° giorno) inizieremo oggi il nostro ritorno verso nord. Arriveremo a Yerevan, dove pernotteremo tre notti. La capitale armena sarà la base per l'esplorazione di due delle aree più interessanti del paese, gli stagni da pesca di Armash e l'Aragats, la più alta montagna del Caucaso Minore e d'Armenia. Ci fermeremo naturalmente lungo il percorso per ogni occasione di birdwatching.

15° giorno) il monte Aragats è un luogo quasi sacro per gli armeni. La leggenda narra che San Gregorio, mentre pregava sulla sua sommità, vide una lanterna appesa al cielo, che dal cielo scese su di lui, che da allora è conosciuto con l'epiteto di "illuminatore"; gli armeni credono che i puri di cuore e spirito possano vedere ancora oggi la lanterna nel cielo dell'Aragats. Speriamo di meritare anche noi l'aiuto della lanterna per vedere la specie più importante dell'area, la Passera scopaiola di Radde. Ma altre specie interessanti vivono da queste parti: il Picchio rosso di Siria, la Calandra asiatica, la bellissima Irania, il Sordone, il Fringuello alicremisi, lo Zigolo capinero. Gli ambienti che si susseguono verso le aree più elevate ricalcano quelli di Meghri: da giardini e frutteti si passa a cengie rocciose ricoperte da ginepri e, dopo boschi di latifoglie si giunge alle praterie alpine. Ogni ambiente ha, come in ogni parte del mondo, la sua avifauna tipica e, oltre alle specie più carismatiche, già citate, potremo vederne altre, tra le quali: Quaglia comune, Colombaccio comune, Tortora comune, Civetta comune, Rondone comune, Rondine comune, Balestruccio eurasiatico, Ballerina gialla, Tottavilla, Spioncello alpino, Sterpazzola comune, Averla piccola, Averla cenerina, Gracchio corallino, Fringuello alpino.

16° giorno) non ci sarà modo migliore di concludere il nostro intenso ed eccitante Ornitour che l'escursione agli Armash Fish Ponds, stagni da pesca situati al triplice confine dell'Armenia con Turchia, Iran ed exclave azera del Nakhchivan. Gli stagni sono circondati da steppa e semideserto e, oltre alla pletora di uccelli acquatici, potremo vedere, o rivedere, molte delle specie tipiche di questi ambienti; la pianura di Armash è inoltre situata lungo il corridoio di migrazione verso e dall'Africa e molti rapaci ne frequentano i cieli. Le specie acquatiche più interessanti per noi occidentali sono il Pellicano bianco, il Marangone minore, l'Anatra marmorizzata, il Gobbo rugginoso, la Moretta tabaccata, la Casarca comune, la Pernice di mare orientale, la Pavoncella codabianca. Ma sono decine le specie, sia migratrici che residenti, che potremo vedere negli stagni: Airone rosso, Airone cenerino, Sgarza ciuffetto, Garzetta comune, Nitticora comune, Mignattaio, Spatola eurasiatica, Cicogna bianca, Tarabusino comune, Porciglione eurasiatico, Moriglione eurasiatico, Fistione turco, Avocetta comune, Pernice di mare eurasiatica, Corriere piccolo, Fratino, Sterna zampenere, Fraticello, Mignattino alibianche, Mignattino piombato. Tra i numerosi Gruccioni comuni, potremmo incrociare qualche Gruccione guanceblu e un'attenta indagine dei canneti e vegetazione perilacustre potrebbe disvelare, tra più comuni cannaiole, cannareccioni e Forapaglie castagnoli, la ben più interessante Cannaiola di Jerdon. Oggi visiteremo anche le Vedi Hills, le colline che circondano la cittadina di Vedi; quest'area è di grande interesse per il birdwatching perchè è l'unica area del Paleartico Occidentale dove c'è qualche speranza di vedere il Fringuello di Mongolia, un uccelletto a metà strada tra un Trombettiere e un Fringuello del deserto; dopo la sua prima osservazione in quest'area nel 2001, se ne è confermata la nidificazione, ma non sarà cosa facile vederlo, a causa del numero estremamente ridotto di coppie nidificanti. Potremo comunque consolarci con altre ottime specie, come l'Usignolo d'Africa, la Monachella di Finsch, la Passera di roccia, il Trombettiere, lo Zigolo collogrigio.

17° giorno) trasferimento di primissima mattina all'aeroporto di Yerevan, dove ci imbarcheremo sul volo che ci riporterà in Italia. Arrivo a Milano e fine del viaggio.


La Passera di roccia è una specie migratrice e nidificante nel sud dell'Armenia; all'epoca del nostro Ornitour, qualche individuo dovrebbe già essere arrivato (© Dûrzan Cîrano Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported)




Gli stagni da pesca di Armash sono un paradiso di uccelli acquatici, tra i quali l'Anatra marmorizzata è una delle specie più ambite (© Roberto Savioli)


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